Fancy Toast: toasteria open bread a Milano (zona Moscova)

Fancy Toast. Via Volta 8, Milano, zona Moscova
Fancy Toast si trova in via Volta 8, Milano - zona Moscova

Inizialmente un semplice viaggio di lavoro. Poi una scoperta che diventa progetto lavorativo, in cui due realtà vengono messe a confronto. Entrambe molto valide, ma differenti, quanto i 9.570,20 km che le dividono. Chi? Milano e San Francisco, città in cui tutto ebbe inizio.

 

Federica Tassi ci racconta l’idea di Fancy Toast, progetto tanto originale quanto diverso da tutto il resto a cui siamo abituati, nato per merito della sua socia Federica Sala, durante il suo viaggio in California.

«Federica si era completamente innamorata di questi toast aperti che chiamano Open Bread. Li aveva scoperti in un locale in cui aveva fatto sosta per fare uno spuntino, ordinandone uno che non si aspettava avesse quelle sembianze. Il gusto, quegli abbinamenti equilibrati tra la croccantezza del pane e la morbidezza dei condimenti e il clima attorno a lei l’avevano completamente incantata. Tutti erano rilassati, sorridevano. Era realmente uno STOP da tutto il resto, da tutte le preoccupazioni e il lavoro. Tornata ne ha parlato immediatamente con me e con i nostri colleghi. L’idea ci aveva già colpito, finché non ha deciso di farcelo assaggiare e ne siamo subito stati catturati, nonostante già lavorassimo nella ristorazione. Abbiano così deciso di aprire il nostro posto, Fancy Toast».

Da cosa deriva il nome Fancy?

Ci piaceva l’idea di utilizzare una parola che fosse americana e che rappresentasse appieno quello che sono i nostri toast. Non c’è una vera e propria traduzione in italiano al termine, ma il suo significato spazia da creativo, originale, colorato, fantasioso. Racchiude un po tutti questi concetti, che secondo me sono molto idonei al concetto della California e si legano perfettamente anche con il prodotto stesso. I toast sono infatti molto colorati e ricchi.

Quando è avvenuto il viaggio e quanto tempo è passato dall’apertura?

Il viaggio è avvenuto circa un anno fa. Abbiamo poi deciso di sviluppare il progetto e di aprire un locale, e da lì abbiamo dato forma all’idea nell’arco di qualche mese. Ad ottobre abbiamo infatti inaugurato in via Volta 8, unico punto per il momento, anche se già stiamo pensando di aprirne altri.

C’è un locale in particolare dal quale avete copiato l’idea?

Ce ne sono stati parecchi di locali. Diciamo che lì mangiare questo tipo di toast è un usanza, è un fatto quotidiano. Siamo partiti da quella che era la loro proposta generica e l’abbiamo portata a Milano. Poi abbiamo deciso di inserire anche tutti quegli accostamenti che rendono questo toast ancora più particolare e gustoso. Ovvero quelli con i drink, che tendono ad esaltare il suo gusto, al contrario di quello che si possa pensare. Proprio com’era successo a Federica quando lo aveva abbinato al caffè e limonata. Inizialmente era del tutto scettica, ma alla fine scoprì che erano in perfetta sintonia con il toast stesso. Abbiamo così deciso di inserire i loro beverages, quali lemonade e pompelmonade originali californiane, come anche le birre artigianali.

C’è stata una rivisitazione del toast da parte vostra?

Certamente. Siamo partiti dai loro toast per poi studiarli e personalizzarli. Chiaramente ci sono delle regole per un Open Bread che abbiamo rispettato. Infatti il menu ha ingredienti tipici californiani, quali avocado, salmone, gamberi, frutta e verdura. Da qui, ci stiamo portando avanti.

Idem per il concetto di locale che si ha a San Francisco. E’ stato basato sul prendersi del tempo, sul non accontentarsi di mangiare qualcosa di veloce e andar via, come facciamo qui a Milano ad esempio, ma di trattenersi qualche minuto in più per godersi quel momento. Così anche in un locale piccolo come il nostro, che è di 40 mq, il cliente può vivere un’esperienza che è diversa da qualsiasi altro posto. Inoltre l’occhio vuole la sua parte, sia per l’estetica del locale che per quella del piatto, cibo e bevande.

Quali sono le regole che avete rispettato?

Abbiamo rispettato l’altezza del toast, che dev’essere di 2,5 cm di altezza, e la presenza nel pane di almeno 5 cereali. Noi abbiamo poi optato per sette cereali, trovando la nostra formula finale e ce lo facciamo fare apposta.

Che cosa vi differenzia dalla West Coast? Cambiereste qualcosa alla loro versione adesso?

Non ho trovato differenze sinceramente. Ogni toast è diverso per ingredienti e pane, ma ogni persona ha i suoi gusti a riguardo, come per tutto. Abbiamo cercato di riportare l’originale. Non cambierei niente, anche perché la California è caratterizzata da una storia di cucina inesistente, non ha tradizione e questo gli ha permesso di avere tutta la materia prima di cui ha bisogno e proveniente da tutto il mondo. Bene o male, trovi tutto, anche quello che trovi qui. Poi chiaramente loro fanno delle scelte alimentari e di ingredienti in base a questo filone. Noi ci siamo ispirati anche a questo. Forse, proprio per lo stesso motivo l’unica differenza potrebbe essere l’elaborazione. Proprio perché il bello di questi toast è che ci puoi giocare, li puoi fare salati o dolci, mixare alimenti, farli da colazione, pranzo o merenda. Tra l’altro siamo quasi pronti per dei nuovi inserimenti. A breve partiremo anche con la colazione ispirata allo stile californiano.

In cosa varierà?

I toast saranno chiaramente sempre presenti, anzi ce ne saranno altri, ma abbiamo praticamente definito al ricetta per il Banana Bread. Inoltre inseriremo cookies, muffin, ecc, escludendo i croissant.

Secondo voi che cosa apprezza la clientela del vostro locale?

Il fatto che sia un nuovo concetto. E’ una concezione fresca e buona del toast italiano. E’ una novità, una cosa che non hanno mai visto. E’ il mio progetto e non potrei non pensarlo, ma è una cosa realmente figa. Una cosa che i clienti non possono non apprezzare. Inoltre è buona e fatta con cura, non è improvvisata, c’è dietro uno studio. Ci abbiamo lavorato tanto e non sono stati scelti abbinamenti a caso. Nella ristorazione, secondo me, quando decidi di sviluppare un’idea la devi fare con accuratezza.

Perché avete pensato che quest’idea fosse adatta ad una città come Milano?

Perché è una città molto aperta, soprattutto alle novità, ma è anche molto esigente. Era l’unica che poteva darci una risposta immediata, proprio con la clientela.

info: Fancy Toast 

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