Alexander Meliss: «the journey is more important than the destination»

photo GIORGIO SERINELLI grooming MARCELLA RAMUNDO @PRO*LAB ACADEMY

«Se non lo filmi non è mai successo»

Alex Meliss vive la sua vita dietro un obiettivo di pochi millimetri e il suo battito cardiaco gira all’unisono con il led rosso di una videocamera sempre accesa.

Il Südtirol è un posto meraviglioso ma vorreste mai metterlo a confronto con tutto il mondo? Be’, non c’è paragone. Questa è la storia, attraverso 10 domande, di Alexander Meliss.

Com’è cominciato tutto? Da dov’è partita la tua passione?

Tutto è cominciato sette anni fa, quando i miei genitori mi hanno regalato la camera GoPro per natale. Da lì in poi ho iniziato a imparare attraverso i tutorial on line o quelli su YouTube. In campagna dove vivo io ho avuto molte occasioni per provarla, in inverno poi vado sempre a sciare, infatti con i miei amici ho girato il primo video. La cosa che mi ha sorpreso di più è il fatto che in poche settimane ha raggiunto molte views.

Quindi in quel momento hai capito che tutto questo poteva essere un lavoro? Il tuo lavoro?

In realtà no, all’inizio ero indeciso se continuare a studiare o fare video poi però mi sono ritrovato con determinazione a fare video e produzione in tutto il mondo. Alla fine il mio hobby è diventato il mio lavoro.

 

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Ma che sensazioni provi quando fai o monti i tuoi video?

Io ci metto tanta passione e credo che chiunque guardi un mio progetto se ne possa accorgere. Io in primis vivo dietro la telecamera, cioè le cose che riprendo hanno emozioni vere prima su di me.

Invece qual è lo sport che preferisci?

Ho sempre praticato molti sport fin da quando ero piccolo. A me piace molto andare a sciare, andare in bici, trekking in montagna.

Il posto più bello dove sei stato?

Il posto più bello secondo me è l’Islanda, è un paese molto particolare. In un momento sei in macchia a guardare il paesaggio con le sue caratteristiche e dopo dieci minuti sei in un altro mondo perché ha tante cose diverse da vedere e da fotografare. Invece il progetto più importante che ho fatto, che mi sta più a cuore, è quello in Perù dove ho sciato sulle montagne di sabbia, le DUNES. Sono duemila metri sopra il mare ed è stata una cosa assurda, ero lì con due sciatori e abbiamo girato un video che si chiama Sand Skiing in Perù. Questo è quello a cui sono legato di più perché è stata tutta una mia idea dall’inizio alla fine.

Viaggiando immagino te ne siano successe di tutti i colori, un aneddoto divertente o spiacevole?

Un episodio che ricordo personalmente mi è successo a Dubai per un progetto che dovevo filmare. Quando ho preso il taxi per spostarmi in città ho visto che di fronte al mio hotel super lussuoso c’erano baracche e bambini poveri che non hanno da mangiare. Questo contrasto così netto e così vicino l’uno all’altro mi ha scioccato.

La musica che ruolo ha nella tua vita e in questa tua passione/lavoro?

È più del 50% in ogni cosa che faccio, nei video sopratutto. Quando scelgo la musica il mio progetto diventa completamente diverso, diventa tutto più emozionale. Spesso prima di fare il video sento già la musica che potrebbe vestire le immagini che andrò a girare. Non sono una persona che ascolta quello che gira in radio, odio quella commerciale. Quella musica non è per me, cerco sempre artisti impopolari che hanno qualcosa di speciale adatta a me. Un artista che mi ha fatto impazzire all’inizio della sua carriera è stato Flume.

Hai un gesto scaramantico prima di fare qualcosa di estremo?

No, non so… Prima di fare qualcosa di rischioso parlo sempre con me stesso, mi chiedo se lo voglio veramente. Cioè la paura la si ha sempre, però se sei convinto di riuscire a farcela non ti condiziona più. Essere consapevole è la cosa che mi aiuta di più. Di oggetti porta fortuna ho solo la mia GoPro; io dico sempre: «Se non è filmato, non è successo».

Come ti vedi tra dieci anni?

Dieci anni fa non avrei mai immaginato di esser qui dove sono adesso. Tutto è cambiato così tanto che ad esempio non potrei mai stare in ufficio fermo per ore. L’unica cosa che conosco di me ora è che voglio continuare questo capitolo della mia vita attraverso i video che faccio. Voglio che tutto questo mi diverta e mi faccia stare bene. Dove finisco non ha importanza perché: the journey is more important than the destination.