This Is… Childish Gambino. I videoclip della settimana.

Se siete tra i pochi a non aver ancora visto l’ultimo videoclip di Childish Gambino, questa è la vostra occasione per recuperare una delle visioni più interessanti dell’anno.

Per chi non lo conoscesse Childish Gambino è l’alter ego dietro il quale si cela il Donald Glover musicista, artista a tutto tondo che si dedica anche in qualità di attore al cinema e alla TV.

 

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Se dal punto di vista musicale “Awaken, My Love!” è stato il disco della sua consacrazione, sul piccolo schermo ha iniziato a guadagnare popolarità grazie alla sitcom di culto creata da Dan Harmon, “Community”, e poi grazie all’acclamata e premiata serie “Atlanta”, da lui creata e interpretata per l’emittente televisiva statunitense FX; per il salto sul grande schermo, invece, ci penserà l’imminente ruolo di Lando in “Solo: A Star Wars Story”.

This Is America”, prodotto insieme al collaboratore di lunga data Ludwig Göransson, arriva a ciel sereno con un titolo lapidario, uno statement politico che cattura l’attenzione, accompagnato da un videoclip diretto da Hiro Murai in una sinergia trionfale: un perfetto bilanciamento della poetica di Donald Glover, in grado di fondere la sua vena comedy con un potente taglio satirico sulla discriminazione e la violenza che si esercita quotidianamente sulle comunità nere negli Stati Uniti; ad oggi è riuscito a intercettare ben 73 milioni di visualizzazioni, forse anche grazie alla suapartecipazione, in qualità di presentatore e ospite musicale, al Saturday Night Live.

Hiro Murai è un grande regista, con Donald Glover ha formato un sodalizio che funziona da anni tra videoclip e piccolo schermo, la già citata “Atlanta”; ama lavorare con sequenze in grado di lasciare a bocca aperta e non è nuovo a imbastirle di certe tematiche, basti pensare all’altrettanto splendido, poetico ed edificante “Black Man In A White World” di Michael Kiwanuka, tra i migliori videoclip del 2016.

In “This Is America” Donald Glover buca lo schermo come performer, il suo playback e la sua danza sono magnetici, ma il primo colpo di pistola e la catena di massacri sono dietro l’angolo: messe in scena in un unico piano sequenza che ricordano fatti di cronaca a stelle e strisce degli ultimi anni e riflettono anche sul mondo dell’intrattenimento, con un registro alternante, tra un canale di gaudiosa celebrazione dei canoni della cultura black e uno di flow violento, tra sgomento e indifferenza di cui siamo tutti testimoni, all’insegna del «We just wanna party».

This Is America” diventa così un richiamo alla presa di coscienza, ma si muove anche su una riflessione sulla convivenza e l’abbraccio di aspetti della cultura afroamericana, come le sonorità trap originarie di Atlanta, da parte di alcuni bianchi che discriminano e magari votano Trump (quelli che nel finale del video inseguono come un’orda Glover): al spetto che ci ricorda un videoclip che avevamo già intercettato poco fa nel racconto, più di stampo documentaristico, dei registi LAMAR+NIK sulle note di “Flood Watch” di Juicy J.

 

Bonus: prima di andare via, una fermata con i Justice

L’ultimo singolo dei Justice è una versione di “Stop” contenuta nel precedente disco “Woman”, reimmaginata per il loro prossimo disco “Woman Worldwide”, a metà strada tra un disco dal vivo e un vero e proprio album in studio, ed è accompagnata da un video in animazione realizzato dal duo Mrzyk & Moriceau: una notte con i Justice sublimata in sensuali animazioni al neon.

So many nights

So many memories

Music and lights

Rhythm and melodies