LA MERDA SIAMO (ANCHE) NOI. INTERVISTA

Dal 2012 La Merda è Il brutale, disturbante e straordinario testo sulla condizione umana - già tradotto in numerose lingue - di Cristian Ceresoli. Lo spettacolo prende il volo grazie all’interpretazione sublime e da strapparsi la pelle di dosso di Silvia Gallerano che si manifesta come uno stream of consciousness dove si scatena la bulimica e rivoltante confidenza pubblica di una “giovane donna brutta”

I tre capitoli che lo compongono rispecchiano le più grandi e misere tra le ossessioni di oggi: le cosce, il corpo, il cazzo, il sesso, la fama e il successo.  Si cavalca il malcontento generale ma con grande maestria: l’attrice, nuda in scena, seduta in cima ad uno sgabello gigante, è oltremodo eccezionale.

Il monologo itinerante è passato di nuovo da Milano dopo anni di sold out in tutto il mondo. Abbiamo raggiunto Silvia Gallerano, che tra le altre cose è la prima attrice italiana ad aver vinto il The Stage Award for Acting Excellence.

 

INTERVISTA

Silvia, chi è la donna che interpreti?

La donna che interpreto in realtà siamo tutti noi, è una donna ma è anche un uomo. In realtà penso non abbia neanche un’identità sessuale, dunque è un essere umano di quest’epoca pronto a far tutto pur di farcela, apparire, essere ricordato poiché vive la condizione che tutti oggi viviamo: il bisogno incessante di fare per farsi ricordare e sentirsi migliore degli altri. Può davvero essere chiunque.

Cos’è LA MERDA?

LA MERDA è tutto quello che ci circonda: è il nostro paese, e la vita che ci siamo costruiti credendo che il nostro intento più fondante fosse quello di apparire, come se invece di fare un percorso di individuazione si facesse un percorso di apparizione e dunque questo mangiare la merda è un po’ come mangiare noi stessi. Si può tranquillamente dire che la merda è una cosa di cui ormai non definiamo neanche più i contorni perchè non solo ci circonda ma proprio fa parte di noi. Io e Christian ci teniamo molto a dirlo, non c’è un giudizio negativo nei confronti del personaggio perchè ci rendiamo conto che dentro di lei c’è molto di noi. 

Il mettersi a nudo vuole essere un richiamo alla nostra società ormai messa a sua volta a nudo da Tv e social? 

Credo abbia una doppia valenza e penso che ognuno possa trovarci il senso che vuole in base a ciò che gli regala l’esperienza dello spettacolo. Se il personaggio fosse stato vestito avremmo immaginato la sua provenienza, quanti anni avesse. Invece, mostrarsi completamente nuda è un modo come un altro di sentirsi ancora più uguale agli altri. 

Lo spettacolo è andato in scena praticamente in tutto il mondo, Che differenze hai trovato tra il pubblico e i teatri di cui eravate ospiti? 

Tenendo conto che ho fatto più di 500 repliche, posso dirti che si, è sempre diverso. Tutte le sere quando comincio lo spettacolo non so mai cosa succederà, nel senso che essendo un testo rivolto direttamente alle persone che ho davanti, a secondo di come reagiscono cambia l’andatura emotiva, quindi certe sere è tragico, altre è pieno di risa, poi si rimane gelati e non vola una mosca. Certo è che tutto cambia anche grazie all’ampiezza del teatro, alla città in cui siamo in maniera anche imprevedibile: pensavo di trovarmi persone super serie a Berlino, invece ridevano come matti, mentre tutto il contrario è successo a Roma.  

Cosa pensi che lasci questo spettacolo alle persone che vengono a vederlo?

Questo non lo so. Posso dirti quello che il pubblico che è venuto a vederci mi ha raccontato negli anni: ci sono persone che piangono dall’inizio alla fine poiché hanno vissuto in prima persona l’umiliazione che racconta il personaggio, altre che invece escono dal teatro incazzate, altre divertite. Sicuro è che tutti tornano a casa come se avessero ricevuto un pugno nello stomaco. Si, un pugno nello stomaco è la frase che più mi sono sentita dire.

LA MERDA è del 2012, pensi che oggi sia ancora necessario? E se è si, perché? 

Quest’estate stiamo pensando di tornare a Edimburgo per dare allo spettacolo un nuovo input internazionale. Pensa che Christian ha scritto il monologo prima del movimento #MeToo e dei festini di Berlusconi e dunque è come se a livello di cronaca continuassero a succedere cose che rendono lo show ancora più attuale di prima poiché purtroppo ci portiamo il peso della dittatura dell’immagine dagli anni ’80 e chissà per quanto tempo ancora dobbiamo portarcela dietro.

Pensi che il titolo “LA MERDA” sia ancora un titolo scomodo? Perché? 

Caspita se è scomodo! In questi anni ci è davvero successo di tutto: dagli autobus a Torino che non potevano circolare perchè avevano scritto La Merda sulla fiancata, passando per altre città dove meno si dice meglio è.

All’estero invece al contrario, li conta vendere e dunque mettevano gli asterischi sulla parola shit e abbiamo portato lo spettacolo in posti enormi, tipo in Australia all’Adelaide Festival. 

In Italia in otto anni abbiamo portato lo spettacolo solo in due stabili pubblici, ma due per davvero: uno a Venezia e uno a Bolzano. Per il resto abbiamo portato lo spettacolo in luoghi privati, piccole realtà e centri sociali dove era gradita la nostra presenza. Non facciamo parte del sistema teatrale italiano, non ci siamo entrati. Milano è l’unica città dove siamo stati inseriti in stagione, prima all’Elfo Puccini e da tre anni siamo al Teatro Leonardo. A Roma, per esempio, siamo stati all’Auditorium, che di solito è dedicato alla musica. Fosse stato per il sistema teatrale italiano, avremmo fatto le sei repliche all’inizio e poi avremmo chiuso. Invece abbiamo voluto rischiare e tradurre il testo in inglese e portarlo in giro per il mondo. l’Italia ci ha rivoluti indietro solo dopo che abbiamo vinto dei premi importanti all’estero. Questo è triste, e la dice lunga su come siamo messi nel nostro paese.

Perché il nudo imbarazza ancora, nonostante Youporn e Pornhub siano i siti più cliccati in assoluto? 

Perchè siamo degli ipocriti e quindi andiamo sui siti porno quando siamo da soli e non lo diciamo a nessuno. 

In un periodo storico come questo, in cui sempre più donne, fortunatamente, trovano il coraggio di denunciare abusi e violenze. Credi che LA MERDA possa essere daiuto? 

Si, si e ancora si! Tutte le volte che vedi raccontata una storia in cui ti riconosci pensi che allora non sei da sola e quindi ti spinge a raccontarla a chi di dovere. La cosa che ci frega sempre, quando si subiscono degli abusi, che sia una storia che riguarda solo noi, che abbiamo sbagliato solo noi e che dunque possiamo risolvere solo noi, ma non è così.

Se vi siete persi lo spettacolo, non preoccupatevi: anzi segnatevi in agenda le date del 12 e 13 febbraio 2021. La merda torna a Milano.

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