La ragazza che ha scoperto Milano dai tram

Marianna Quantuccio La ragazza che ha scoperto Milano dai tram

Scegli una direzione, sali su un tram, guardati attorno, scopri gli scorci, fissali bene prima che passino, stupisciti. Lascia lo smartphone, renditi irreperibile. Inizia a pensare che quello che ti circonda può essere più interessante dei tuoi like su Facebook e dei trent’anni della Ferragni.

Osserva la gente, scendi in una fermata che non conosci, vai in periferia, prendi un mezzo a caso, non avere mete, non scegliere di spostarti ma inizia un viaggio.

Marianna Quantuccio, ha fatto tutto questo con una macchina fotografica, così è nato il progetto Milano Vista da un Tram.

Sono i dettagli che contano, dicono. Per notare i dettagli ci vuole pazienza, per riconoscere la bellezza ci vuole curiosità e per essere curioso devi porti continuamente mille domande.

Le sue foto sono le risposte di storie, sguardi, vie, percorsi, ci parlano di una città fatta di strade e persone.

Marianna Quantuccio La ragazza che ha scoperto Milano dai tram

Perché hai iniziato a fotografare dai tram? Com’è nata l’idea?

Uno dei miei progetti era quello di realizzare un lavoro su Milano. Così, una mattina, mentre ero sul tram, ho fatto uno scatto dal finestrino:  il sabato successivo ho deciso di prendere il tram 2 al capolinea Negrelli e di fotografare tutto il tragitto fino all’altro capolinea. Il risultato mi entusiasmò molto, non tanto per gli scatti, ma perché avevo trovato la  mia chiave per raccontare Milano. La scelta di fotografare dal tram mi ha convinto, poiché in questo modo, avevo la possibilità di andare oltre il centro e abbracciare le periferie; di raccontare una Milano, lontana dai classici cliché.

Sei di Milano? conoscevi già questa città?

Sono di Torre Annunziata, provincia di Napoli, ma vivo a Milano dal 2008, anno in cui mi ci sono trasferita per lavoro. Prima di allora, non ci ero mai stata e oggi, anche se sono passati tanti anni, guardandomi indietro, mi sembra di esserci arrivata da poco; ho sempre la sensazione che Milano mi debba far scoprire sempre qualcosa. Accanto a questa sensazione, però quando mi affaccio dal balcone di casa, c’è della familiarità, ho come la sensazione di averci messo le radici.

 

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Ogni tram, è diverso. Ci sono quelli antichi, quelli più nuovi, cambiano le zone e di conseguenza anche le persone. I tuoi scatti, sono influenzati dalla atmosfera sempre diversa che si crea su ogni tram?

Ogni tram è una storia a sé, così come lo è ogni corsa, in quanto l’atmosfera cambia di volta in volta. Non esistono situazioni uguali, per cui gli scatti sono sempre diversi. Spesso mi chiedono se non mi annoio nel fotografare dal tram. La mia risposta è negativa, in quanto non si presenta mai la stessa situazione. Il mio obiettivo non è quello di fare delle foto cartoline, ma quello di andare oltre, di entrare nelle storie, che mi si presentano. E’ un progetto work in progress, che potrebbe continuare per sempre.

Cosa pensi di Milano? La ami, la odi?

Una volta, su un libro ho letto che Milano non è la città che ti regala il sogno di trovare l’amore, ma è quella che ti spinge a cercare di realizzarti. Non sarà un sogno romantico, ma è sempre, un sogno, che vale la pena di realizzare. Questa frase fotografa ciò che Milano è per me.  Quando penso a Milano, l’immagine che mi viene in mente è quella persona timida, che si apre pian piano e quando ti entra nella vita lo fa per sempre: per me è successo così. E’ la città delle grandi emozioni, la ami e la odi, ma non può rimanerle indifferente…insomma descrivere il rapporto che ho con Milano con le parole non è facile: lascio parlare alle foto.

Farai a breve una mostra, parlaci del progetto e dei prossimi progetti futuri:

Quando è nato il progetto di “Milano,vista da un tram” nel 2015, la mia idea era quella di realizzare una mostra, che non stesse chiusa all’interno di una galleria, ma che fosse capace di attraversare tutta la città, di unire il centro con le periferie. E il 6 giugno ci sarà l’inaugurazione della mostra itinerante di “Milano, vista da un tram” presso l’Urbana Center, una mostra che girerà per sette Municipi di Milano e in ogni tappa la mostra avrà il patrocinio del Municipio, che ospita la mostra, che terminerà a gennaio 2018. Ogni tappa si compone di due sezioni: una permanente ed una dedicata al Municipio stesso. Il filo conduttore di questo percorso è Milano, con tutte le sue sfumature e le sue contraddizioni. Non si vuole imporre una visione di Milano, ma dare ad ogni visitatore la possibilità di scoprirla. L’ultima tappa della mostra sarà a gennaio 2017: i prossimi mesi quindi richiedono molto impegno e entusiasmo. Oltre a “Milano vista da un tram”, ci sono altre idee, che stanno prendendo forma: mi piacerebbe molto fare un lavoro sulle donne, ma anche qui devo trovare la mia chiave.

Marianna Quantuccio La ragazza che ha scoperto Milano dai tram

Viaggi mai di notte sui mezzi? che ne pensi?

Da quando vivo a Milano, ho utilizzato spesso i mezzi di notte, non avendo la macchina. Di notte, spesso le contraddizioni di Milano si incontrano, si mescolano e i confini si assottigliano. Per esempio, in inverno nei tram, di sera accanto a chi magari, rientra a casa dopo una serata, ci sono i senzatetto, che li utilizzano per ripararsi dal freddo e cercare un po’ di calore. E allora capisci che non esiste un’unica realtà e un’unica verità. Di notte, tutto si affievolisce, così come le differenze diminuiscono. Una cosa che farei è quella del potenziamento, perché, chi, non li prende abitualmente, ha sempre una certa diffidenza, un certo senso di insicurezza: questa percezione la si può abbattere se il numero degli utilizzatori aumenta.

Raccontaci un episodio che ti ha particolarmente colpito avvenuto su un tram:

Nel mese di dicembre, prima di Natale, una signora anziana aveva dato all’autista un regalo, facendogli gli auguri: un piccolo gesto di gentilezza, che mi ha fatto molto pensare, a quanto una persona sconosciuta, possa entrare nella propria vita. Non so i rapporti che ci siano in realtà tra l’autista e la signora, forse erano conoscenti, però quella scena mi aveva messo di buon umore e quando ci ripenso, lo faccio sempre con un sorriso. In un mondo in cui si va sempre di fretta, prendersi un momento per fermarsi e avere un atto di gentilezza non è così scontato.

Hai mai conosciuto qualcuno su un tram o sono tutti assorti nella propria frenetica routine?

Nel corso di questi anni, ho avuto la possibilità di conoscere diverse persone, che erano incuriosite dalla mia macchina fotografica, alle quali spiegavo il progetto di “Milano, vista da un tram”. Questo, ad onor del vero, è avvenuto maggiormente nei weekend. Nei giorni feriali, prima di andare a lavoro o a scuola, la frenetica routine ha avuto la meglio. E poi ci sono gli autisti.

Cosa hai imparato dai tram?

Mi hanno insegnato ad avere pazienza e a saper attendere; mi hanno fatto apprezzare la quotidianità, che spesso, in modo dispregiativo, viene definita routine. Se si percorre più volte una stessa linea di un tram, essendo il tram sempre lo stesso, gli scorci offerti, le situazioni dovrebbero essere sempre le stesse: invece non è così e se si guarda con curiosità, senza la convinzione di conoscere già tutto e senza avere fretta, allora di volta in volta si noteranno particolari, che prima si erano snobbati. E lo stesso discorso lo si può fare nella vita di tutti i giorni: occorre avere pazienza, abbandonare la presunzione di sapere tutto e voglia di incuriosirsi.

Marianna Quantuccio La ragazza che ha scoperto Milano dai tram