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VIETATO PERDERE

Ai Giardini Margherita di Bologna si va per tanti motivi. Ma chi ci gioca a street basket ne ha uno in più. Finalmente un libro racconta quelli che di partecipare proprio non si accontentano

testo: Ciro Cacciola
immagini: Angelo Sindaco
05/11/2007

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“Ohi, ciao. Stasera Giardini! Il Nero contro l’Accademia. Ci si vede là?”. I Giardini Margherita sono il principale parco pubblico di Bologna, tradizionale passeggio per concittadini, a pochi passi dal centro storico, nello stesso posto dal 1879. Punto d’arrivo per anni del Giro dell’Emilia, paradiso di zanzare tigrate aldilà di ogni disinfestazione, meta di astrofili, di nottambuli transgenere – house, rock, ska e funk – in pista sull’isolotto-chalet al centro del lago (puntualissima discoteca ogni primavera/estate), si anima oggi (oggi? da almeno 20 anni!) come non mai soprattutto per il torneo di street basket. Sì, pallacanestro da strada. A Bologna è un’istituzione. Un tifo! Squadre dagli sponsor rional/impensabili per un torneo ufficiale (“Bar Time Out Barboni di Lusso”, “Back Door Alice Gianfranco Parrucchieri”, “Colorone Caffè Cagliari Mulino Bruciato”, “Let’s Go Pepper”, “Pizzeria La Rotonda” oppure, adorabile, “Piccoletrasgressioni.com”…) che mettono in campo, “guardie” e “ali”, veri sportivi e dilettanti, nuove promesse e squadre di passione, tutti insieme intorno a quell’ormai mitico playground griffato GM, Giardini Margherita, best playground italiano di street basket da qui a… l’eternità.
Sì, perché quei campioni, quelle squadre, quel mondo urbano e mitologico che gira attorno a un pallone arancione è stato immortalato dagli scatti di un fotografo italiano tra i più apprezzati, Angelo Sindaco, ed è diventato un libro edito da Drago, Check this out!, un reportage denso di azione e di emozione, di sudore, atletica e movimento, in occasione del Silver Anniversary di uno dei prodotti più amati della Nike, la scarpa Air Force 1. Che non è solo il personal velivolo di Mister Bush, non è tanto il film vetero/adrenalinico con Harrison Ford, ma è soprattutto l’ormai mitica scarpa che, creata nel 1982 da Bruce Kilgore, ha rivoluzionato il mondo del basket ed è divenuta simbolo della cultura hip hop. Yo!
Uno dei play off leader, il campionissimo Jacopo Pozzati, “Refuse to lose” tatuato sul deltoide a caratteri cubitali, ricorda con emozione gli esordi sul campo, lo slogan “It’s time to play”, la chiamata alle sfide dalle otto a mezzanotte, le raffiche di telefonate agli amici, aneddoti, sensazioni, gesti più o meno atletici, litigate, mangiate a fine partita. Leggende sportive che vivono di passaparola e diventano storie di cui non si può più fare a meno. “Nessuno sport come il basket sollecita e favorisce altrettanta prontezza di riflessi e capacità di scelta sul momento” suggerisce Franco Bolelli nella prefazione. “Sarà che l’adrenalina nutre il cervello più rapidamente. Sarà che una tale concentrazione di corpi in movimento in poco spazio ti spinge a elaborare strategie fulminee di sopravvivenza. Certo che il basket è programmaticamente e fisiologicamente fatto per farti prendere tante decisioni in pochi istanti”.
Come raccontano le bellissime immagini di Sindaco, il senso della sfida è il metabolismo del basket. Non fa differenza se sei nel playground dei Giardini o in un palazzetto importante. Sparta e Atene, corpo e mente, forza e piacere sono prepotentemente lì, in quei 500 metri quadri di campo, in tutto quello che ci vive intorno. “Pgm basket – 27esimo Playground 2008. Vi attendiamo ai Giardini Margherita per la nuova edizione” si legge a Bologna in lungo & in largo, in rete & in ogni dove. Non si ferma il Playground dei Giardini. Come resistere a una sfida tra “Cremeria Navile” e “Sericom Cartamania Mondo di Carta”? Stando alle cronache locali, il più seguito, campione per tutti, è, al secolo, Totò Muscò, play fra i più estrosi degli ultimi anni, spettacolare per i passaggi traccianti, le smorfie (un classico per i fan dei Giardini), le polemiche a distanza con gli arbitri. Insomma: avete capito che a Bologna, nascosti in quei 26 ettari del parco, ci sono tutti gli ingredienti per un torneo di street basket da non perdere. E dunque: Giardini Margherita Forever. Check-check-check this out!
 
 
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