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CHI HA INFETTATO I CARTONI?

I personaggi dei cartoon non sono più quelli di una volta. Massimo Giacon è riuscito a corrompere la loro proverbiale inalterabilità

testo: Paolo Madeddu
28/11/2006

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C’è un video amatoriale che ha fatto il giro del mondo, forse lo avete visto grazie a YouTube. È quello in cui i figuranti di EuroDisney fingono amplessi vestiti da Minnie, Pippo, Cip e Ciop. Non è un caso che a trovarlo disturbante siano stati, più che i minorenni, gli adulti.
Uno dei motivi, naturalmente, è che oggi il 12enne medio ha visto cose che noi umani non possiamo nemmeno immaginare. Ma un altro buon motivo è che agli adulti piace l’idea di una barriera tra innocenza e corruzione. E gli piace che questa barriera esista, per sfondarla con spallate improvvise: una barzelletta riguardante il menage tra Biancaneve e i sette nani o ribalde illazioni sul rapporto tra la Puffetta e tutti gli altri Puffi. Per non parlare dei film porno, che da sempre giocano con l’immaginario delle favole: tra i titoli “storici” Cappuccetto rotto, La principessa sul pisello, Peter Pen, Alice nel paese delle pornomeraviglie, Alì Babà e i 40 guardoni, Mary Pompins – fino ad arrivare ai più recenti Boccahontas, Il re leccone e altre amenità.
Quella frontiera virtuale ricorda molto il muro oltre il quale si trova Cartoonia nel quasi ventenne Chi ha incastrato Roger Rabbit, film in cui da questo punto di vista veniva messa molta carne (o carta?) al fuoco: dalla carica apertamente erotica di Jessica Rabbit alla ferocia assassina del “cattivo”, che alla fine si scopre essere non un umano, ma un cartoon. Forse non è un caso che da Roger Rabbit in poi, da quella così esplicita “contaminazione” con gli uomini, i cartoni animati abbiano apertamente cercato il pubblico adulto: in televisione con i Simpson, che hanno aperto la porta per South Park, Griffin e altre serie implacabilmente etichettate con lo stupido aggettivo “irriverenti”. E al cinema con Shrek, dove la principessa rutta e i tre porcellini si dimostrano tali guardando sotto le sottane femminili.
Qui entra in gioco Massimo Giacon, firma storica di Frigidaire, ma anche designer, pubblicitario, musicista. In novembre due gallerie romane di grido gli dedicano altrettante personali, a cura di Gianluca Marziani: un viaggio a ritroso nei suoi lavori e nelle sue visioni da Lipanjepuntin, e un nuovo progetto alla Mondo Bizzarro Gallery. Le opere esposte in quest’ultima mostra, intitolata The Pop Will Eat Himself (variazione, probabilmente dovuta a motivi legali, sul nome di un gruppo rock degli anni Ottanta), sono dedicate alla citata idea della corruzione. L’artista padovano si sente come investito di una missione: “Mi piace essere una specie di discarica dell’immaginario dove ogni tanto recuperare qualche oggetto prezioso irrimediabilmente corrotto dalla sporcizia”.
Star come Topolino, i Simpson o Braccio di ferro, a cui l’artista riconosce un’influenza capitale nella storia della cultura contemporanea, sono già state bersagliate da parodie o caricature che ne hanno intaccato la classica immutabilità di cartoon e fumetti. Giacon invece rimane irrimediabilmente attratto dalle seconde file, dai comprimari: una volta maltrattati anche questi personaggi, la contaminazione è completa. E per essere ancora più chiari, la colonna sonora della mostra è costituita da sigle di cartoni animati anch’esse deformate e trasformate in una sorta di lenta marcia funebre.
Tra il mondo reale e quello fantastico non ci sono più diaframmi. Se ad aver perso l’innocenza non sono solo i protagonisti ma anche le figure di sfondo, il processo di corruzione umano-cartoon è allora compiuto e i due universi sono probabilmente diventati uno solo.
A questo punto viene spontaneo chiedersi se gli umani a loro volta si stiano cartoonizzando. Prima di rispondere di no, prendete il primo settimanale che vi capita a tiro e guardate un po’ di foto. E non parliamo solo di attitudine: anche per quanto concerne le fattezze esteriori, i fantastici risultati della chirurgia plastica e il suo massiccio impiego sono un indizio. Michael Jackson e quelli che si ritoccano per somigliargli sono una prova.

The Pop Will Eat Himself, Mondo Bizzarro Gallery,
5 – 30 novembre. www.mondobizzarro.net

S.P.Q.R. Sex, Philosophy, Quirks, Religion, Lipanjepuntin, 8 novembre – 7 dicembre. www.lipanjepuntin.com



 
 
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