Il mondo visionario di Antonio Marras va in scena alla Triennale

Le orfanelle, 2004 © Daniela Zedda

Uno stilista di successo, Antonio Marras, che con le sue collezioni fa sognare. Un artista devoto alla sua terra, la Sardegna, che ripropone costantemente tra le sue creazioni moda e design. Ma pur sempre un uomo, anch’esso con paure e tormenti che si porta dietro da quand’era bambino e che ha reso reali abbozzandoli su diari e fogli di carta, forse per renderli affrontabili.

Marras svela la sua parte onirica, esponendo disegni, appunti e installazioni di vecchie porte e finestre che racchiudono al loro interno emozioni e ricordi
ANTONIO MARRAS ritratto © Daniela Zedda

La mostra ANTONIO MARRAS: Nulla dies sine linea vita, diari e appunti di un uomo irrequieto, svela la sua parte onirica, esponendo disegni, appunti e installazioni di vecchie porte e finestre che racchiudono al loro interno emozioni, tensioni e ricordi che diventano percettibili, vere e proprie opere d’arte.

Nessun percorso da seguire, nessuna periodicità. Indubbiamente rappresentano anni differenti, evidenti dallo stile, che cambia in base al periodo in questione, ma comunque tutto unito a tutto. Uno spazio in cui si può passare dai disegni alle installazioni senza una linea, perché Antonio Marras una linea non la vuole dare, come la stessa spiegazione delle sue creazioni.

La musica e le frasi in sottofondo fanno perdere la cognizione del tempo e dello spazio. In un attimo sembra di essere nel luogo in cui lo stilista ha vissuto quotidianamente, ha lavorato e ha custodito oggetti, disegni e diari.

Marras svela la sua parte onirica, esponendo disegni, appunti e installazioni di vecchie porte e finestre che racchiudono al loro interno emozioni e ricordi
Nulla dies sine linea, 2016 Allestimento mostra © Daniela Zedda

Numerose giacche nere con appesi dei campanacci fanno da ingresso. Devono essere attraversate, come le camice bianche subito dopo, anch’esse sospese. I campanacci suonano e ricordano il rumore delle pecore nei campi sardi, in cui Antonio correva e giocava quand’era bambino. Poi un unico spazio di opere alle quale si è totalmente liberi di attribuire un significato in base alle emozioni suscitatesi. Una pura e libera interpretazione che si ricollega alla vita e alle esperienze di chiunque le guardi.

Uno spettatore, quello di Marras, che non va a vedere una mostra, ma che vive la mostra e il mondo dell’artista, scoprendo la sua creatività e il suo rapporto con il mondo esterno. Si entra in contatto con i suoi concetti filosofici su arte, design, cinema e fotografia, ma anche sulla politica e sulla società, con i cambiamenti che l’hanno investita e che hanno influenzato le sue collezioni moda e le sue scelte su tessuti, colori e stili.

Info: Triennale di Milano – dal 22 ottobre 2016 al 21 gennaio 2017

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