Greta Scarano è tosta: ci stiamo prendendo gli spazi che meritiamo – intervista

Abbastanza provata ma molto contenta. Greta Scarano è una tosta. Brava, bella e con grande personalità.
Suit Samøe Samsøe

Abbastanza provata ma molto contenta. Greta Scarano è una tosta. Brava, bella e con grande personalità.

Dagli esordi in tv no alle due grandi interpretazioni in Senza Nessuna Pietà di Alhaique, che le è valso il Premio Biraghi e in Suburra di Sollima dove recita la parte profondissima di Viola e si porta a casa il Ciak d’oro e il Nastro d’argento. Oggi Greta Scarano è al cinema con la banda di ricercatori di Smetto Quando Voglio, Masterclass e attualmente è a Palermo per le riprese di un film per la televisione. La trentenne romana è pronta a conquistarsi il suo spazio. Sempre di più.

Greta Scarano, sei a Palermo per?

Sto facendo un film di Stefano Mordini, per Canale 5 su Emanuela Loi che è stata la prima e unica poliziotta donna uccisa dalla mafia. Faceva la scorta per Paolo Borsellino ed è morta nella strage di D’Amelio.

È la seconda volta che interpreti un personaggio realmente esistito, ricordiamo il recente e importante film di Faeza La verità sta in cielo sul caso di Emanuela Orlandi. Cambia l’approccio attoriale in questi casi, e se sì, come?

Nel caso del film di Roberto c’era una difficoltà in più, che Sabrina Minardi, la donna di Renatino De Pedis, il Dandy della Magliana, è ancora viva e questo potrebbe dare il via a tutta una serie di conseguenze. Il fatto che lei magari vede il film e potrebbe avere da ridire sull’interpretazione, poi non è successo perché io non l’ho mai conosciuta, però certamente è motivo in più per prepararsi meglio perché il carico di responsabilità dell’attore è maggiore.

Come procedi in questo senso?

Io cerco di fare un lavoro di mimesi, di rispettare il più possibile il personaggio che interpreto. Lo faccio comunque, anche se si tratta di finzione. Nel caso attuale di Emanuela Loi ci sono ancora tutti i famigliari che sono ancora molto legati a lei e quindi mi sono fatta un’idea grazie a quello che mi hanno detto loro e mi sono documentata il più possibile. Poi a un certo punto però devi mollare e interpretare.

Quindi sei una secchiona?

Sì, sì! Sono una secchiona! Studio il più possibile, poi però cerco di dimenticarmi tutto e di lavorare sull’istinto e sul qui e ora.

Abbastanza provata ma molto contenta. Greta Scarano è una tosta. Brava, bella e con grande personalità.
Foto Cosimo Buccolieri – Trench Paltò

Adesso sei al cinema con Smetto Quando Voglio Masterclass, il secondo film della saga dei ricercatori di Sydney Sibilia, poi ce ne sarà anche un terzo. Com’è stato entrare in un gruppo consolidato e prendersi il proprio spazio?

Non ho fatto fatica dal punto di vista personale perché molti attori li conoscevo già. Il mio personaggio si differenzia da quelli della banda perché è una donna e poi è abbastanza vero, nel senso che abbiamo cercato di essere il più aderenti possibile alla realtà, senza però dimenticare di essere brillanti e carismatici. Mi sono divertita moltissimo, immagina le dinamiche che accadono in un gruppo di maschi, matti. Però abbiamo anche molto lavorato. Sydney è molto bravo, è attento a tutto, alle grandi e alle piccole cose, è molto esigente.

Sydney, tu e altri giovani attori, sceneggiatori e produttori fate parte di quella generazione preparata e determinata che si sta, fortunatamente, prendendo spazio nel panorama del cinema italiano. Cosa ne pensi?

Che stiamo scaldando i motori! Credo che la mia generazione, quella un pochino prima e quella che verrà, siamo un po’ stanchi di sentirci messi da parte. Ci stiamo prendendo degli spazi importanti ed era ora. È bello che il cinema, in un Paese come il nostro che è gerontofilo per natura, rifletta l’esigenza di una generazione più giovane che tenta nuove cose e si nutre di cinema e serie internazionali, ma con una grossa preparazione. Io parlo per me ma credo di poter estendere il discorso anche ad altri. E quindi ci stiamo prendendo lo spazio che ci spetta ma perché ce lo meritiamo. Si pensa sempre che ci sia competizione, che sicuramente c’è, ma questo dipende purtroppo dal fatto che qui in Italia si fanno troppe poche cose e quindi lo spazio è poco e bisogna lottare per ottenere i ruoli. Però ultimamente credo che ci siano ruoli adatti a ognuno, dopo tante, enormi e dolorosissime delusioni, come tutti gli attori, ho capito che se non sono stata presa era giusto così. E le rare volte in cui sono stata presa era proprio necessario. Sto diventando un po’ più saggia.

C’è uno dei tuoi personaggi che ti manca e che vorresti ritrovare?

Sicuramente il personaggio di Viola in Suburra di Stefano Sollima scatena sempre un certo effetto ogni volta che ci penso. Ancora adesso quando sento le canzoni della colonna sonora degli M83, mi sento male! Ma perché ho investito tantissimo in quel ruolo, sono molto affezionata all’amore di Viola per Numero 8. Insomma mi è rimasto un po’ addosso. E poi anche il personaggio che ho interpretato in Senza Nessuna Pietà di Michele Alhaique.

Greta Scarano che musica ascolti?

Tante cose, sono una grossa rockettara. Da Janis Joplin, Bob Dylan, Patti Smith. Ultimamente però mi sono anche un po’ contemporaneizzata, mi piacciono i Thegiornalisti, li adoro, Mannarino, o gruppi indie non italiani, Bon Iver, Mumford and Son.

Salutami Stefano Mordini che è stato un mio professore di sceneggiatura, eravamo tutte innamorate di lui.

E te credo! Io sono pazza di lui perché è bravissimo, considera che io ho sempre detto di voler lavorare con i registi internazionali, Malick, Iñárritu, Aronofsky, ma c’è Mordini! E non scherzo. Per un attore è il massimo, lui mette la musica sul set, ti spiega le temperature delle scene. Sai noi in Italia, avendo un’impostazione televisiva, perché gli attori per sbarcare il lunario sono costretti a lavorare in televisione dato che di cinema se ne fa poco e quindi abbiamo i tempi televisivi e la fissa delle posizioni. Invece lui ti chiede di non sentire la macchina da presa, di vivere la scena e il momento. Il massimo. Una scoperta incredibile.

 

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