121 Iso // Michael Ochs

La bandiera degli Stati Uniti spesso viene associata alla frase: The Land Of Opportunity.
Forse è realmente vero, o meglio togliete anche il forse, perché il classico “Sogno Americano” che si avvera prima o poi arriva un po’ per tutti.
Michael Ochs è uno di quei personaggi che ha cavallo tra il 1955 ed il 1970 l’American Dream l’ha vissuto sul serio sopratutto nel mondo musicale.

Il Los Angeles Times lo ha soprannominato:
“The Dominant Force In The Rock Image Marketplace”
Ed il New York Times invece:
“The Premier Source Of Musician Photography In The World”

Diceva Mark Cuban, ebreo cresciuto in America, ex insegnante di cha cha cha diventato poi miliardario per aver avuto un’idea geniale prima di fondare Broadcast.com (esempio: qualsiasi radio che giri sul web paga i diritti a lui), tre sono le cose belle ed importanti nel Texas: i soldi, le pistole e le donne ma non precisamente in quest’ordine.

Ecco, Michael Ochs nasce in questo contesto nella città di Austin che ancora oggi è riconosciuta come il posto con più talento emergente a livello musicale.
Infatti lui stesso da ragazzo era un disc jockey, un giornalista, un manager artist ma sopratutto un fotografo.

Insieme a suo fratello maggiore Phil, importante cantante folk-rock dell’epoca, frequentava assiduamente tutti i posti della città dove andava in scena la musica anche perché i suoi migliori amici sono Dave Marsh e Lester Bangs. Qui inizia a collezionare foto di concerti e fonda la Michael Ochs Archives. Attualmente questo archivio fotografico è stato acquistato da Getty Images nel 2007 e contiene più 3 milioni di stampe d’epoca, fogli di prova e negativi usati in più di 100.000 album e singoli, poi film e documentari che hanno fatto la storia dell’arte contemporanea.

 

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Ha guidato per anni gli uffici di pubblicità della Columbia, dello Shelter e della ABC Records.
Ha insegnato alla UCLA e ha scritto per riviste storiche come Rock, Melody Maker, Cashbox e Crawdaddy.

Nel suo archivio ovviamente appare il poeta, il Dio del Rock e la stella più controversa della storia musicale: Jim Morrison.

«Se la mia poesia cerca di arrivare a qualcosa,
è liberare la gente dai modi limitati in cui vede e sente.»

Il concerto dei Doors in questione è quello di Frankfurt, Germany, nel 1968.
Durante la loro performance, Jim, ispirato come pochi dalla sua personalità si accascia sul pavimento del palco e si finge svenuto/morto per un po’ mentre la band continua a suonare. Con il pubblico quasi in preda al panico ne nacque uno degli scatti più belli fatti per la musica dal vivo.

Continuò a cantare da terra, sdraiato sul palco quasi in posizione fetale.
Dall’esterno guardando la foto, ancora oggi sembra che lui fosse nato su quel palco e forse è proprio così, Jim era nato per fare quello che ha fatto.
Cambiare il mondo con la sua arte.