121 Iso // la prospettiva di Michael Spencer Jones negli Oasis

Nella stanza dove sono cresciuto ad Avellino, probabilmente il poster degli Oasis di Be Here Now è ancora attaccato su di una parete, anzi, togliate pure il probabilmente. Per “colpa” di mio fratello, io, mi sono innamorato della musica proprio con questo disco.

A 10 anni, nel 1997, lo rubavo dagli scaffali della nostra stanza per portarlo a scuola, passavo più ore a guardare la cover e il suo interno che a leggere le regole grammaticali nell’ora d’italiano.

Questo disco ha il fascino che non molti dischi hanno, infatti, la cover è un’ icona della musica, come i primi 4 album degli Oasis. Fin ora vi ho parlato della scena musicale di Liverpool con i Beatles, quella di Seattle con i Nirvana ma questa volta però ritorniamo a Manchester visto che ci siamo già stati con i Joy Division.

Questo è stato IL DISCO PIÙ ATTESO DI TUTTA LA STORIA DELLA MUSICA INGLESE.

Dopo il successo di Definitely Maybe e (What’s the Story) Morning Glory?, i fratelli Gallager e Band avevano avuto una sorta di blocco creativo a causa dell’eccessiva popolarità quasi “beatlesiana” , soprattutto dopo aver suonato Al Knebworth Park, nell’Hertfordshire davanti a 250.000 persone su 2.500.000 richieste di biglietti.

Quello che ne soffriva di più però era Noel, autore e scrittore di tutti i pezzi del gruppo, perché si ampliarono i numerosi conflitti all’interno della band, creando instabilità in ogni momento della giornata. Alla fine la scintilla per creare i pezzi arrivò in vacanza con Johnny Depp e Kate Moss nella villa di Mick Jagger a Mustique.
Qui Noel,  registrò più di 14 demo insieme al produttore Owen Morris, tra l’altro nel brano Fade In-Out è proprio Depp a suonare la chitarra e l’idea nacque semplicemente dopo una sbronza su una spiaggia dei Caraibi.

Come da prassi, una volta finito di registrare un disco arriva il momento della vestizione, ossia: la copertina.
Nella loro storia hanno avuto più fotografi ma solo uno ha curato da sempre l’immagine della loro musica e si tratta di Michael Spencer Jones.

Lui li ha già fotografati per il primo disco e per il secondo, compreso i singoli, con idee e set creati in modo naturale e costruiti sull’immagine della band.

Rispetto ai suoi lavori con i The Verve, gli Oasis stranamente gli fanno gola, cioè gli danno uno stimolo in più nella posizione delle inquadrature.
Basti vedere lo scatto di Definitely Maybe, preciso nelle angolature e nell’altezza o come in (What’s the Story) Morning Glory? scatto perfetto come immagine di una cover album.

Quella del loro primo disco tra l’altro è stata una copertina che ha segnato il tempo del suono mondiale, perché ha creato una sorta di carta d’identità della band unica e, pensare che nel loro live dove furono scritturati dalla Creation Records, non volevano nemmeno farli entrare a suonare.

Per Be Here Now bisognava fare qualcosa di più forte, qualcosa che non tutti possono permettersi.

Quindi perché non buttare una Rolls-Royce dentro una piscina?

La macchina arrivò nella Stocks House a Hertfordshire priva di motore ma, la paura di Michael era la possibilità di trovare troppe macchie d’olio in superficie una volta riempita la piscina.
Fortunatamente questo non avvenne e la foto fu scattata nell’aprile del 1997.

Bisognava aggiungere un particolare per rendere la foto ancora più iconica, ma cosa?? LA TARGA. Quest’ultima è la stessa della macchina della polizia parcheggiata sulla destra nella copertina del disco dei The Beatles – Abbey Road di cui già vi ho parlato qualche settimana fa.

L’angolatura scelta per lo scatto è perfetta, tutto è bilanciato nel modo giusto.
Il colore della casa che contrasta il verde degli alberi con il blu del cielo e i cinque ragazzi  attorno alla piscina forma non una cover album ma un quadro musicale leggendario.

In origine la copertina doveva presentare 4 foto separate, in quattro ritagli con ogni membro della band. Però per superare la problematica numerica della band, essendo 5, Liam doveva avere una posizione in ogni scatto.

Noel voleva essere fotografato su di un albero mentre suonava la chitarra, Alan White in un pub di est-est, Guigsy su di una spiaggia di St. Lucia a rilassarsi e Bonehead voleva essere fotografato dentro una Rolls-Royce immersa in una piscina, come omaggio a Keith Moon, batterista dei The Who (altra storia da romanzo).

Da qui in poi partì l’idea per un solo scatto completo con la macchina nella piscina.

Se pur questo disco resti tra gli album più venduti d’Inghilterra, per i fratelli Gallagher è stato un disco di discordia ma poco importa perché resterà per sempre uno dei dischi più belli della storia del rock.

 

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