Fenomeno PESCARIA: panini al pesce e social media

panini di pesce di pescaria milano
Polpo fritto o tartare di tonno?

Com’è successo che da Polignano a Mare in Puglia dei ragazzi s’inventano dei panini al pesce che hanno successo al punto di fargli aprire una succursale a Milano? Li abbiamo intervistati

panini di pesce di pescaria milano
L’interno di Pescaria a Milano

Pescaria, il ristorante di pesce più cool della Puglia inaugura in via Bonnet un nuovo locale che già nell’ambiance è una dichiarazione d’intenti. Se piastrelle bianche e blu, sgabelli, un ampio bancone a vista e dettagli dall’animo informale rievocano la freschezza di ambientazioni marine, la carta ne consacra uf cialmente anche i sapori più inattesi. Gli accostamenti audaci dei panini (come quello con gamberoni, stracciatella, pancetta Santoro croccante, insalatina di spinaci, chips di patate e ketchup affumicato), i sapori in purezza dei crudi e le fritture tipiche (cozze, paranza, polpo) non bastano però a delineare l’immagine dell’inedito fast food ittico all’italiana che s da la moda del sushi. C’è dell’altro da sapere. Parola di Domingo Iudice, responsabile marketing e co-fondatore insieme a Bartolo L’Abbate, patron della pescheria Lo Scoglio.

Dopo l’enorme successo riscosso in Puglia, Pescaria approda a Milano. Cosa dobbiamo aspettarci da questa nuova apertura?
Di trovare a Milano la qualità e l’autenticità che ci hanno permesso di crescere e uscire, in poco più di un anno, dai con ni pugliesi.

Pescaria è anche una storia vincente di buona comunicazione social e strategia di marketing. Molti vi conoscevano già ancor prima dell’opening milanese. Come avete fatto?

Abbiamo lavorato sugli interessi degli utenti, partendo dalle cerchie legate al pubblico già acquisito in Puglia. In risposta abbiamo trovato una comunità entusiasta e daremo il massimo per non disattendere aspettative così alte.

la tartare di pesce di Pescaria Milano
La tartare di pesce

 

Lo chef è Lucio Mele, pugliese doc di Manfredonia che ha frequentato le cucine a due stelle di Claudio Sadler a Milano e Don Alfonso Iaccarino a Napoli. Come descrivere i sapori immaginati in cucina?

Lucio ha una formazione e una professionalità rara quanto preziosa. Nelle sue preparazioni c’è la genuinità della cucina italiana che ancora mangiamo nei focolai domestici e l’autenticità di combinazioni mai pensate prima. Spesso ho l’impressione di mangiare qualcosa che conoscevo da sempre e che non avevo provato mai. Inoltre Lucio non usa polveri, addensanti, preparati o additivi chimici. Le sue creme, le salse e le maionesi sono tutte fatte in casa, partendo dalle materie prime.

Il pesce crudo è tra i punti di forza di una carta che punta molto sull’accurata scelta delle materie prime. Qual è la differenza con un classico sushi bar?

Forse è qui che ci mettiamo un po’ più di Puglia, nel senso che portiamo nello street food i prodotti tipici dell’alimentazione cruda e marinara di Puglia. Nei sushi bar possiamo mangiare pesci bianchi, salmone e nei migliori anche buoni crostacei. Noi portiamo a Milano la freschezza dei molluschi e dei mitili così come ci piace mangiarli a casa. Un esempio è la tagliatella di seppia cruda (magari da condire con sale, pepe e olio d’oliva). Credo piacerà ai milanesi.

Come riuscite ad andare oltre l’ennesimo panino gourmet e proporre dunque uno stile di ristorazione inedito?

Lucio studia letteralmente ogni suo panino. Parte da un piatto, lo scompone e lo ristruttura a strati. Date un morso al nostro panino di tonno. Nella sua semplicità ritroverete un gusto tanto unico quanto imitato.

panini di pesce di pescaria milano
Tartaruga e tartare di tonno

La selezione dei vini consente di muoversi tra i più disparati abbinamenti. A te il piacere di suggerirne qualcuno?

Oltre a qualche classico italiano e francese, abbiamo solo vini di Puglia. Una selezione davvero ricca. Il Brut rosè di D’Araprì è sempre un grande inizio. Con i carpacci suggerirei uno chardonnay 2015 della Cantina Ognissole. Con le seppie crude un Fiano delle Cantine di San Marzano. Con il panino al polpo vi consiglio un Pietrabianca di Tormaresca e con la frittura un Brut Nature di Valentina Passalacqua.

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