LA COLONNA SONORA DEL MESE
Peter Gabriel, Corinne Bailey Rae, Yeasayer, Pantha Du Prince
testo: PAOLO MADEDDU
18/02/2010

Peter Gabriel
Scratch My Back
Virgin
Who: 60 anni in questi giorni, inglese, ex leader dei Genesis, ex invasato dell’elettronica, ex invasato della world music – fondamentalmente, da 40 anni è il Mahatma del pop colto. Da qualche tempo, inspiegabilmente somigliante a Giorgio Faletti.
Where: In quel temibile salottino degli antenati in cui tanta gente si è persa prima di lui: il disco di cover.
Why: Essendo uno degli uomini più pigri del mondo, affronta brillantemente la poca voglia di comporre (negli ultimi 24 anni, tre dischi!) e si butta su pezzi altrui. Di ogni tipo: colleghi dinosauri (David Bowie, Lou Reed, Neil Young, Talking Heads) e figliocci in cui si è compiaciuto (Elbow, Bon Iver, Magnetic Fields, Arcade Fire, Radiohead). E qualunque cosa si pensi dell’operazione, fa piacere risentirlo cantare mettendoci l’anima.
What: “Non è vero che sono pigro. Ok, forse sì. Insomma, ho un’età, no?”.
When: Sotto la pioggia.
Corinne Bailey Rae
The Sea
Virgin
Who: Cantautrice inglese, 31 anni. Il suo disco di debutto, quattro anni fa, conteneva Put your records on ed era andato bene, n. 1 in patria e premi e complimenti e vita beata. Ma era tanto tempo fa.
Where: Di fatto al secondo debutto dopo che il marito sassofonista è morto nel 2008 – overdose di alcool e metadone. Jason Rae era piuttosto noto nell’ambiente musicale britannico. Quando è morto Amy Winehouse ha detto: “Questo mi fa capire che devo smettere di pasticciare”. Che macchietta.
Why: Disco languido e un po’ spiazzante, suona più bianco che soul. Somiglia alle ultime cose di Burt Bacharach. Se non le avete presente fa lo stesso, in effetti non è roba che si sente ovunque.
What: “Per 12 mesi non ho fatto niente. Ma proprio niente. Non sono andata da nessuna parte. Non ho lavorato. Me ne sono stata seduta al tavolo della cucina per un anno, mentre la vita andava per conto suo”. ?
When: Sabato mattina.
Yeasayer
Odd Blood
Mute
Who: Anand Wilder, Chris Keating e Ira Wolf Tuton, terzetto di bamboccioni giunti al secondo disco.
Where: A Brooklyn, New York. Dalle facce e dal tipo di musica è difficile non sospettare che siano stati vessati da atti di bullismo per tutta la loro giovinezza – non si capisce come siano riusciti a sopravvivere. Ma apparentemente, tre su mille ce la fanno.
Why: Messi con le spalle al muro, dicono di sé: “La nostra musica è tipo un gospel elettronico psichedelico mediorientale”. Ma si potrebbe aggiungere anche folk e funky, e forse anche altre parole – tanto, non costa niente.
What: “Non sentiamo alcun bisogno di suonare rock’n’roll. È già stato portato alla perfezione tanti anni fa. Che è come dire che è finito”. ?
When: Verso le tre del pomeriggio, ovunque siate e qualunque tempo faccia (già alle cinque, vi piacerà di meno. Fidatevi).
Pantha Du Prince
Black Noise
Rough Trade
Who: Hendrik Weber, dj/produttore al terzo disco. Il secondo, This Bliss, era piaciuto anche al di fuori della sua nicchietta, la micronicchia chiamata microhouse. Genere che il Pantha propone con piglio ostentatamente glaciale e cupo.
Where: Fosse egiziano o portoricano, questa posa glaciale e cupa sarebbe buffa. Ma è tedesco. E quindi.
Why: Nel disco ci sono Tyler Pope degli !!! e Panda Bear degli Animal Collective. Fosse stato disponibile quel tale molto ricco, poteva nascere un irresistibile P.P.P.& P.: Pantha, Panda, Pope & Papi.
What: “Pantha du Prince è un romantico concettualista” (lo dice, sul sito del Pantha, Aram Lintzel. Un suo amico, forse. Trovare mezza dichiarazione del Pantha è impossibile. Un uomo come lui non dichiara).
When: Quando siete di umore depresso abilmente coltivato, di quelli che è brutto buttare via perché ci avete lavorato – ma vi tocca uscire, e persino ballare. Grazie al Pantha potrete deprimervi ballando.