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Traduzione: tranquilli Mirko aka Rkomi. è ancora sulla terra, in zona 4 per la precisione. La sua musica è come un treno che non si ferma, in giro per Milano c’era già la sua faccia prima ancora di pubblicare un album o una demo e questo 22 Dicembre si esibirà anche al Gate Club di Milano.

Non ha mai fatto freestyle ma le parole di certo non gli mancano. Non ha mai seguito ciò che la vecchia scuola dell’hip-hop impone ma questo suono è alla base della sua originalità. L’album “Io In Terra” è un ferro caldo con cui si fa strada nel business musicale. Abbiamo improvvisato una videochiamata nel suo giorno di pausa tra una data e l’altra del tour.

Come sta andando questo tour?

Molto bene, ho trovato un grandissimo riscontro sia nel pubblico che nelle persone che mi circondano. Ora come puoi vedere siamo già in studio di registrazione, non ho un giorno off per la musica.

Stai già lavorando a un nuovo progetto?

Sì ma in maniera ancora un po’ segreta, non posso svelarti ancora nulla perché c’è poco di concreto.

L’uscita del tuo ultimo disco come l’hai vissuta? È andato tutto liscio come te l’aspettavi?

Sono molto contento della sua uscita, c’era una bellissima attesa, un bel po’ di hype e molta pressione, ma fortunatamente l’ho vissuta bene. Non so in che modo, ma sono riuscito a stare nella mia bolla e lavorare senza troppi pensieri negativi. Io in primis non mi aspettavo quest’attitudine.

I brani come sono nati? Hai un metodo particolare nel comporli?

Molte cose sono bozze che io provavo a fare in studio di registrazione, sopratutto i testi, mentre le strumentali suonate sono nate live a Perugia con Dj Shablo. Tutte le altre basi invece le chiudevo in cartelle sul computer che poi aprivo solo in queste quattro mura, non ho mai ascoltato una base a casa prima di scriverci sopra.

Quindi è accaduto tutto in maniera naturale?

Ascoltavo tutto per la prima volta in studio conservando l’emozione che provavo per poi scriverci di getto subito, senza ascoltare la strumentale 20 volte prima di mettermi davanti al microfono.

Prima di trovare il tuo microfono e salire su di un palco, chi eri e come ti senti adesso?

Guarda io mi sento… per quanto le mie esperienze finora siano state tante, la mia integrità è intatta, non sono cambiato. Sicuramente ho maturato molti aspetti di me, per esempio io sono una persona timida, una persona che deve tastare l’eventuale terreno prima di poggiarci un piede o di fare qualcosa. All’inizio pensavo di non poter reggere o essere adatto a questo tipo di vita, invece no, è solo una questione di abitudine. Io poi non mi sono mai mosso dal mio quartiere e sono abituato alla mia zona di comfort.

A proposito di zone, quando io mi sono trasferito a Milano, sono finito nella tua zona: 4 GANG, Calvairate. Come mai hai voluto chiamare il tuo mixtape d’esordio con il nome del tuo quartiere?

Ho un fortissimo legame col mio quartiere, sono stato sempre legato alle mie radici. Come puoi vedere io sono molto scuola Marracash piuttosto che Noise Narcos, quindi diciamo che sono stato un po’ educato da loro in modo indiretto ad avere questo valore della provenienza.

C’è mai stato del caos nella tua vita, dove e quando hai perso la bussola?

Prima del progetto Io in terra c’è stato un un momento proprio mio, un momento umano… dove mi sono domandato tante cose, mi sono anche perso in cazzate fatte per strada, però ho avuto sempre una parte della mia coscienza ancorata a quella cosa che poi è diventata la mia realtà, la musica.

C’è un pezzo che tu hai scritto a cui sei veramente legato, che ti fa stare bene ogni volta che lo riascolti?

Nel vecchio progetto sicuramente 180 e anche Oh Mama, però sai va a momenti. Tipo per Aereoplanini Di Carta ho avuto un odio assurdo dopo che è uscito, però poi certe volte ho piacere ad ascoltarlo. 180 è quella più gettonata per me a livello emotivo.

Si narra che la nuova generazione rap, cioè tu, Ghali e gli altri abbiate inventato l’etichetta trap perché non potevate competere con gli artisti che già facevano parte dell’Hip-Hop italiano. Quindi vi siete creati un filone a parte, tu che ne pensi?

Le voci che girano e i viaggi nella testa delle persone a volte non hanno senso. Io non mi reputo così trap come magari Ghali, però se posso permettermi, le vecchie leve sono state fortissime, ma oggi noto molta più sperimentazione da parte nostra, più voglia di mischiare e non legarsi ai soliti flow o suoni. Oggi c’è più particolarità e io personalmente ci metto tempo a trovarla e farla mia.

Che musica gira nelle tue cuffie mentre gli altri non ascoltano?

Io ho sempre ascoltato solo rap, nell’ultimo anno invece sto aprendo la mia mente a vari generi, per dirti quello dei Gorillaz lo ascolto spessissimo come anche il disco dei The XX. Tre anni fa non avrei mai pensato di ascoltare una cosa del genere. Infatti il disco arriva da ascolti meno rap.

I social network e la musica… Che ne pensi della scena romana come la Dark Polo Gang?

Hanno fatto il loro percorso più consono a quello che sono, il loro viaggio è vero per quanto possa sembrare falso, io personalmente non ne vado pazzo ma apprezzo chi si mette in gioco e riesca a capire qual è la sua strada migliore. Apprezzo il lavoro di chiunque poi, se non ascolto i loro pezzi è solo una questione di gusto, ma loro li reputo belli e precisi per quello che stanno facendo.

Come ti vedi tra 5 anni?

Non mi voglio vedere tra 5 anni, voglio solo vivermi quello che accade.

Le prossime date del tour:

22/12 Milano – Gate club
23/ 12 Campobasso  – Invidia Club

28/12 Potenza – Basilikos

GENNAIO

06/01 Rimini – Coconuts

12/01 Mosciano Sant’Angelo (TE) – Pinup
13/01 Perugia – Urban

20/01 Carbonia (Ca) – Bliss

 

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10/02 Brescia – Latte Più

11/02 Trento – Artè disco Dinner

17/02 Reggio Emilia – Tunnel

17/02 Piacenza – Avila disco

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