121 Iso // Neil Krug e l’LSD nella fotografia per Bonobo e molti altri.

Non si incontra spesso un fotografo che ti trasporterà in un altro luogo e tempo attraverso il proprio lavoro.  Americano come pochi, Neil Krug, ha la capacità di trasmettere con le sue fotografie un’età persa nel tempo, un’innocenza difficile da riconquistare.

La sua creatività è bruciata e psichedelica ispirata da quei film b-movie anni ’70, sgranate e piene di colori irreali che si espandono oltre i contorni. La sua concezione d’immagine riporta all’utilizzo dell’LSD, per chi non lo sapesse è una fra le più potenti sostanze psichedeliche e del suo effetto ve ne avevo già parlato nell’articolo dei 5 segreti dietro i Beatles di Sgt Pepper’s Lonely Hearts Club Band (clicca qui).

Il posto dove lui è cresciuto in America viene pronunciano letteralmente così: “Kenzess”mentre per noi è Kansas da confondere con la città omonima. Purtroppo non so dirvi il perché ma qui so’ che è nato il coro “Glory, Glory Hallelujah” di più non c’è. Neil Krug cresce in questi paesaggi rurali dove con i suoi amici nascondevano delle porzioni di LSD tra le rocce in modo da conservarle per poi prenderle nel momento giusto.

Mi sono sempre chiesto che : “per fare della buona arte bisogna assumere della buona droga??”, forse sì o anche no, però le sue visioni spesso legate all’abuso di questo tipo di droga lo ha portato a scattare cover ed altro per: My Chemical Romance, Ratatat, Justice, Bonobo, Devendra Banhart, Ladytron, The Horrors, Scissor Sisters, Tame Impala, Jim James, Gonjasufi, Crystal Fighters, Hot Natured, First Aid Kit, Onra, ASAP Rocky, Canyons, Sea Wolf, Unknown Mortal Orchestra, The Bots, Juan Atkins, Sinner DC, The Pierces, Dri e White Flight.

Recentemente mi ha scandalizzato il “come” abbia  curato tutta l’immagine del disco Migration di Bonobo. Ha girato il video “Break Apart” nel deserto di Mojave in California dove a mezzogiorno le temperature arrivano anche sui 120 gradi infatti hanno girato e scattato tutto tra le quattro e le sei del mattino.

La cover  tra l’altro è stata “ispirata” da un suo vecchio lavoro per i The Horrors e il video è qualcosa di mai realizzato prima nella musica.

 

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La cosa fondamentale che è riuscito a fare Neil Krug in questo video, non so se sotto effetto di LSD o meno, è far muovere gli ambienti. Nel video sembra che la telecamera stia ferma e le rocce, la terra, il cielo si muovono attorno a quest’ultima. Quando ho capito che c’era lui dietro questo video l’unica cosa che mi sono detto è:

When the light turns green, you go.
When the light turns red, you stop.
But what do you do when the light turns blue with orange and lavender spots?”
― Shel Silverstein, A Light in the Attic

A New York dicono: DON’T TRY THIS AT HOME…
Ecco meglio non provare da soli a casa l’arte di Neil Krug.

Bonobo Cover Album by Neil Krug