Che bella pignatta…

the cool couple

The Cool Couple, Marco Ceroni e Stefano Serretta, Sono gli artisti che hanno ideato la copertina di Urban (the CHAOS & CREATION Issue, lo trovate e lo potete scaricare proprio qui) creando una cosmogonia per fondere caos e creazione, distruzione e rinascita. Ma poteva mancare l’elemento della festa, potevamo rinunciare all’idea di un party? Ovvio che no.

 

The Cool Couple è un duo veneto fondato nel 2012 da Niccolò Benetton e Simone Santilli la cui arte multimediale prende spunto dalla relazione quotidiana tra persone e immagini. Marco Ceroni, Forlì classe 1987, è appassionato di filosofia, hip hop e techno. Il suo lavoro ha un forte legame con l’architettura, ciò che lo distingue è rendere l’ordinario straordinario. Stefano Serretta nasce a Genova nel 1987, al liceo fa il writer e si appassiona a poesia, letteratura americana e storia, materie che mescola nel suo lavoro contaminandole con visioni personali. Cos’hanno in comune questi artisti? Lo scatto della nostra cover. Ecco com’è andata.

The Cool Couple, Marco Ceroni e Stefano Serretta, possiamo dire che è nato un nuovo collettivo per la nostra cover?

TCC: Sarebbe un sogno che si avvera. Abbiamo ragionato su una collaborazione tante volte e grazie a voi siamo finalmente passati all’azione.

MC: Una banda sicuramente esisteva già.

SS: Collettivo, crew, gang, squad, mob, posse, family… chi può dirlo.

Dove vi siete conosciuti? Pensate di avere la stessa visione dell’arte?

TCC: Per quel che ci riguarda, il momento in cui ci siamo davvero conosciuti è stato a Bari nel 2014, durante un’intensa e indelebile residenza d’artista.

MC: Ci siamo conosciuti nel 2014 durante una residenza ed è scattata la scintilla!

SS: In tempi / situazioni / città diverse a cavallo tra il 2012 e il 2014. Visioni ne abbiamo molte, spesso si intersecano.

Lo scatto di cover è una sorta di Franca’s Big Bang, come è nata l’idea?

TCC: Il Big Bang era stato menzionato subito in una riunione conoscitiva. Quando poi ci siamo trovati tra di noi, si è evoluto in una cosmogonia. La maggior parte delle cosmogonie antiche fonde perfettamente il caos e la creazione, la distruzione e la rinascita, con combinazioni assurde, a volte, o richiami ai lati più profondi della nostra cultura o delle nostre paure, dei nostri sogni. L’idea di un party della fine dell’universo era nell’aria da un po’ di tempo e abbiamo colto l’occasione per provare a immaginarlo (alcune cose sono sfortunatamente e implacabilmente cadute sotto i colpi della censura).

MC: Mescolando alcune nostre visioni. E poi avevamo voglia di fare festa!

SS: Dal dialogo, mescolando a poco a poco insieme varie proposte e suggestioni, anche in base ai differenti backgrounds. L’idea di fondo è quella di un party selvaggio all’interno del quale sono riletti in chiave fortemente allegorica vari esempi mitologici di chaos and creation, come quello di Zeus, Crono e Atena, Mbombo la divinità che vomita il Mondo, Atum detto anche “lo sperma dell’Universo”, Shiva, la divinità andina Viracocha… e ovviamente Franca Sozzani.

Franca Sozzani ha mai in qualche modo ispirato il vostro lavoro?

TCC: No, ma ha ispirato questa cover.

MC: Non in questa vita.

SS: Prima che internet riempisse la mia vita di contenuti digitali, posso dire di aver imparato a disegnare figure femminili ricopiandole dalle pagine di Vogue.

Qual è la caratteristica che ciascuno di voi, in quanto artista, ha portato al progetto?

TCC: La nostra più grande qualità: essere veneti.

MC: Io ho portato da bere.

SS: Un’esplosione di gioia. Avendo sempre rimpianto di non aver mai potuto festeggiare la mia Quinceañera, ho deciso di esorcizzare questo trauma all’interno del progetto.

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