La nascita del 33 giri e 10 artisti che li collezionano

Avete mai provato a mettere in play un vinile senza accendere le casse? Forse una delle cosa più bella al mondo è ascoltare quasi come un soffio nell’orecchio la puntina che segue i solchi di un 33 giri pronunciando a basissimo volume il brano.

Questo perché il vinile suona già da solo con una semplice puntina poi noi abbiamo amplificato il tutto perché oggettivamente se non ascolti la musica ad alto volume, come il consiglio stampato sul 45 giri di John Lennon – Instant Karma, che senso ha??

 

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La casa discografica Rca-Victor distribuì nel 1931 il primo LP della storia, stampò la Quinta sinfonia di Beethoven ma solo nel 1948 grazie alla Columbia Records si arrivò ad un “long playing”, ossia un 30 minuti d’incisione sonora.

Questo tipo di formato da 30 cm rotanti a 33⅓ giri al minuto solo nel 1978 raggiunse un miliardo di dischi venduti.
L’industria musicale infatti divenne un paradiso economico per ogni artista o imprenditore fino a quando non inventarono il Compact Disc. Purtroppo con l’avvento del CD gli esperti non misero in conto l’opzione: masterizzazione copia;  poi internet con il suo sistema P2P (peer to peer) nel  formato MP3 ha  dato un colpo quasi mortale all’industria.
Fin dalla sua nascita il DISCO 33 giri, non ha mai perso il suo fascino ed ultimamente ha mostrato anche rialzi grafici significativi nelle vendite mondiali.
Come ogni oggetto che si rispetti da collezione anche lui ha le sue rarità e questa dipende da vari fattori come dal numero di copie stampate. Ad esempio Jack White dei White Stripes ha pagato un singolo di Elvis Presley 300mila dollari; oppure  da una copertina censurata, come nel caso di Yesterday And Today dei Beatles, che fu ritirato dopo appena un giorno di vendita o quella di Sticky Fingers fatta da Andy Warhol dove fu cambiata la stampa per la Russia e bandita l’uscita in Spagna.
Di collezionisti in giro per il globo ce ne sono ma io ne ho scelto 10 tra presente e futuro con il cuore che ruota in maniera circolare su se stesso.
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Gilles Peterson

Lui è uno che iniziò la sua carriera grazie alle radio pirata, si proprio una simile a quella vista nel film I Love Radio Rock. Gilles attualmente è un’icona leggendaria nella musica lui non è un semplice collezionista è anche un: Dj, producer, conduttore radifonico, fondatore di tre etichette, organizzatore di festival e direttore creativo di  WeTransfer… credo non mi sia dimenticato nulla.
La Acid Jazz, la Talkin’ Loud e soprattutto la Brownswood hanno modellato negli anni il suono ricercato che ora passa nella radio station di tutto il mondo.
Sopratutto l’ultima che è il futuro della musica infatti lui ha dato il via alla carriera di: Ben Westbeech, Ghostpoet, José James, Mala, The Heritage Orchestra, Anushka, Gang Colori, Daymé Arocena, Yussef Kamaal, Shabaka e gli antenati, Zara McFarlane. Sulla sua collezione di dischi.

?uestlove

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Chi non conosce l’icona dei capelli afro con un pettine bloccato in testa? Leggendario!
Batterista e polistrumentista dei The Roots e non solo! poi dj, giornalista, produttore discografico e attore occasionale. Di Grammy ne ha vinti e la sua collezione di vinili supera decenni di ricerca con un amore senza fine per la musica. Forse le “Dirty Fingers” più amate tra gli scaffali dei records store di tutto il mondo.
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Dj Spinna

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Non esiste sulla terra un artista ed un collezionista di dischi più versatile di lui. Un ossessionante vasta gamma di 33 giri di ogni tipo dalle origini del funk all’hip-hop, dal rock al blues, dall’elettronica all’house alla future music. Uno come lui a Brooklyn, dov’è nato, lo chiamano “Underdog” – sottovalutato, perché nonostante il suo sorprendente talento è rimasto nell’underground della musica senza mai diventare un artista “pop”.

Peanut Butter Wolf

Disc jockey, beatmaker e produttore discografico statunitense che una volta ha esagerato letteralmente con il concetto di bolier room, eseguendo più di 12 ore di dj set da vinile senza pause.
È attivo dal 1989 con due produzioni per i Lyrical Prophecy e di seguito l’album con il compianto Charizma.
Nel ’96 fondò la Stones Throw Records, l’etichetta discografica indipendente più “assurda” del pianeta.
Ogni artista che lui ha scelto ha una personalità unica al mondo ed è sempre in continua evoluzione. La sua etichetta attualmente è quella che “cambia le regole del gioco” nel mondo sonoro, è quella del “cavolo ma hai sentito che disco???”.
Quindi sulla sua collezione e sulla sua cultura musicale non si scherza.
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DVS1

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Se sei un appassionato di techno, sicuro vorresti mettere le mani sulla collezione di Zak Khutoretsky.
A Minneapolis è uno dei nomi più rispettati della scena techno internazionale e molti pezzi dalla sua libreria sono stati messi al Berghain di Berlino.
Dal 1996 lui ha suonato per anni con i pionieri della techno come Jeff Mills e Robert Hood.
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Nina Kraviz

In questo elenco non poteva mancare un tocco femminile.
Le mani di Nina sono forse le più pregiate al momento nella scena.
DJ, music producer e singer se pur giovanissima e nata a 50 miglia dal lago più profondo del mondo, Nina, vanta una collezione di dischi sorprendente di vario genere musicale. Meglio non provare però a toccare i suoi dischi, sopratutto quando suona, perché la ragazza in questione conosce molto bene le arti marziali.

Radio Slave

Produttore elettronico e dj adottato dalla Berlino che conta, Matt Edwards, vanta una collezione di dischi
maniacale. Più di 4 album all’attivo sul mercato e vi sfido a contare i singoli più i re-mix e sui mix che ha pubblicato dall’inizio della sua carriera. Se riuscite a farlo fatemi uno squillo.
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Ed Motta

Eduardo Motta è un musicista con il cuore brasiliano MPB, rock, soul, funk e jazz.
Anche se non produce  qualsiasi tipo di musica elettronica, la sua collezione di vinili contiene alcuni dei più ricercati e rari EP / LP del pianeta, tutti memorizzati e accuratamente catalogati in un sistema di mensole su misura, religiosamente curati nei minimi dettagli.
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 Frankie Knuckles

The Godfather of House Music. Da quando è scomparso a causa del diabete, la sua collezione di dischi ha trovato una nuova casa pubblica e permanente al terzo piano della Stony Island Trust & Savings Bank Building, un edificio neoclassico di 17.000 piedi quadrati a Chicago, in South Shore.
Se passate di lì andateci senza ritirare i soldi dal via come nel monopoli.
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Brad Miocevich

Chiudo questo bellissimo elenco con Miocevich che non è un produttore, dj o un musicista, ma un amante della musica.
Un amante un po’ particolare visto che la sua collezione è di tre piani.

A chi non farebbe invidia??

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