Canzoni per tempi decadenti. Intervista ai Baustelle

Canzoni per tempi decadenti e che pure trovano il modo di dare sollievo. Francesco Bianconi su L’Amore e la Violenza, il nuovo album dei Baustelle in uscita domani, 13 gennaio.

Le vostre canzoni, queste in particolare, hanno una sorta di potere: spesso trattano accadimenti attuali e terribili, descrivono spaccati di una società a volte superficiale, decadente e in generale in difficoltà nell’interpretare il nostro tempo… eppure trovano il modo di dare sollievo (“Pensare che la vita é una sciocchezza aiuta a vivere”) a chi le ascolta. 

Ce lo stanno dicendo in tanti e sono contento, è una cosa sulla quale lavoro davvero tanto e da tanto tempo, mi fa piacere se sento che sortisce questo effetto, se il disco ha una sorta di funzione di protezione.
Francesco Bianconi sorride mentre chiacchieriamo, man mano che emergono i dettagli riguardanti L’Amore e La Violenza, nuovo album firmato Baustelle.

L'Amore e la Violenza, il nuovo album dei Baustelle in uscita domani, 13 gennaio.
A dargli man forte Rachele Bastreghi, altra colonna portante della band (manca all’appello solo il terzo elemento, Claudio Brasini) che lo supporta e completa ad ogni domanda.

Con questa svolta pop i Baustelle tornano a surfare e a divertirsi come ai tempi di Charlie.

Un tema ricorrente in tutti i vostri dischi è da sempre la paura della morte: superarla sembra un vero tormento, un punto di arrivo, specialmente nell’album precedente (Fantasma). Sentendo alcune delle nuove canzoni, come l’Era dell’Acquario (Torneremo a fare l’amore…ci si abitua a tutto/al dolore, alle stagioni, alla storia, al calendario/non aver paura, non piangere mai/lascia consumare il presente/tutto sarà niente/compiuto e già passato/nell’Era dell’Acquario), come anche Betty e Il Vangelo di Giovanni, sembra che qualcosa sia cambiato. Sembra esserci maggiore serenità nell’ affrontarla.

In effetti ora va molto meglio, in questo disco ci si galleggia sopra alla paura della morte, è un po’ come stare su una tavola da surf sopra a un mare in tempesta…ora bisogna imparare a divertirsi e surfare!

Quando nasce L’Amore e La Violenza?
Dunque, la lavorazione del disco è iniziata… nell’autunno del 2015, l’abbiamo registrato in una casa in Toscana.

Cosa viene prima in fase di composizione, testi o musica?
Ci troviamo meglio scrivendo prima la musica, in questo modo abbiamo maggiore libertà melodica. I testi vengono solo in un secondo momento e certamente sono in parte suggestionati dalla musica.

Come funziona per voi il processo di scrittura dei pezzi? Ognuno arriva in studio coi propri pezzi belli e pronti oppure vi trovate in modalità “tabula rasa” e improvvisate?

Le jam non le facciamo da parecchio (sorridono)! Arriviamo sempre in studio coi pezzi pronti per essere suonati.

Quando presentasti il disco precedente, a detta di molti il più denso e “difficile” del vostro repertorio, consigliavi di sentirlo come si faceva una volta, quando non era possibile invertire l’ordine dei brani, nè mandare avanti.
Rispetto a Fantasma questo è un disco assolutamente più “skippabile”! Io poi preferisco sempre la vecchia formula, e infatti adoro il vinile, ma grazie al mixaggio curato da Pino Pischetola la qualità è comunque molto buona su tutti i tipi di supporto. Dopodichè io sono soddisfattissimo della scaletta, non la cambierei assolutamente.

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