Regine del giorno e della notte. I videoclip della settimana

HAIM
Uno still tratto da I Want You Back, il nuovo video delle HAIM diretto da Jake Schreier

Che stile le HAIM!

Le avevamo lasciate nelle loro sessioni in studio dietro la macchina da presa di Paul Thomas Anderson, ma ora le ragazze di Los Angeles sono tornate per davvero: nel loro ultimo videoclip diretto da Jake Schreier sono le regine del Ventura Boulevard, dove coreografano* in un unico take “Want You Back” con un portamento a dir poco contagioso. Insomma, delle fighe spaziali.

* La coregrafia è di Ian Eastwood, Francis and the Lights e le HAIM

Nel nuovo videoclip di SZA c’è proprio Drew Barrymore!

È tra le artiste del momento, almeno per le riviste specializzate di musica, almeno oltreoceano, fa parte della stessa crew di Kendrick Lamar, il suo ultimo videoclip per “Drew Barrymore” è diretto dal sempre efficace Dave Meyers in una rinfrescante New York, e c’è proprio un cameo dell’attrice statunitense che ha influenzato il singolo e sembra rincuorare l’insicurezza di cui canta SZA.

È sempre l’ora per un po’ di M¥SS KETA

Se parliamo di regine non possiamo non recuperare M¥SS KETA, lei che in realtà preferisce appellativi come gran contessa, arciduchessa o sacerdotessa. Il suo ultimo videoclip è uscito settimana scorsa, è diretto dal fido Simone Rovellini e sprigiona tutta la voglia di hit per l’estate. Il singolo è prodotto da Populous e fa parte dell’EP Carpaccio Ghiacciato uscito per la Tempesta.

Sevdaliza elegante con François Sagat

L’ultima volta che ci siamo occupati di SEVDALIZA fu in occasione del concettuale “Amandine Insensible”, da allora è uscito il suo disco di debutto dalle tinte trip-hop “ISON”, accompagnato dai visual di Hirad Sab, e in questi giorni il video di “Bluecid”: diretto da Zahra Reijs e la stessa artista, anche in veste di protagonista in un’elegante danza con il famoso porno attore François Sagat.

Bonus: i Radiohead – android + paranoid

Continua la serie di videoclip dedicata agli inediti della ristampa di Ok Computer, dopo la melanconia misteriosa di “I Promise” tocca a “Man Of War”. Diretto da Colin Read è abitato dalla paranoia tanto cara al gruppo e ben incarnata dal protagonista da essa in fuga, amplificata dal severo montaggio tra giorno e notte, in atmosfere che sembrano citare “Karma Police” di Jonathan Glazer.

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