Abbiamo scoperto cos’hanno in comune CENTO CANESIO e la Giornata Nazionale Della Bicicletta.

cento canesio
Cento Canesio

L’equilibrio dei colori è identico all’equilibrio su due ruote ed il tratto di un marker sul muro o su tela è lo stesso che traccia le due ruote su di un percorso sterrato o meno. Nella giornata nazionale della bicicletta sono riuscito ad intervistare Cento Canesio, uno dei più forti writer italiani in circolazione da quando è nato il movimento.

Essendo appassionato di bici abbiamo provato a pedalare insieme lungo le strade di Treviso:

Da dove partiamo, anzi da dove iniziamo a pedalare nella tua carriera? Quando è iniziato tutto? quando hai cominciato a dipingere e a disegnare?

Ho toccato il primo spray per fare dei graffiti se non ricordo male nell’estate del 1989, avevo iniziato ad andare in skate e le cose per me andavano di pari passo, ero attratto da tutto quello che riguardava l’underground e la subcultura dell’epoca, avevo visto un giornaletto di skate dove dentro c’era dallo skate appunto ai graffiti alla musica punk/hardcore, all’hip-hop e tutto ciò’ mi affascinava, per questo ho provato, da lì penso che la mia vita abbia preso una piega irrevocabile.

Il tuo primo pezzo sul muro cos’era? raccontaci com’è andata e cosa hai provato una volta finito.

Sempre dentro questo giornale c’era anche un pezzo con scritto FUNKY, io non conoscendo le regole del gioco sono uscito con degli spray trovati in garage o non ricordo dove e ho cercato di rifarlo uguale era una casetta cantoniera lungo la linea ferroviaria del mio paese, quando l’ho finito sentivo che mi ero divertito e che avevo voglia di rifarlo, dopo alcuni anni era diventata quasi un ossessione scrivere il mio nome in giro.

Quando è entrata a far parte della tua vita la bici?

C’è stato un momento dove parecchi amici che provenivano da background simili al mio hanno cominciato a rovistare nei velodromi in cerca di bici da pista da usare in strada, e così’ mi sono messo a cercare anche io. Quando mi sono assemblato la mia prima bici fissa e sono uscito a provarla ho avuto una sensazione simile alla prima volta che mi ero spinto su di uno skate. Un energia talmente simile e forte che mi ha fatto innamorare subito della cosa, da li con gli amici si andava a fare le alleycat in giro per tutta italia, correre nel traffico senza freni, passare con i rossi era quasi come andare in skate ascoltando “Wild in the streets” dei Circle Jerks

Nello stesso periodo ho deciso di abbandonare la macchina perché ero stanco di pagare multe e buttare soldi in quel tipo di mezzo, ho venduto la macchina, e ho cominciato a muovermi solo in bici, da quel giorno la bici è il mio principale mezzo di locomozione.

Cosa provi quando pedali lungo la strada?

Pedalare mi rilassa, mi mette in una condizione mentale positiva, in qualsiasi tipo di umore sia io, andare in bici mi fa’ star bene, sia da solo che con gli amici e poi tutte le persone fantastiche che ho conosciuto grazie alla bici la rendono un mezzo veramente a cui mi sento sempre più legato.

Dalla Broke alla Lobster… come è nato tutto?

Ho conosciuto i ragazzi della Broke quando ero molto giovane per caso, in seguito ho cominciato a dargli una mano come tutto fare, specializzandomi poi più sulla parte grafica e creativa. Devo a loro molto della mia formazione per alcuni aspetti, sono cresciuto con loro ed è grazie a loro se ora faccio questo tipo di lavoro credo. Assieme ad un altro amico di vecchia data abbiamo deciso di inventare un altro marchio, da li è nato Lobster Apparel del quale tutt’ora seguo la parte grafica.

Cos’è il Bike-polo? se non sbaglio hai anche un team con cui praticarlo.

Il Bike Polo l’ho conosciuto sempre grazie alla scena dello scatto fisso, all’inizio le cose erano molto più’ legate tra di loro,  è un mondo a cui sono legatissimo, assieme ai “TIGERS” (così si chiama la mia squadra) abbiamo girato tantissimo in europa e anche oltre oceano. Abbiamo condiviso delle esperienze bellissime, ovviamente bevuto un sacco di birre ed ora i TIGERS non sono più solamente una squadra di Bike Polo ma sono una crew di persone che ama andare in bici con lo stesso spirito di divertimento.

Il gadget o la customize sulla tua bici più costosa o quella a cui sei più legato?

Di base mi piace montare le mie bici bene e con pezzi di alta qualità, alle volte mi rendo conto che faccio delle spese senza senso, solo per cambiare un pezzo o fare una miglioria.. sono legato a tutte le bici che pedalo, tanto che quando ne prendo una nuova faccio sempre fatica a separarmi dalla vecchia.

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“Tiger” e “Bear” due opere di Cento Canesio

Quante biciclette hai ora e quante ne hai avute?

Biciclette ne ho parecchie, quelle che uso principalmente sono 5: una da corsa, una da Cyclocross/Gravel, una Cyclocross single speed, una Mountain bike e una da Bike polo. Ne ho altre ma sono tutte mezze smontate, non è facile tenerle sempre tutte apposto in ordine, di base tendi sempre a concentrarti su quella che stai usando di più, nel mio caso la bici da corsa. Ho una bellissima RITTE VLAANDEREN che ho avuto tramite Scavezzon Biciclette che è il mio pusher di fiducia.

Quante a scatto fisso? ne hai una preferita?

Ne ho avute molte a a scatto fisso negli anni, tante le rompevo perché le maltrattavo troppo facendo i trick, comunque la mia preferita è sempre la Pinarello pista in acciaio, è macinata ma la guardo e mi ricorda sempre da dove è iniziato tutto, quella è la bici dalla quale non mi separerò mai.

Raccontaci dei tuoi personaggi che disegni, da dove provengono, come trovi l’ispirazione?

I personaggi che disegno provengono da Canesioland, è una piccola isola ancora sconosciuta, è piena di animali bizzarri ed hanno deciso di farsi ritrarre solo da me, ho un contratto di esclusività a vita.

Lo stile. Quanto è importante avere uno stile proprio per un disegnatore? come sei riuscito a trovare il tuo?

Qui mi ricollego al mondo del writing da cui provengo, ho sempre cercato di avere uno stile mio anche se non l’ho realmente cercato, semplicemente disegno come mi viene, cercando anche di sperimentare di tanto in tanto cose nuove.

Il fatto che una mia cosa possa essere subito riconoscibile, spero che sia così, mi rende felice perché vuol dire che il mio impegno è servito a qualcosa.

La tua mente artistica ed il tuo stile hanno avuto ed hanno ancora delle influenze?

Certo io vivo di influenze, sia influenze che vengono da cose che vedo, da gente che conosco, da sensazioni che provo, dallo stesso cibo che mangio, ho sempre amato cose come Snoopy o Jacovitti e penso che si veda da quello che faccio. É inevitabile che qualcosa che ti piace rimanga impresso nella tua mente e inconsciamente si trasferisca in quello che disegni.

Ho sempre basato molto la mia attività’ sulla spontaneità e sull’improvvisazione, in modo da avere sempre un po’ di effetto sorpresa.

Un artista con cui ti piacerebbe collaborare ed un altro che vorresti customizzare?

Non c’è né uno in particolare con cui vorrei collaborare, mi piace collaborare con le persone che incontro e stimo. Vorrei customizzare qualcuno di molto famoso in modo da avere molti K su instagram ahahahahahah.

Cosa ascolti quando disegni?

Ascolto tantissima musica ma non ho un genere predefinito, ti elenco i 10 gruppi che ho ascoltato di recente così ti fai un idea: BRAND NEW, DESCENDENTS, EARTH CRISIS, NOGA EREZ, TOOTS & THE MYTALS, SLEAFORD MODS, PENNYWISE, RUN THE JEWELS, CHVRCHES, TELEMAN. La musica è una figata perché è la colonna sonora della tua vita, è come in un film, la colonna sonora fa la differenza, stessa cosa nella vita, per quello non bisogna fermarsi ad ascoltare solo le hit che passano per radio.

La tua playlist perfetta per andare in bici?

Sinceramente non ascolto quasi mai musica quando vado in bici, ho sempre la para di non sentire cosa succede attorno, quindi tendo a non ascoltare musica. Lo faccio solo ogni tanto ma dipende dalla giornata non c’è una regola.

Hai un ciclista o uno sportivo preferito?

Il ciclista a che mi ha ispirato molto è Mike Hall, era un icona delle gare unsupported a lunga distanza. È venuto recentemente a mancare investito da una macchina durante una gara in Australia, sicuramente è stato un uomo di forte ispirazione per tutti gli amanti delle lunghe distanze.

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photo by  Alex Luise

Sei anche appassionato di fotografia, come scegli i tuoi scatti, cosa ti piace fotografare?

Ho sempre amato fare foto, forse anche questo è legato al discorso dei graffiti, dopo che avevi finito un pezzo lo ri-fotografavi mille volte per paura che la foto non fosse venuta bene, quando non c’era il digitale non avevi la certezza del risultato, delle volte sviluppavo rullini da 36 dove dentro c’erano solo 3 pezzi e almeno 10 foto di ognuno.

Mi piace fotografare tutto, purtroppo con l’avvento degli smartphone ho sempre abbandonato di più la macchinetta fotografica e usato sempre di più’ il telefonino, però fotografare è un modo di rendere eterno un momento. La documentazione fotografica è quella che ci ha permesso di vedere cose che c’erano quando non eravamo ancora nati, o conoscere cose che ci piacciono come i disegni fatti da altri per esempio.

Purtroppo sono molto disordinato quindi le mie foto sono sparse qui a là  senza una logica in cassetti o nei miei hard disk.

C’è mai stato un aneddoto divertente ed uno scomodo quando dipingevi come writer?

Aneddoti c’è ne sono sempre mille, se penso a tutte le cose assurde che sono successe assieme ai miei amici in giro a dipingere mi viene già da ridere o mi viene ancora paura per quello che abbiamo rischiato.

Una volta cercando di andare a disegnare ci è venuto in contro un tizio con un “coltellazzo” da cucina in mano e la maglietta tirata su stile calciatore quando segna e se la tira su dietro la testa ma tiene le maniche infilate.. da li è partita una trattativa per fargli capire che noi non eravamo poliziotti ma eravamo li solamente per disegnare.. dopo un po’ ha abbassato il coltello e ci ha accolto come farebbe tua nonna con tè e biscotti quando la vai a trovare…(ahah)

Un altra cosa divertente succedeva quando andavamo a disegnare con un amico che ogni volta prima di disegnare doveva fare la cacca (ahah), ovunque fossimo arrivava armato di carta igienica e la faceva, era come un rito per lui!.

L’itinerario più bello che hai percorso in bici?

Tutti i posti che ho visto hanno il loro perché e ti lasciano qualcosa di speciale, ma sono molto legato alla Sicilia, ci sono già stato due volte per girarla in bici. L’ultima volta ci sono stato con la mia ragazza, pedalare li con lei li è stato speciale. Non ti nego che vorrei tornarci di nuovo, è una terra fantastica e la gente è stupenda, salire sull’Etna è una cosa super!.

Cosa significa per te il tatuaggio che hai sulle dita: Ride Fast? 

Io da 8 anni a 18 ho corso in Go kart. Vincevo molte gare e gli ultimi anni lo facevo da professionista, mio padre quando correvo mi ha sempre spinto ad essere il numero uno e a cercare sempre di vincere, RIDE FAST è legato ad un periodo della mia vita molto legato alla velocità questo è più legato forse alla mia formazione nelle gare di go kart che mi ha sempre spinto ad impegnarmi tantissimo in quello che faccio.

Tempo fa sei apparso in una puntata su D-MAX di Milano City Tattoo ma qual’è il tuo tatuaggio a cui sei più legato?

È stato molto divertente partecipare ad un programma televisivo assieme al mio amico Koji Yamaguchi, mi ha fatto sentire una star per un giorno!.

Non ho un tatuaggio preferito, i tatuaggi che ho sono praticamente tutti fatti da amici e quindi è una specie di legame di sangue che ho cono loro, quindi non riesco a sceglierne uno.

Il primo me lo sono fatto io in classe durante la lezione con l’ago e la china quando facevo il liceo artistico.

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“Rabbit” di Cento Canesio

Come t’immagini tra 10 anni? 

Se ci sono ancora penso sarò non molto diverso, semplicemente con qualche ruga in più. Penso di essere talmente legato alle cose che faccio e amo che le porterò con me credendoci fino alla fine.

Da poco hai finito una mostra a Venezia tutta sul tema della bici ma ora a quali progetti stai lavorando al momento? Dove possiamo trovarti e che programmi hai per il futuro?

Ho fatto questa mostra allo spazio IMAGORAS utilizzando delle illustrazioni che avevo fatto per la rivista francese “STEEL MAGAZINE”, l’idea di fare una cosa a tema bici a Venezia mi piaceva, forse proprio perchè a venezia è vietato andare in bici! e quindi questo connubio mi sembrava divertente.

Di recente ho portato a termine un muro di 200mq a Taglio di Po, ho collaborato con GUESS per un live painting e con ASTORIA per realizzare delle anchine del caffè personalizzate in stile writing. Sono tutti progetti interessanti e stimolanti, vedere che le cose che faccio si adattano a diversi mondi pur rimanendo integre mi da molta soddisfazione. Nel prossimo futuro sto collaborando con un marchio di bici che stimo molto e con il marchio di abbigliamento sempre di bici: Pedaled; se tutto va liscio farò una trasferta molto lunga ovviamente in bici. Ma come si dice “non dire gatto se non l’hai ne sacco”.

Cavolo allora ci rivedremo presto!

 

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SI! a presto.

info: Cento Canesio