Nuova location per GUM Salon a Milano

GUM salon milano

GUM Salon fondato a Milano da Stefano Terzuolo nel 2009, ha inaugurato, ad inizio ottobre 2016, la sua nuova sede in Corso Italia 46 a Milano, in un elegante appartamento di 160 mq dei primi anni del’900, all’interno di una corte a cui ha saputo infondere la sua anima rock n roll.

Abbiamo chiacchierato con Stefano di GUM Salon che ci racconta la sua personale visione di hair stylist.

Cosa ti ha spinto ha cambiare location?

Per due motivi, il primo perché la nostra identità è stata in qualche modo violata, Gum salon è nato nel 2009 dopo un mio viaggio a Londra, decisi di portare a Milano qualcosa che non c’era e che oggi con la moda dei barbershop e di tuti quei concetti nuovi che noi divulgavamo da tempo sono diventati inflazionati. Per anni siamo stati riconosciuti per le mattonelle nere e il negozio total black, un’immagine che mi aveva stancato. Seconda cosa volevo offrire ai miei clienti un ambiente più intimo, il mio desiderio era quello di offrire una privacy che in un salone come quello di prima non riuscivo a dare. Quindi per prima cosa ho deciso che volevo togliermi dalla strada e ho cercato uno spazio interno anche per targhettizzare meglio la clientela, ora Gum lo devi conoscere non ci sono persone che entrano per caso come succedeva a volte prima. Inoltre corso di Porta Ticinese, (dove si trovava la location storica) è una zona che negli anni ha perso molto il suo allure.

Il nuovo spazio è un perfetto connubio tra antico e moderno, come hai sviluppato il nuovo concept?

Ho trovato questo spazio abbandonato da quattro anni che apparteneva alla Curia e con un architetto abbiamo studiato questo contrasto tra antico e moderno creando questa struttura modulare che forma degli spazi aperti all’interno dell’appartamento in modo da poter lasciare una certa privacy. C’è stato un pesante intervento di ristrutturazione però abbiamo mantenuto il parquet, i cassettoni, e le boiserie con le frasi di Seneca in latino e siamo poi entrati nelle stanze con una struttura moderna evitando il pericolo che diventasse un mausoleo. La clientela con gli anni si è evoluta, è cresciuta con me quindi mi sembrava giusto creare uno spazio in linea. Gum era nato per distogliersi dalla visione del parrucchiere classico con le piastrelle bianche e le poltrone schierate in fila senza gusto, ne personalità e soprattutto senza attenzioni verso il cliente. Da Gum bisogna sentirsi a casa, io voglio che il mio locale sia visto come un bel posto in cui ti piace andare a bere un caffè, senza stress, senza attesa, ne confusione. Questo è il terzo spazio che apro in 7 anni e rispecchia perfettamente la mia visione.

Avete cambiato anche i vostri servizi?

Si, per anni siamo stati caratterizzati dai nostri colori forti sulla scia della tendenza londinese, facevamo anche molte barbe, oggi cerchiamo di fare cose diverse dai soliti crazy color abbiamo studiato delle colorazioni che sono cool ma appaiono più naturali; insomma non sono colori che la gente può farsi a casa. Da quando ho aperto Gum non sono mai sceso a compromessi, preferisco lavorare poco e con una clientela selezionata, il nostro target è molto trasversale va dai 25 ai 55 anni e sono tutte persone che lavorano in un ambito creativo, ecco da noi non viene la signora che si vuol fare la piega o la tinta una volta al mese. La gente riconosce il marchi e questo è un orgoglio.

GUM salon milano

Ma la moda del capello colorato nel mentre è dilagata…

Diciamo che continua ma che gli addetti ai lavori non la seguono più, ora questa tendenza è veramente arrivata a tutti e noi cerchiamo di guardare avanti e di proporre cose nuove. Ho la necessità di evolvermi e di rivolgermi a un pubblico diverso che abbia un sapore internazionale.

Vedo ritratti in bianco e nero di Pete Doherty e Morrissey tra gli altri direi che sei riuscito a infondere anche in questo spazio la tua indole indie rock, sei d’accordo?

Questo è un po’ il bello di Gum, il sapore che si respira dev’essere questo, è un mondo di contrasti anche la location che si trova in Corso Italia in uno stabile signorile, puoi immaginare che le prime volte che ci vedevano gli inquilini ci osservavano tipo sono arrivati gli alieni.

Prima hai detto che hai aperto Gum Salon dopo un viaggio a Londra, dove ai lavorato anche per diverso tempo presso Vidal Sassoon, è una città che ti affascina tutt’ora?

Ci sono stato un mese fa e devo dire che oggi è una città molto più allineata con Milano, che negli ultimi 5 anni è cresciuta tantissimo, purtroppo respiro sempre un sapore che qui secondo me non avremo mai. Anche nel nostro settore non ho riscontrato un enorme gap ma percepisco che c’è un attitudine diversa, soprattutto a Bricklane o a Shoreditch nell’east London ti capita di vedere un piccolo parrucchiere con tre postazioni curato nei minimi dettagli e le persone che ci lavorano dentro sono super cool, poi magari dal punto di vista del design siamo noi a potergli insegnare alcune cose.Londra per me resta la capitale dell’hair stylist, ricordiamoci che lì sono nati Vidal Sassoon e Tony & Guy che hanno fatto scuola al mondo. Poi oggi ti basta aprire Pinterest per vedere tutto non c’è più bisogno di prendere e andare là.

Chiudiamo con la musica, qual è l’ultimo album di cui ti sei innamorato?

I See You degli XX è un disco bellissimo.

 

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info: GUM Salon