GIA COPPOLA
A casa di Gia Coppola, una moderna Audrey Hepburn dallo spirito punk-rock
testo: Elsa Papi
immagini: Lauren Dukoff
06/05/2010

Gia Coppola, 23 anni, una moderna Audrey Hepburn dallo spirito punk-rock, nasce a Los Angeles il 1° gennaio 1987. Segni particolari: a parte il cognome ingombrante ereditato dal nonno Francis e i precedenti famosi di zia Sofia, la passione per la vita laid-back LA style, l’abbigliamento rilassato e casual-chic da tipica California Girl che ama Salvation Army, negozi vintage e used clothes, oltre che uno spirito creativo infinito, risultato di quell’American Dream che ogni californiano ha in serbo, sin dalla nascita. La incontriamo sulle colline di Hollywood, a casa della mamma Jacqui Coppola-Getty, costumista, fashionista, cuoca eccellente oltre che amante dell’arte, come testimoniano Basquiat e Pollock appesi in sala da pranzo.
TROVI CHE TI SI ADDICA LA DEFINIZIONE DI CALIFORNIA GIRL?
“Sì, amo la California. Sono cresciuta a LA anche se ho studiato fotografia a New York, città viva che però per me è troppo frenetica. Di LA adoro il fatto che in due ore puoi surfare e andare a sciare. Amo le colline, i parchi, la spiaggia: nonostante sia una grande città, i ritmi sono molto rilassati, e poi cammino, tanto, sempre. Non è vero che a LA si usi solo la macchina, io che vivo tra Fairfax e Beverly cammino ovunque, e da casa di mamma si può passeggiare fin sotto l’Hollywood Sign, che è stato appena comprato da Hugh Hefner, per sottrarre la zona agli imprenditori edili. Only in California! Quando cammino perdo il contatto con la realtà, amo guardare la gente, fotografarla, vedere come vive. E poi amo guidare, il fatto di passare ore nel traffico per me non è affatto stressante, anzi si scoprono zone incredibili della città perdendosi tra i boulevard e le avenue. E poi c’è San Francisco, le luci di Vegas e il blackjack e i vigneti di mio nonno nella Napa Valley, dove la vita è molto low-key: piscina, vino e orto biologico che sfama non solo tutta la famiglia ma gli ospiti e chi ci lavora. La tradizione familiare dei Coppola è quella di cucinare tutti insieme: c’è chi taglia, chi prepara, chi inventa. Ovviamente nonno Francis è quello che aggiunge sempre il tocco finale!”.
HAI CITATO LA FOTOGRAFIA. DI RECENTE HAI FATTO ANCHE UNA MOSTRA CON LE TUE MIGLIORI AMICHE, SAGE GRAZER E TRACY ANTONOPOULOS. CHE COSA TI APPASSIONA?
“Lo show è nato perché avevamo tanto materiale e perché ci siamo rese conto che in giro ci sono poche mostre di donne. La prima volta che ho iniziato a interessarmi di fotografia avevo otto anni, sul set del video musicale California dei Wax diretto da Spike Jonze sono la bambina in macchina che si vede nello shot finale. Mia zia Sofia, sua ex moglie, mi ha regalato una macchina fotografica e da allora faccio foto, mi piace documentare quello che vedo succedere nel mio mondo”.
E LA MODA?
“Non sono modella anche se poso per amici e designer quando me lo chiedono. Mi piace vestirmi, una passione che ho preso da mamma e da Sofia. La moda per me significa comodità, devo essere capace di muovermi, sentirmi a mio agio. Scarpe basse, Vans e ballerine, il tacco lo uso per le occasioni speciali. Il designer preferito ovviamente è Marc Jacobs, una passione di famiglia. E poi Rodarte, APC, Chanel, H&M, amo jeans, t-shirt e vestiti vintage, soprattuto anni ’60, stile Courrèges. Tanto del mio guardaroba viene da pezzi scartati da amici, da tutto quello che Sofia non usa più, inclusi i pezzi introvabili della sua linea di moda di qualche anno fa, MilkFed, mentre lo shopping lo faccio su e-Bay”.
POCHI TEATRI MA BEN 18.475 FRA CLUB, BAR & DISCO IN QUEL DI LOS ANGELES. PARLAMI DI MUSICA.
“Ci sono club importanti come The Viper Room, Whiskey Go-Go e Athletic Club, dove ho visto Tricky per la prima volta. Mi piacciono i The Soft Pack, una band di San Diego, Phoenix, The Strokes. Ma non solo la musica, anche i film, i musical, Gilda, All that jazz, E.T., i film di Sofia, soprattutto Il giardino delle vergini suicide”.
CONOSCI L’ITALIA?
“Anche se californiana, sono cresciuta in una famiglia italiana, dove origini e tradizioni sono importanti. Amo l’Italia, ho vissuto a Roma quando avevo tre anni, mentre il nonno girava Il Padrino 3. Due anni fa sono stata a Bernalda in Basilicata, il paese da dove vengono i Coppola, è un paesino piccolissimo, e ogni famiglia per riconoscersi ha un suo fischio particolare... incredibile”.
DALLA FOTOGRAFIA AL MESTIERE DI FAMIGLIA. DI RECENTE HAI FATTO UN VIDEO PER PROMUOVERE L’ULTIMA LINEA DI ZAC POSEN PER TARGET STORES. IL FUTURO?
“Il video è stato fatto con il gruppo musicale The Like, ragazze che conosco sin dai tempi del liceo. Una bella esperienza ma non so ancora che cosa farò da grande. Per ora sperimento, ho fatto la cameriera, commessa, barista, anzi, mixologa: fare dei buoni cocktail è complicato, quasi quanto fare un bel film...!”. •