SUDARIO Di striP-project.com

Ogni sud del mondo è roccaforte del magico, dell’esotico, delle radici di una cultura… Non scappate per i paroloni! Capre! Una premessa un po’ larga servirà per farvi immergere mentalmente nel contesto e nell’immaginario della pubblicazione di cui trattiamo.

Giocando con le parole, Sudario si prende a manbassa diversi meriti e significati in primis quello di spiazzare. Che vuol dire esattamente Sudario? Non troverete la spiegazione nelle sue pagine.

È una mappa del sud? Oppure, vocabolario alla mano, è il panno che assorbe il sudore o quello per avvolgere il corpo dei morti di cui ci narra la tradizione ebraica? Stefano Tripodi, il fotografo lucano che ha orchestrato il progetto, voleva infittire il mistero dando meno spiegazioni possibile.

Online non troverete una definizione chiara, solo Internazionale ha detto la verità: «Sudario è un lenzuolo culturale che di volta in volta si posa su una materia complessa e stratificata come il sud Italia e ci restituisce, come scrive il regista Andrea Fasciani, ombre, macchie, pieghe, umori».

Se vi aspettavate una rivista di fotografia siete fuori strada. Sudario, che è in tutto e per tutto una vera fanzine, ce lo devi avere in mano per capire cosa sia. Pochissime parole, zero filosofia. Ci sono solo delle immagini, spaiate tra loro, senza troppe spiegazioni. Sarete voi che vi dovrete sforzare per mettere assieme i pezzi del puzzle, oppure concedervi di sfogliarne le pagine lasciandovi semplicemente catturare dalle foto. Volendo dare voce al sud, creando un nuovo linguaggio, Sudario non vuole portarvi su una strada a senso unico, vi lascia sempre a un bivio in cui la scelta sta a voi.

 

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La fanzine accenna a dei temi, a un immaginario, ma non si focalizza mai su niente. Può essere utile per voi sapere che ai suoi albori Sudario accoglieva anche video, foto, file audio, in un’unica cantilena arcaica e no sense che diceva tutto senza farvi capire nulla.

Provare per credere cercando su Vimeo i fantastici teaser dei due numeri che hanno come protagonista uno sdentato signore che ridacchia e non sa recitare a memoria nemmeno Soldati di Ungaretti, la seconda poesia più facile al mondo. Sono ipnotici. Alle origini esisteva solo The View from Lucania, un’associazione attiva dal 2010 la cui missione era: promuovere una narrazione alternativa del Sud. Ma seguì la necessità di reinventare questo tema con arguzia, rendendolo simile a quelle fanzine straniere che ci fanno andare ai festival di editoria indipendente in giro per l’Europa per portarsi a casa qualcosa di unico. I modelli di Sudario sono difficilmente rintracciabili nell’editoria italiana.

Per ora è stato distribuito in due numeri (indice di altissima qualità) e ha ospitato, tra i tanti, anche Valerio Spada, forse il fotografo che più di tutti ha fatto parlare di sé l’anno scorso per la pubblicazione di Gomorra Girl con Twin Palms. Per chiudere in bellezza sappiate che anche la qualità della fanzine è una sua peculiarità.

Stampato in risograph, una tecnica che spappola le foto e le rende delle composizioni a pallini in cui la qualità, i megapixel, le scansioni delle pellicole in banco ottico vanno a farsi benedire, Sudario ha fatto scappare molti fotografi che avevano paura di sciupare il loro lavoro pubblicandocelo.

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