I protagonisti di NIKE ACG pt.2: Martina Bardot e Davide Cariglia

La fotografa Martina Bardot e il free runner Davide Cariglia sul set di NIKE ACG

Un team di parkour e creativi si allea grazie a un’intuizione di Nike per mostrare una Milano fuori dai circuiti classici, estrema, che diventa scenario di un cortometraggio che vede protagonista la nuova ACG collection (lo potete vedere QUI)

I freerunners sono 3 Nicolai Bosca, Davide Cariglia e Gimy Alin mentre i creativi sono 4 la videomaker Martina Pastori, l’art director Vittorio Marchetti, la fotografa Martina Bardot e il dj Not For Us. (Quì potete leggere le interviste al free runner Nicolai Bosca alla videomaker Martina Pastori)

Urban li ha intervistati in esclusiva; oggi vi raccontiamo le storie del freerunner Davide Cariglia e della videomaker Martina Pastori, giovani influencer a cui è stato dato i compito di esplorare gli angoli nascosti di Milano mostrando lati inediti, scenari protagonisti delle loro evoluzioni scattate dal team di creativi scelto da Nike.

Nike ACG Collection 16/17

Davide Cariglia

Facessi io parkour, userei le mie abilità atletiche per rubare nelle villette della marina di Taranto. Invece Davide Cariglia, 18 anni, scappa dai malavitosi che vogliono derubarlo. Che spreco di superpoteri!

Presentati: nome, cognome, età, fedina penale pulita o meno…

Davide Cariglia, 18 anni, fedina penale pulita

Come ti sei avvicinato al parkour?

Mi sono avvicinato al parkour grazie a due miei amici che praticavano questa disciplina già da tempo, così ho deciso di iniziare anch’io con loro e col passare degli anni mi sono appassionato sempre di più decidendo di dedicare buona parte del mio tempo libero allenandomi.

Qual è stato l’infortunio peggiore?

L’infortunio peggiore è stata una distorsione alla caviglia, per il resto solo botte e graffi.

Cosa hai provato quando hai chiuso il primo backflip?

Quando ho chiuso il mio primo backflip mi sono sentito molto soddisfatto ed emozionato, mi sono sentito davvero motivato in quello che stavo facendo.

Le ragazze preferiscono il freerunner o il calciatore?

Credo che dipenda dal tipo di ragazza, io ne conosco molte alle quali piacciono i free runner, ma ovviamente ci sono anche quelle che prediligono sport come il calcio.

Hai mai usato le tue skillz da freerunner per scappare dalla polizia, o da qualcuno in generale?

Si mi è capitato di scappare da alcuni ragazzi che volevano derubare me i miei amici, fortunatamente sono stato svelto e me la sono cavata scavalcando dei cancelli. In questi casi il freerunning si rivela molto utile a parer mio.

Pensi che in Italia sia difficile far conoscere la cultura del parkour e avere le strutture idonee?

Non credo che in Italia sia difficile far conoscere questa disciplina, anzi per fortuna il parkour è sempre più conosciuto anche tra le persone che non lo praticano. Resta da dire però che ci sono ancora alcune persone che credono che sia soltanto uno sport o addirittura un “gioco” per pazzi spericolati, cosa assolutamente non vera perchè dietro ai nostri salti solitamente vi è una preparazione fisica  e psicologica molto scrupolosa.

Come è nata la collaborazione con Nike?

La collaborazione con Nike è nata in seguito alla proposta di un video di parkour e freerunning in zone urbane di Milano per il nuovo lancio di Nike acg. Io in qualità di freerunner e video maker ho deciso di accettare la proposta perchè mi è sembrato un bel progetto.

Outfit preferito per allenarti?

Quando mi alleno di solito indosso pantaloni della tuta, magliette e felpe abbastanza larghi per sentirmi comodo nei movimenti che faccio. 

Uno stereotipo sui freerunner che detesti

Uno stereotipo su noi freerunner che non sopporto è essere definiti pazzi che saltano da un tetto all’altro.

Che musica ascolti quando ti alleni?

Di solito quando mi alleno oppure devo fare un salto impegnativo ascolto musica hip hop o bass-house.

Spot preferito a Milano? E in generale?

Il mio spot preferito a Milano è a Sant’Ambrogio, il mio spot preferito in assoluto credo a Santorini anche se non ci sono mai stato.

Quanto conta il viaggiare, per voi freerunner?

Per noi freerunners viaggiare in cerca di nuove esperienze conta moltissimo e ci fa evolvere in tutti i sensi

L’obiettivo massimo da raggiungere entro dieci anni?

Il mio obiettivo da raggiungere entro 10 anni è fare 18 passi di running precision e chiudere molti trick come la rondata 720.

E ce la farai?

Si se continuerò ad allenarmi costantemente.

Nike ACG Collection 16/17

Martina Bardot 

Inutile dire che Bardot ti rimanda subito alla benemerita Brigitte. Ma la qui presente Martina è una fotografa di livello, con all’attivo un’infinità di scatti e una passione per i gatti.

Presentati! Nome, cognome, età, fedina penale.

Martina, Giovanna… per tutti Bardot. 26 anni.

Fedina penale pulitissima, fino al venerdì sera!

Sei l’unica creativa tra not for us, Vittorio e Martina (Pastori), che non ha un account Instagram. Come mai? Non credi nella potenza della “social notoriety”?

Io, in realtà, ho Instagram ma non lo uso molto perché lavorando giorno e notte con influencers e social network mi ritaglio un po’ di tempo analogico lontana dagli hashtag. “Social notoriety”, poi, è un’espressione strana: importante e pericolosa… e come tutte le cose ‘potenti’ va dosata bene.

Raccontami la tua giornata tipo

7.30 Odio profondo per la prima sveglia

9.30 Mi sento come se la sveglia non fosse mai suonata

10.00 Arrivo in ufficio

10.01 “La carica del caffè è l’energia del primo… streetstyle” cit. Pocket Coffe

10.05 Ottomilasettecentoventidue still life da fare, ancor di più da scontornare

12.00 Primo streetstyle. Primo sorriso della giornata

18.30 Cosa?? Almeno 19.30, corro a casa dai miei gatti, e se il divano non mi trattiene… esco per un aperitivo con gli amici

23.30 Primo film della serata con il mio fidanzato, uno dei pochi essere umani che tollero

2.00 Ringrazio Netflix per le occhiaie del mattino dopo

Che musica ascolti?

Ascolto di tutto, anche se devo confessarvi che purtroppo non sono una grande cultrice musicale.

Combo perfetta per l’ispirazione fotografica? (perdonami il linguaggio profano)

Amici + bicchiere di vino

Libro o film + divano

Cinema in solitaria

Gatto + divano

Cinque cose che detesti

Il disordine, la presunzione, l’ignoranza, chi non è disposto a cambiare le proprie opinioni e chi crede nelle disparità.

Cinque cose che ami alla follia

Le cose che amo alla follia sono sicuramente meno di cinque.

Tra le cose che amo posso citare la fotografia, i miei gatti, i tatuaggi, l’ordine (soprattutto se maniacale) e la puntualità.

Ultimo libro letto?

L’avversario di Emmanuel Carrère

Influenze artistiche che ti hanno reso quella che sei?

Michelangelo Antonioni, per i temi affrontati e per il non detto, Jeff Wall per il rigore e per lo studio dietro ogni singolo scatto, Andreas Gursky per l’importanza dell’architettura nella fotografia e Guy Bourdin per la provocazione.

Esperienza più cazzuta mai fatta?

Le esperienze davvero cazzute non si possono raccontare!

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