Miaoran. Who are you?

La ricerca del sè, della propria identità. Ecco i concetti ai quali Miaoran si ispira per la stagione invernale 2017/2018.

La ricerca del sè, della propria identità. Ecco i concetti ai quali Miaoran si ispira per la stagione invernale 2017/2018.

I modelli di Miaoran sembrano ipnotizzati, sfilano per la passerella quasi come se non sapessero cosa stanno facendo. Sguardo perso, guance rosse e colorito pallido. Ragazzi e ragazze sono vestiti allo stesso modo. I capi sono unisex, i colori adatti ad entrambi i guardaroba e lo stile over e morbido. Il rossetto prugna accenna ad un tocco di femminilità.

Un ricerca dei materiali caratterizzano la cura per il dettaglio e lo studio nel contrapporli. Il velluto è lucido, la lana casentino morbida e asciutta, presentata anche nella variante bio e ruvida. Altrettanta morbidezza la possiede il feltro. La carta cotone è croccante.

I cappotti arrivano quasi alle caviglie, i pantaloni non le coprono, le calze sono a vista, in cotone o lurex. I cappelli sono francesi, da pittore bohémien. I colori sono quelli del verde salvia, foresta e vellutato, il melanzana, il rosa carne e il giallo frutta, associati a tonalità più neutre.

Miaoran sfilata. Chi sono? Sono sicuro di essere qui? Sono sicuro di essere reale?

Queste le domande alle quali il ragazzo Miaoran si pone, in una concezione sovrannaturale. Nell’oblio tra essere umano o animale, facente parte della superficie terrena o meno. Altre creature, forse come noi o forse no, tentano di completare la concezione visiva dello stilista. Lo sa bene il designer, che decide di citare la psicologia del sé, fondata negli anni Sessanta dallo psicoanalista Heinz Kohut.

Domande che con meno gravità tutti si pongono, soprattutto nel periodo adolescenziale della propria vita, durante il quale gli sbalzi d’umore e la giovane età portano i ragazzi a domandarsi chi essi siano e chi vogliano diventare nel corso della loro vita. Perdizione, che tutti conoscono, nei momenti in cui analizziamo profondamente noi stessi e la nostra vita, al fine di cercare dei punti cardini che possano farci andare avanti.

L’abbigliamento è la prima cosa al quale ognuno accorre per ritrarre il proprio se.

Più semplicemente e senza scavare troppo a fondo nella psiche, Miaoran si risponde «sono quello che indosso». Da qui nasce la sua collezione, un concetto apparentemente superficiale ma che non lo è affatto se vengono analizzati i suoi capi. Un argomento della psicologia umana anch’esso da sempre conosciuto e studiato, quello sul perché decidiamo di indossare determinati capi d’abbigliamento, cosa essi rappresentino e come raffigurano noi stessi durante il rapporto con gli altri. Insomma, esseri umani o meno, lo stilista non ha poi tutti i torti.

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