PURITANI DENTRO
THESE NEW PURITANS
8 aprile Roma – Traffic
9 aprile Bologna – Locomotiv
10 aprile Torino – Spazio 211
testo: Paolo Madeddu
14/03/2010

Il loro primo album Pyramid (2008) era in fin dei conti un disco normale. “Neo-post-punk”, avevano pressoché concordato gli etichettatori professionisti, consegnando ai quattro giovani inglesi uno spazio nei loro blog e una pacca sulla spalla, e avanti i prossimi. Con Hidden, questi nuovi puritani hanno invece spiazzato i tanti che da una band si aspettano un secondo disco che sia la mesta ombra del primo. Invece, quell’intelaiatura di chitarre e insoddisfazioni prevedibilmente “indie” che costituiva il compitino di debutto ha lasciato il posto a un circo folle e inquietante che ci risparmia poche cose e soprattutto pochi suoni. Fagotti, cori di bimbi, sintetizzatori, flicorni, tamburoni che randellano, un’orchestra che entra ed esce, rumori sperimentali di ogni tipo. Ma tanto per spiazzare, “Siamo contro le sperimentazioni, contro le distorsioni, contro l’avanguardia”, fanno sapere. Suscitando i sospetti dei sospettosi, che notano come i gemelli Jack e George Barnett non si neghino quanto di più turpe per dei musicisti alternativi, concedendosi come modelli alla stampa patinata e frivolona. “È la forma, che conta. Mi interessa la forma delle idee”, sentenzia Jack. Viene voglia di vederli da vicino, dall’8 al 10 aprile – a Roma, Bologna e Torino. Giusto per capire se, mirando così in alto, vedono realmente il bersaglio. •