ELITA
testo: Lorenzo Tiezzi
08/04/2010

Nelle disco italiane di designer non se ne vedono. Oddio, qualche studente c’è, ma poi smette subito di andare a ballare quando inizia a lavorare sul serio. Una settimana all’anno, quando Milano diventa la capitale del design, Elita ributta i creativi in quel mare denso di sporcizie musicali che è la dance. Il risultato, sorprendentemente, piace a tutti, clubber e frequentatori del Salone, viveur e professionisti. Quest’anno Dino Lupelli ha piazzato il quartier generale al Franco Parenti e si è inventato una serie infinita di eventi diurni e serali, dal 13 al 18 aprile. Per esempio, sabato 17 i dischi di Alessio Bertallot si mescolano ai suoni della Italian Laptop Orchestra per rielaborare i classici della canzone italiana. Tra i set audiovisivi, il 16 c’è quello di Pantha du Prince, uno che dei boschi e dei loro abitanti ha un’idea piuttosto inquietante. Per gli amanti del teatro e pure quelli del trash, invece, la sera prima c’è la performance dei Bonaparte.
Di notte, visto che il rumore della cassa disturba il sonno del vicinato, ci si sposta nei locali. Giovedì 15 ai Magazzini ci sono i Chemical Brothers, forse un po’ appannati, ma è solo l’inizio. Al Tunnel venerdì 16 c’è un festival dedicato al ritmo danese. Prima suonano i Who Made Who, che con la loro indie disco sono irresistibili, poi arriva la house saltellante di Tomboy. La stessa sera ai Magazzini ci sono Loco Dice e Martin Buttrich. Il più famoso è il primo, che fa il dj, ma pure il secondo, musicista elettronico, non è male, anzi. Dopo aver prodotto le hit di Timo Maas, oggi collabora proprio con Dice e il suo primo album Crash test arriva dopo una serie infinita di live ipnotici nei club più importanti del mondo.
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