Stevie Wonder è nato per amarla.

stevie wonder

“Signora Lula Mae Hardaway non si preoccupi anche se vostro figlio è nato prematuro di sei settimane e dovrà stare nell’incubatrice sarà il più bel bambino di Saginaw”.

Ecco, l’ostetrica di turno che curava il parto all’ospedale della città con lo slogan “where the Sauk were”, in riferimento alla tribù d’origine che abitava alla foce del fiume, non avrebbe mai potuto intuire che, la crescita stentata dei vasi sanguigni nella parte posteriore degli occhi potesse causare il distacco della retina nel piccolo Stevie. Il bambino in questione è Stevland Hardaway Morris ossia il talento più assurdo e prodigioso che la storia musicale mondiale abbia mai avuto! Dai 13 anni in poi però verrà ribattezzato con il nome di Stevie Wonder.

A quattro anni, lui stesso fa tutto quello che la mamma gli dice ma niente di ciò che gli ordina ed infatti, scappa varie volte negli angoli della città con il suo amico John a cantare ed a intrattenere i passanti con lo “Stevie-n-John Show”.

Anche se il ragazzo era non vedente dalla nascita, senza studiare canto, riusciva a colorare e sfumare le armonie della sua voce come nessuno prima, tra l’altro in una città che non è proprio la vostra New York in miniatura. Infatti la famiglia senza il padre si trasferì in una città dove la pronuncia originale, derivata dalla lingua francese è “Détroit”, “stretto”, e vi assicuro che qui, la musica suona in un modo completamente diverso da tutto il resto del mondo!!; ma anche lui suona e canta in maniera diversa infatti Berry Gordy lo trascina già ad 11 anni nella sua Motown Records pubblicandogli nove tracce dove “Fingertips” è la sua prima HIT che entra sgomitando al numero 1 della classifica Billboard Pop Singles.

Anche se i guadagni gli vengono trattenuti dall’etichetta fino al compimento del suo ventunesimo anno, questo primo step per lui è molto importante però, quello che nessuno sa, è che dietro alla batteria c’era un giovanissimo MARVIN GAYE.

I suoi tutor diventano Smokey Robinson e Diana Ross, i dischi e le sue composizioni arrivano con costanza anno dopo anno ma qualcosa non quadra e la famiglia non se la passa benissimo, Stevie viene quasi spronato a cambiare lavoro ma la sua risposta è sempre stata: “I Was Made To Love Her” che poi divenne anche un suo disco con il singolo in parte scritto con la madre.

Prima di questo però arrivò un album strumentale con un curioso titolo: “Eivets Rednow”, il suo nome scritto al contrario.

Si narra che prima di questo capolavoro sfuggito ai radar della “pop music”, Stevie abbia incontrato Jimi Hendrix in studio di registrazione creando una session negli studio della BBC.

Ora immaginate Stevie alla batteria e Jimi alla chitarra…

–Pausa scenica–

– Seconda pausa scenica–

–Terza pausa scenica–

Forse ne occorrerebbe una quarta.

Ormai era diventato un artista affermato ed un personaggio pubblico pazzesco tanto che Eddie Murphy divenne famoso agli inizi della sua carriera imitandolo. Tra l’altro se mai vi fosse sfuggito lo stand-up comedy intitolato Delirious, date un occhio allo sketch su di lui, morirete dal ridere.

Alla fine vince 25 Grammy tra cui uno alla carriera nel 1996 ed oggi compie gli anni in questa magnifica giornata primaverile ed io mentre provo ad aprire gli occhi canto Girl Blue mentre immagino lei affianco a me come Stevie con la musica da sempre, perché lui è l’unico che è nato per amarla.

«Music, at its essence, is what gives us memories. And the longer a song has existed in our lives, the more memories we have of it. » cit.

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