5Preview: collezione street style dall’allure vintage

5Preview: collezione street style dall'allure vintage

Negli anni Settanta Londra era in preda a un cambiamento cultuale e stilistico importante, già iniziato negli anni Sessanta, che porta alla formazione di sottoculture tra i giovani e all’affermazione di stili riconoscibili e con i quali identificarsi.

Biba, nome derivante dalla sua designer Barbara Hulanicki, era una piccola realtà, un negozietto nato per poter soddisfare il bisogno della società di possedere capi unici, su misura e a basso costo, che i ragazzi potevano poi sfoggiare per strada.

5Preview: collezione street style dall'allure vintage

E’ stato il primo marchio nella storia a creare lo street style, introducendo quelle caratteristiche che ancora oggi sono riconosciute nella sua categorizzazione, come Emeli Martensson, designer di 5Preview, ci racconta. Le stesse caratteristiche che sono poi state selezionate e scelte per creare il suo brand.

Tra queste, le stampe grafiche, l’art nouveau e la total decadence, in cui il nero e il gold sono le tonalità più utilizzate.

«Anche 5Preview è un marchio molto street e proprio per questo ho deciso di tornare indietro nel tempo e di giocare con la collezione fall-winter 2017/2018 attraverso un look più vintage, ma che potesse comunque mantenere un riferimento molto chiaro allo stile di strada».

Sono stata alla sfilata al Baco Distribution in via Decembrio 27: le t-shirt arrivavano sotto le ginocchia, le gonne avevano i riflessi gold, le pellicce erano maxi, le fantasie delle tute floreali e dalle tonalità blu.

Importante la presenza di giubbotti e gilet large, in total color oro o in jeans nero. La giacca a fantasia bulldog in arancio e fuxia da un tocco di colore all’intera linea.

Il dettaglio? Un ciondolino con il logo del marchio cucito nel retro dei capi, sotto colli e cappucci.

Qual è la tua relazione personale con lo street style?

E’ una relazione che ho da quando ero piccola. Sono nata e cresciuta in questa situazione culturale. Si ascoltavano i gruppi punk e nel mio paesino non si potevano comprare le loro magliette, così iniziai a farmele da sola, stampandole.

Quanti anni avevi?

Ricordo che la prima maglietta l’ho colorata a 5 anni, C’è disegnata una barca e c’è scritto il mio nome. La ho ancora in ufficio. Ma le maglie dei gruppi ho iniziato a stamparle a 12/13 anni.

Come sei arrivata a creare un tuo marchio?

In quegli anni c’era l’esigenza di creare, di far cose nuove perché mancavano. E’ stata la stessa esigenza che dieci anni fa mi ha portato a creare il mio marchio e la mia collezione iniziando dalle t-shirt con le scritte, che prima non erano comuni.

Oggi la tua nuova collezione l’hai creata in mancanza di cosa?

Vivendo a Stoccolma ho avuto modo di notare che la gente è molto minimal e basica. Questo mi ha stufato. Volevo fare una collezione “da mettere in vetrina”, con pezzi che potessero essere molto particolari e differenti da tutto il resto.

Perché secondo te l’Italia è il tuo primo mercato?

Perché gli italiani sono molto aperti culturalmente alle cose nuove. Io me ne sono resa conto vivendo nella Scandinavia, in cui la mentalità è molto chiusa.

Come mai hai deciso di dedicarti solo alla donna?

Perché con la donna ci si può sbizzarrire di più. L’uomo è troppo difficile da creare, quindi ho deciso di non dedicarmi più alle collezioni maschili.

Bulldog. Tuo cane e simbolo. Il cappotto è l’unico capo.

Esatto. Lui c’è sempre, ma in pochi pezzi perché altrimenti sarebbe too much. Però l’idea del cappotto mi era piaciuta molto perché avevo visto realizzata la sciarpa, che doveva restare l’unico capo a possedere questa fantasia. Mi era piaciuto il gioco di colori e ho deciso di osare.

info: shop.5preview.se

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