Sakeya, the house of sake

Sakeya house of sake

Sono stata da Sakeya la prima “House of sake” di Milano, la serata si posiziona esattamente al centro fra “ma che figata” e “il miglior ristorante giapponese della mia vita”.

Appena entrata ho sentito il bisogno di guardarmi attorno. Dettagli curiosi e antichi particolari rimandano alla storia giapponese. Mi sono subito resa conto che non aveva niente a che fare con la dozzinale immagine della media dei ristoranti giapponesi a Milano.

Non a caso, Sakeya è un progetto che gode del patrocinio diretto delle prefetture giapponesi, interessate a promuovere all’estero il proprio territorio. Se siete dei veri appassionati di cultura giapponese e cercate una valida alternativa al solito sushi, è il posto che soddisferà, in maniera autentica la vostra voglia di Giappone.

Da Sakeya trovi una calda atmosfera, luci soffuse, design anni 60’, nessun cuscino sul pavimento e niente gambe incrociate ma sedute e tavoli in legno.

Sakeya house of sake

Il personale fa davvero la differenza, è gentile, non esageratamente formale e neanche invadente. Un simpatico sommelier giapponese spiega nel dettaglio perché degustare quel sakè piuttosto che un altro, perché è stato abbinato con quel cibo, come berlo e come esaltarne le proprietà. Con lui è stato facile intraprendere piacevoli chiacchierate. A ogni bicchiere seguivano curiosità, aneddoti e storie che Maiko Sakashima raccontava con passione.

 

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Da Sakeya ho scoperto che, il sakè è una bevanda alcolica giapponese ottenuta tramite un antico processo di lavorazione. Più il sommelier andava avanti nelle descrizioni e più mi si apriva un mondo.

La scelta di sakè sembrava infinita, c’erano quelli invecchiati in legno di cedro, gli spumantizzati, quelli che si bevono scaldati per esaltarne le proprietà, poi il prezioso Nama Sake, ovvero il sakè novello non ancora pastorizzato.

Dopo la degustazione del sakè, diverso ad ogni portata, l’assaggio del primo antipasto ha coronato le mie aspettative altissime, abbondantemente soddisfatte. Tutto ha un senso, si comincia con sapori raffinatissimi e delicati e si finisce con gusti più forti e spezzati, anche il grado alcolico del sakè va crescendo. Ma è sul polpo in tre cotture che vorrei soffermarmi un attimo, vi consiglio di gustarlo lentamente tenendo gli occhi chiusi. Quando sarà finito capirete cosa significa esattamente “fare l’amore con il sapore”.

Insomma, sakè, cibo e atmosfera erano in perfetto equilibrio.

Sakeya house of sake

Sakeya è un posto intimo, è una coccola pregiata durante la settimana, il posto perfetto per una cena in due. È una vera esperienza sensoriale, un po’ una spa del palato.

Alla fine Milano la ami anche perché ti dà l’opportunità di scoprire posti come questo, ha quella buona dose di international che ti permette di dire “oggi ho voglia di sakè” e trovarlo dietro l’angolo.

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