Madame è l’artista che a diciassette anni sta facendo il culo alla scena rap italiana

madame per urban magazine
ph. Ludovica Arcero

Madame è un passo avanti! Per questo è la cover star del nostro nuovo numero che celebra i nostri 18 anni, anche se lei diventerà maggiorenne a gennaio.

Scoprire nuovi artisti è un po’ come il primo appuntamento. A volte capita il colpo di fulmine, altre scatta un lento flirt che può portare a rose o a spine, altre ancora tutto finisce accantonato nel dimenticatoio con un “era meglio su Instagram” spiaccicato sopra. Questa premessa per dire che, probabilmente, avete provato una sensazione simile quando avete ascoltato per la prima volta Madame, che si chiama Francesca, viene da Creazzo (Vicenza) ed è la stella promessa della scena urban italiana, perché definirla trapper è riduttivo.

Ha diciassette anni, ne compirà diciotto a Gennaio, ed è una ragazza con le contro palle.

Sui social fa numeri impressionanti, e lo fa perché ha molte cose da dire, e non perché Ronaldo l’ha menzionata in una sua stories IG.

Insomma, Madame è un bug nel sistema musicale italiano, prende a schiaffi l’intera scena rap; vedi come ironizza sull’uso delle droghe quan- do canta “Io non mi drogo, sciolgo le pastiglie digestive” in Sciccherie ed anche la sua immagine è un calcio in faccia: capelli corti e ricci, viso acqua e sapone, occhi dolci e un abbigliamento no-logo e androgino fanno di Madame l’anti-eroina per eccellenza in un mondo di Chadia Rodriguez e Nicki Minaj.

La sua immagine colpisce proprio perché in netta opposizione a tutto ciò che adesso in Italia le etichette spingono di più, ovvero Barbie stereotipate dalle pose plastiche, abiti fintamente provocanti e volutamente volgari, e quella bad attitude ormai più simile al cliché che ad una vera personalità.
Madame non si nasconde dietro tutto questo: si mostra per quello che è, che vi piaccia o no.
In attesa del suo primo Ep, e speriamo presto di un album, Urban l’ha intervistata e scattata in esclusiva, per farvi arrivare tutto il suo mondo.

CIAO, COME STAI?

Un pò altalenante. Sto vivendo come se avessi una doppia vita delineata da una parte dal mio percorso scolastico, dall’altra parte invece la musica, che da passione è diventata un vero e proprio lavoro.”

ECCO, COME CONIUGHI LE DUE COSE?

Riesco a coniugare tutto attraverso la voglia che ho nel volerle fare. Credo che nel momento in cui capisci di avere un obiettivo, che per me è quello di fare musica, anche l’obbligo di finire la scuola ti pesa meno.

SO CHE IL TUO NOME D’ARTE HA A CHE FARE CON LA CULTURA DRAG E CON ILMONDO LGBTQ+, RACCONTAMI COME È NATO TUTTO.

In seconda superiore ero in fissa con la cultura drag perché una mia amica ne era super appassionata e così mi feci prendere anch’io, da allora per ridere è venuto fuori il mio nome d’arte che è MADAME.

QUINDI NON È UN MONDO IN CUI TI RITROVI?

Mi affascina, come tutto quello diverso da me, però non mi ci ritrovo nonostante la mia immagine non sia completamente femminile ma è un po’ androgina.

A PROPOSITO DELL’ESSERE ANDROGINO, HAI MAI PENSATO A TE COME AD UN TOMBOY?

Si, sempre in seconda superiore, che se ci penso è stato l’anno dei cambiamenti. Frequentavo molti ragazzi LGBT che anche se non li vedo più come una volta ho comunque assorbito molto da loro, sia esteticamente che personalmente, anche perché quando sei adolescente è molto facile che un giorno ti piace il rock e l’indomani ti piace il jazz. Sei ribelle e non pensi molto a tutto il resto. Una volta tagliai i capelli cortissimi perché volevo sentirmi parte del gruppo, poi sono ricresciuti ma io continuavo a piastrarli fino a che ho smesso e sono tornati ricci, ed io sono diventata Madame.

COSA È CAMBIATO DA ALLORA?

Credo tutto, non ricordo molto di quel periodo li. Ogni tanto guardo le foto e dico boh.

PERCHÉ, NON TI RICONOSCI?

Non particolarmente! Guardando le foto vedo la mia immagine ma non ricordo che emozioni, sensazioni provavo in quel momento. Ma questo è dato dal fatto che io purtroppo o per fortuna cresco molto in fretta, tendo a mettere da parte cosa è successo fino a ieri per affrontare al meglio quello che vivo.

COSA TI OSSESSIONA?

Non so se definirla ossessione, però posso dirti che mi attacco in maniera quasi morbosa alle cose e/o alle persone nel senso che do tutto di me stessa. Da piccola, per esempio, ero attaccatissima a mio padre tanto che non lo lasciavo respirare. Sono ossessionata dalle melodie, passo gran parte delle mie giornate a pensare alle top line da come nascono a come posso cambiarle e farle mie. Sarà forse per fragilità d’animo.

SEI FRAGILE?

Vacca boia! Io sono un muro sgretolato.

PARLIAMO DI MUSICA… ASCOLTANDO I TUOI PEZZI, SPECIALMENTE ANNA, MI SONO ACCORTO CHE MENTRE TUTTI I TUOI COLLEGHI RAPPER CITANO GUCCI TU INVECE CITI GUCCINI, COME MAI?

Sarebbe disonesto intellettualmente se ti dicessi che io non ambisca aisoldi o a vestire Gucci, ma la mia è un po’ un auto imposizione, forse perché sono cresciuta con l’ideale di farmi una cultura più che fare soldi e andare controcorrente è una delle cose che più amo. Per quanto riguarda Guccini volevo unire in una sola parola il fenomeno trap e il cantautorato italiano con un gioco di suoni derivato inizialmente da Gucci.

A PROPOSITO DI CULTURA, HAI CONOSCENZA DELLA MODA?

Limitatissima! Nel senso che se indosso una cosa a Milano tutti mi dicono “wow, stai benissimo, super cool” e cose così, mentre se la stessa cosa la indossassi a Vicenza la gente mi guarderebbe male e mi direbbe “ma come vai in giro?!”. Questo per dirti che comunque per quanto riguarda la moda sono condizionata da dove vivo. Ma perché mi hai fatto questa domanda?

PERCHÉ COMUNQUE LAVORI NELLA MUSICA, E LA MODA CREDO CHE OGGI SIA FONDAMENTALE PER FARE MUSICA O COMUNQUE SIA IMPORTANTE PER LA VITA IN GENERALE.

Ti dirò: per come vedo la mia situazione oggi penso di essere un artista destinata a restare indipendente sotto moltissimi punti di vista, quindi la cultura, sotto qualsiasi aspetto, è fondamentale per la mia indipendenza e la moda penso sia importantissima. Vedi, mentre facevamo le foto per lo shooting di Urban pensavo che avrei potuto indossare delle tute ma in realtà le indosso tutti i giorni, quindi mi sono affidata a voi che ne sapete tanto e mi sono molto divertita. E poi ti dico anche che io voglio diventare una cazzo di icona italiana, che questo non vuol dire diventare la nuova Cardi B o la nuova sto cazzo. Io voglio essere Madame e basta. Voglio unicità nel mio progetto e nella mia

immagine e la moda sicuramente mi aiuterà in questo.

PARLIAMO DELLA TUA ESPERIENZA LIVE.. TU SEI SALITA SUL PALCO LA PRIMA VOLTA E CHE HAI PENSATO?

Te lo dico sinceramente, mi stavo cagando addosso. Mi ricordo anche che prima di un live avevo la tachicardia e pensavo… mai più! Sai, sono asmatica e non ero abituata ai palchi… a metà canzone mi sentivo morta. Poi mi è passato.

E INVECE LA PRIMA VOLTA CHE SEI ENTRATA IN UNO STUDIO DI REGISTRAZIONE?

Uh, ricordo benissimo quel momento: era il 4 settembre di tre anni fa, dovevo registrare una canzone che si chiama Bimbo. Premetto che prima le canzoni le scrivevo con la chitarra o al piano mentre questa l’avevo fatta su un type beat, ed ero felicissima di sapere che le basi non le avrei fatte più io ma che il type beat mi avrebbe aiutata.

PARLAMI DI BIMBO, NON LA CONOSCO.

Bimbo è una canzone che ho scritto molto velocemente una volta che ero sul tram e vidi una zingara, che io chiamo Zia Maria, accarezzare un bambino che era sul tram con la sua mamma che, vedendo la scena l’ha subito allontanato dalle mani di Zia Maria. Quella scena ha fatto nascere una canzone in quattro minuti, dovevo scriverla subito anche perché stavo andando a far lezione di latino, dovevo recuperarlo a scuola, sempre in seconda superiore. Arrivata a casa l’ho buttata giù e poi dopo dieci giorni andai in studio di registrazione e ricordo che quasi piangevo dall’emozione.”

NON OSO IMMAGINARE COSA HAI PROVATO NEL SENTIRE INVECE LA TUA VOCE REGISTRATA.

Quando mi sono ascoltata ho proprio detto “sono il futuro della musica italiana”, ma forse perché ho una stima di me e della mia voce altissima nonostante sia molto sensibile, e lo stesso vale per i suoni: credo di avere una sensibilità nel capire se una cosa abbia un potenziale o meno, e con la mia voce è stato così. Ad esempio, il mio amico Tredici Pietro (figlio di Gianni Morandi ndr.) dice che non riesce ad ascoltarsi perché la sua voce non gli piace, a me invece ascoltar la mia voce piace tantissimo. Anche adesso, per dire, dovessi mettere su una cassa con della musica metterei la mia.

ASCOLTANDO SCICCHERIE HO PENSATO IMMEDIATAMENTE AI RIFERIMENTI CON LA MUSICA NEOMELODICA. MI SONO SBAGLIATO?

Assolutamente no. Hai presente la canzone di Francesco Brillante, Che fai?!?! (comincia a cantarla), è diventata un ossessione per me così ho cominciato ad ascoltare musica neomelodica, e quando ho scritto Sciccherie ero così assuefatta da quella musica che poi l’influenza è finita dentro la canzone.

OLTRE A FRANCESCO BRILLANTE, C’È QUALCUNO DELLA SCENA NEOMELODICA CHE TI PIACE?

Oh si, mi piace molto Livio Cori e poi mi fa impazzire
Clementino (O’ vient soprattutto). Ma comunque tutta la musica neomelodica/partenopea mi affascina molto, tanto che se dovessi decidere di andare a fare uno studio session in qualche parte d’Italia andrei troppo al sud, o a Napoli o a Palermo. Sarà che al Sud Italia non sono mai stata ma sono troppo affascinata dal loro modo di vivere e di far musica. Un pò come quando vuoi scoparti qualcuno, e fino a che non te lo scopi immagini che sarà la scopata della vita, poi lo fai e magari succede che non è così, succede che ti è piaciuto ma non vuoi rifarlo, o magari succede che vuoi rifarlo altre mille volte. Immagino il Sud Italia come una persona da conoscere, cercando di tenere alte le mie aspettative.

SU INSTAGRAM LE TUE DIRETTE FANNO UN SACCO RIDERE OLTRE AD ESSERE MOLTO INTERESSANTI. UNA VOLTA HO VISTO CHE QUANDO HAI DETTO AI TUOI FAN CHE TI PIACE JUSTIN BIEBER LORO NON L’HANNO PRESA BENISSIMO, TANTO CHE TU HAI CHIUSO LA DIRETTA DICENDO “NON MI MERITATE”. CHE TIPO DI RAPPORTO HAI CON LORO?

Mi ha fatto molto ridere quell’episodio, però devo fare una premessa: io sono l’artista e loro sono i fan e per quanto loro possano volermi tanto bene, credo che un distacco debba proprio esserci, perché altrimenti sarei una stronza come tutte le altre e questo non mi piace, io mi sto facendo il culo proprio per non essere uguale a tutti gli altri, poi tutto dipende dall’approccio che hanno alcuni fan con me. Io sono nel pieno della mia adolescenza e come tutti, non sono mai stata una con le idee chiare. Quello che sto per dirti può essere banale, può essere stupido o potrebbe dar fastidio, ma ogni mattina io mi sveglio e sono diversa da come lo ero ieri: un giorno mi sento più femminile, un giorno sono una skater, un giorno amo la musica rock, tutto in base al mio umore.

NON È BANALE QUELLO CHE DICI, TUTTI SIAMO STATI ADOLESCENTI E TUTTI ABBIAMO AVUTO LE IDEE POCO CHIARE SULLA VITA DA ADOLESCENTI.

Per me non è nemmeno una cosa sbagliata, solo che essendo una persona sensibile, fragile, non debole eh, ci faccio più caso. Tornando alla relazione con i miei fan ti posso dire che loro
sono un po’ il mio piccolo impero, che spero diventi grande. Mi piace vedere che il mio target è composto da gente che cerca qualcosa in me, che si aspetti qualcosa da me. Questa cosa a volte è bellissima, altre mi ha messo ansia… tipo quando uscì Sciccherie e tante persone mi scrissero raccomandandomi di non deludere nessuno con il singolo successivo.

La vivo un po’ come una responsabilità da un lato e come un peso dall’altro. Però amo il fatto che la gente cerca aiuto da me, non è solo show insomma. Una volta una donna sposata mi scrisse che di notte immaginava di scappare nei campi per scopare con me… cose assurde ma che comunque ad un artista servono per capire come relazionarti poi con i fan.

Se sei uno che non da niente in più degli altri o non fa qualcosa di diverso dagli altri artisti, perché un fan deve seguirti? Perché deve ascoltar la tua musica? Io dai miei fan voglio il meglio, voglio emozionarli, voglio farli piangere, ridere, divertire. Voglio dar loro quello che vorrei dare a me: un po’ come quando incontri qualcuno che ha i tuoi stessi problemi/disagi e tu allora lo riprendi perché quei problemi/disagi li hai già affrontati, li hai vissuti e sai come risolverli, allora li consigli.
I fan egoisticamente mi servono anche per questo, per farmi star meglio.

LEGGEVO TRA I COMMENTI SOTTO LE TUE FOTO ALCUNE PROPOSTE INDECENTI DA PARTE DI ALCUNI FAN, CHE SIANO UOMINI O DONNE POCO IMPORTA.. COME REAGISCI A TUTTO CIÒ?
“AHAHAAH io sono un pozzo di figa, è allucinante, una cosa mai vista.

CHE SIGNIFICA?

Che ci sono tantissime ragazze che mi bramano.

TORNIAMO A PARLARE DI MUSICA, PER QUANTO MI RIGUARDA TU OGGI SEI LA VOCE FUORI DAL CORO DELLA MUSICA ITALIANA PERCHÉ PARLI A TUTTI, NON DICI LE SOLITE TRE PAROLE DA TRAPPER CHE SONO CAZZO, FIGA, SOLDI. PENSO ANCHE CHE TU PARLI ALLE E PER LE DONNE E QUESTO È UN VALORE AGGIUNTO.

Parlo alle donne però ci tengo a dire che non sono mai stata una femminista estremista, non parlo di girl power, penso solo di dire la verità. In una realtà provinciale come la mia, il femminismo è estremo e dunque penso di avere un’idea sbagliata del femminismo. Sicuro è che il mio modello di femminismo è individuale e non collettivo, nel senso che se una donna è stronza o fa stronzate non la difenderò solo perché è donna. Ad ogni modo credo che il mio atto femminista più alto sia quello di diventare abbastanza ricca e famosa per far vedere agli uomini che non sono solo loro quelli potenti, in Italia e in Europa.

Parliamoci chiaro, non c’è una donna in Italia al pari di Sfera o Fabri Fibra, nessuna donna ha davvero rotto il culo a tutti, io voglio essere la prima a farlo. Voglio essere Billie Eilish, voglio essere Rosalia, non voglio essere una di quelle che fa vedere le tette perché non ha niente da dire, e purtroppo il mercato discografico italiano ne è saturo.Torno a dire che la gente ai miei live piange, si emoziona, non è li perché sei hype e basta ed è questo che voglio.

MA INVECE RACCONTAMI DI RONALDO, COME TI SEI SENTITA, COSA HAI PROVATO?

Quando un fan me lo ha segnalato, pensavo ad un trucco per attirare l’attenzione, invece no… Cristiano mi stava davvero ascoltando dal suo terrazzo. Ho chiamato i miei manager in lacrime, ho strillato come una qualsiasi 17enne euforica. Ho ripostato sul mio account e migliaia di persone hanno festeggiato con me. Però avevo già tantissimi follower, non me li ha portati tutti lui.

 C’È QUALCUNO CHE TI PIACE NELLA MUSICA OGGI E CHE SENTI VICINO A TE?

Adoro Rkomi, Izi, Tedua… trovo siano i poeti della nuova generazione. Mi danno davvero tantissimo! Poi Post Malone e naturalmente Justin Bieber che è il mio idolo indiscusso, prima mi facevo i capelli come i suoi. Poi Micheal Jackson che è il padre di Justin Bieber, ed io sono figlia di Justin. Ascolto anche Ludovico Einaudi. Un posto speciale c’è anche per Ennio Morricone che è uno stronzo di genio, perché le sue top line sono semplicissime ma di una bellezza e di una poesia allucinante, disarmante, bellissima. Penso realmente che tutti i geni siano degli stronzi. Anch’io lo sono, ma con quello che faccio sto cercando di capire se sono anche un genio.

C’È QUALCOSA CHE VUOI DIRE MA CHE NON HAI MAI DETTO?

Adesso nel cervello ho mille voci che dicono “digli questo, digli quello”. Ci sono: penso che il mondo sia fottutamente superficiale, ognuno a modo proprio. Credo ci sia una pigrizia generale, penso che la trap sia musica pigra, penso che tutta la musica sia pigra, tutto il pop, è tutto pigro. Penso che anche l’arte stia diventando pigra perché la gente non ha più voglia di fare un cazzo. Sono fermamente convinta di questo impigrimento totale. Anche la mia musica è pigra, mi hanno dato un beat e io ci ho messo la canzone sopra. Mi premiano per cose che non ho fatto.

E TI DA FASTIDIO QUESTA COSA?

Si, mi uccide.

NON CREDI CHE QUESTA PIGRIZIA POSSA SPRONARTI A FAR DI PIÙ?

Si, ma resto comunque pigra e dunque il mio istrione alla fine torna sempre lì.

UN’ULTIMA COSA, E POI TI LASCIO ANDARE: ESSENDO IN SUGAR HAI SICURAMENTE AVUTO A CHE FARE CON CATERINA CASELLI, COSA PENSI DI LEI?

La vedo come un Dio, lei forse lo è. Credo che lei sia la donna che tutti dovrebbero diventare, penso anche che sia l’uomo che tutti dovrebbero diventare. Poi ha una sensibilità musicale super compatibile con la mia, lo stesso per la sua sensibilità stilistica. È Unica.

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