#RoyParlaDiTe. L’arte in un paio di jeans Roy Rogers

La nuova iniziativa firmata Roy Roger’s, presentata in esclusiva sabato 13 maggio all’interno della boutique di Corso Venezia 8, suggerisce di portare un vecchio capo Roy per customizzarlo dandogli nuova vita. L’hashtag? #royparladite.

Incuriosita da quest’idea alle 12:00 ero lì, per capire come avvenisse il tutto ma soprattutto per respirarne l’atmosfera. Cos’ho trovato? Un intero tavolo ricoperto di tessuto denim sul quale erano presenti innumerevoli frasi e innumerevoli stili. Barattoli di colori, pennelli e una crew di designers che dipingeva a mano i capi portati dai partecipanti o comprati direttamente in boutique.

La domanda mi è sorta spontanea:“What is art?”. Quello che stavo vedendo era indubbiamente arte e era anche una di quelle cose che piacciono molto a noi creative, che fanno la differenza e che ti permettono di poter essere unico.

Questa l’idea alla base del progetto #RoyParlaDiTe: l’unicità.

Chiaro anche il riferimento va alla street art che da anni spopola nella moda diventando una delle tendenze più apprezzate. Roy Roger’s, brand di jeanseria nato nel 1952, decide di approvarla e di renderla propria, personalizzandola a suo modo al fine di renderlo un vero e proprio servizio per quei clienti che, comprando un jeans, ci tengono a renderlo qualcosa di personale, irripetibile.

Una frase alla quale si è affezionati, una parola o semplicemente un disegno diventano così una personalizzazione importante da poter fare su qualsiasi capo, dalla t-shirt alla camicia, dal giubbotto al classico pantalone. Niente è escluso alla fantasia.

E mentre cercavo di dare una mia definizione all’arte e di trovare un qualcosa che mi aiutasse a spiegarla, la risposta è semplicemente stata:This is art! E nient’altro.

Forse è proprio questo il significato dell’arte, qualcosa che non sia giustificabile, spiegabile o logica.

L’arte deve comunicarci qualcosa a prescindere dal messaggio, dev’essere una sensazione, un brivido e la peculiarità di quelle scritte colorate sul denim la trasmettevano.

 

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Info: Roy Rogers

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