iPhone e Steve Jobs: 10 anni dalla storica presentazione di Apple

iPhone compie 10 anni

10 anni fa iPhone faceva la sua comparsa sul mercato, da allora l’umanità non fu più la stessa

Era il 2007. E me lo ricordo come fosse ieri. Perché credo che la mia «nerditudine» in realtà sia nata proprio in quel lontano gennaio. Ero in vacanza, in Sudamerica e di Apple conoscevo poco. Più per noia che altro mi misi a curiosare in rete cosa stava succedendo nel mondo e mi imbattei nell’oramai mitico keynote in cui uno Steve Jobs (apparentemente) in formissima mostrava al mondo come avrebbe completamente rovinato il genere umano negli anni a venire.

iPhone di Steve Jobs compie 10 anni
Steve Jobs durante la presentazione del primo iPhone nel 2007

Non esagero, guardavo ed esclamavo «ooooh» facendo eco ai fortunati presenti al Moscone Center di San Francisco quel pomeriggio. Steve diceva «pinch to zoom» e io «ooooh»; poi ruotava quel magico dispositivo e quello che c’era su schermo ruotava e io «ooooh. Riuscivo a vedere tutte le potenzialità e la semplicità di un aggeggio che fino a quel momento la concorrenza vendeva sotto forma di piccoli mattoncini  pesanti e brutti, troppo limitati e super complicati (chi non ricorda lo spessore del manuale di istruzioni di un qualsiasi smartphone NOKIA?).

Credo di aver riguardato quella presentazione almeno dieci volte (e, non lo nego, anche di recente…) aver desiderato di tornarmene a casa e far arrivare giugno velocemente per poterlo avere il prima possibile. Come i bambini.

Effettivamente poi così è stato perché tramite conoscenze, amicizie, raccomandazioni, aiuti, minacce, mazzette e altre oscenità, sono stato uno dei pochissimi fortunati a metterci sopra le mani in Italia e grazie a un hack alla portata di tutti a farlo funzionare su rete TIM (il primo, il 2G, non è mai arrivato ufficialmente in Italia)

E da quel momento tutto è cambiato. Per tutti.

 

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Steve Jobs verrà per sempre ricordato come colui che ha rivoluzionato  l’intero universo conosciuto e conoscibile con l’iPhone

Tutti gli iPhone usciti a oggi
Tutti gli iPhone usciti a oggi

Inutile negarlo: quando jobs è mancato, tutti lo conoscevano non tanto per la sua storia, non per la Apple in generale, non per la PIXAR e nemmeno per l’iPod (e quello è stato tanta roba, nel lontanissimo 2001) ma come colui che ha rivoluzionato l’intero universo conosciuto e conoscibile con l’iPhone, quell’oggetto che ha dato il la a miliardi di schermi più o meno grandi spiaccicati sulle nostre facce per una media di 2, 3 ore al giorno.

E da quel momento me li sono fatti quasi tutti: 2G, 3G, 3Gs, 4, 4s, 5 e 5s.

Poi ho smesso.

Mi sono disintossicato? No, sono passato al lato oscuro. E, come me, molti. Perché se è vero che ogni volta, ogni anno, c’era sempre qualcosa in più, se era vero che ogni anno era (ed è) «il miglior iPhone che abbiamo mai fatto», come diceva prima Steve e poi Tim (Cook, ndr), qualcosa cominciava a incrinarsi.

La magia era sparita. Aveva lasciato il posto a una dimensione di standardizzazione mascherata da un continuo perfezionamento.

L’ecosistema Apple sempre «blindato», la poca comunicazione tra le app installate (a onor del vero con iOs 10 le cose sono MOLTO migliorate, in questo senso), costi sempre elevatissimi e anche un pò la noia di un sistema sempre uguale a se stesso nel corso di troppi anni hanno portato molti consumatori verso altri lidi.

La sensazione era che oramai chi stava veramente facendo la differenza non era più la casa della mela. Altri si erano adattati meglio, prima copiando e poi migliorando.

Oggi Huawei, Xiaomi e compagnia si stanno facendo largo a colpi di ottimi prodotti e prezzi “umani”. Proprio il CEO di Huawei ha dichiarato che entro due anni vuole superare Apple e Xiaomi ha presentato un superfone (6.4 pollici di schermo), il MI MIX, con corpo in ceramica, display da bordo a bordo, sensori innovativi e disegnato nientepopodimeno che da Philippe Starck.

iPhone di Steve Jobs compie 10 anni
Tim Cook e l’iPhone 7 – 2016

Insomma, chi sta facendo vera innovazione oggi sono altri. Non basta decidere che il jack audio ha fatto la sua storia e che dobbiamo passare tutti a USB-C per farci entrare nel futuro.

Un primato, quello di Apple che continua a durare nel tempo, innegabile, ma che negli ultimi tempi si sta incrinando. Tanto è vero che il marketing stesso della casa della mela si è fatto più aggressivo, molte più pubblicità, uso di testimonials per lanciare i prodotti: cose che non si erano mai viste, fino a poco tempo fa. Anzi, quando c’era Steve Jobs non si poteva neanche parlare di product placement: eri un produttore di Hollywood e volevi piazzare i fichissimi mac nei tuoi film? Te li dovevi comprare.

Con l’iPhone 7 Apple vede per la prima volta in 9 anni un modello che non supera le vendite del precedente, tanto da ridurre le commesse ai fornitori (su questo ci sono notizie discordanti ma già il fatto che Tim Cook sia stato ridotto lo stipendio di 1,5 milioni di dollari per «compensare i non ottimi risultati 2016» la dice lunga…)

E i super esclusivi «store in store» di Apple Watch a Parigi e Londra? Il primo è già stato chiuso e l’altro sta per esserlo.

Ma non è solo qua che Apple ha «sbracato»: l’apparente poco interesse verso una clientela professionale che al tempo fece la sua fortuna, la iper-frammentazione del catalogo (errore cui lo stesso Jobs rimediò al suo rientro in un azienda allo sbando nel 1997) e la convinzione oramai radicata che “io sò io e voi non siete un cazzo” stanno allontanando proprio quei clienti che quel pomeriggio di gennaio rimasero a bocca aperta per una lunga, intensa ora.

Intendiamoci, a Cupertino continueranno a fregarsi le mani ad ogni chiusura fiscale trimestrale intascando miliardi di profitto (si, MILIARDI. Di dollari. Di guadagno. NETTI.) perché comunque l’iPhone è diventato e rimane uno status symbol ma se qualcuno non rimette in rotta la nave al più presto non sono il solo a pensare che il giochino potrebbe rompersi. E io per primo ne sarei dispiaciuto.

 

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