Exclusive Premiere // Gli ELEPHANTIDES sfornano un’altra live performance

Se non hai mai sentito gli Elephantides allora sei un pellegrino della musica o meglio ti basi solo sui consigliati e non “scavi” come se entrassi in un negozio dischi .
Clicca qui, non te ne pentirai.

Questa traccia intitolata AS WE è un dialogo tra persone che parlano lingue diverse e che scelgono come comunicare a seconda del concetto e dell’intensità della frase sviluppano e suonando ritmi diversi.

Il video è stato girato in due luoghi distanti e i due compositori suonano in riquadri diversi che si intrecciano in continuazione.

Il titolo è l’aggiunta di una parola ai precedenti singoli “THE” e “WORLD”. L’album sarà un raffinato insieme di tracce collegate una all’altra sotto ogni dettaglio, senza trascurare i titoli.

Tra non molto suoneranno allo Spring Attitude Festival, mi raccomando se siete in zona non fateveli scappare per nulla al mondo e per il loro cachet aggiungete un triplo nove, perché ne vale la pena… sia per le tue orecchie sia per la coordinazione sul palco tra luci e suoni.


Exclusive // AS WE // _new video



COME VI SIETE CONOSCIUTI?

A inizio 2015 quando Sergio, dopo aver ascoltato Old Room, cercò il mio numero e mi chiamò per una collaborazione. Da quel momento passarono diversi mesi in cui ci girammo brani inediti ai quali lavoravamo singolarmente.

Entrambi notammo che tutti e due, senza conoscerci, stavamo sperimentando nella “SOVRAPPOSIZIONE DI RITMI DIVERSI”.

E questo è ed era per entrambi una filosofia, una religione musicale.
Così ci fissammo un obiettivo molto chiaro: essere i primi a sviluppare i cambi metrici  nel nostro genere. Prima di noi esistevano solamente nella musica classica del ‘900.
Prendiamo anche spunto dal jazz, che però non si comporta nel nostro stesso modo, perché ha dei cicli ricorrenti, mentre noi suoniamo un flusso che si evolve senza la necessità di tornare a un tema.

COME SCRIVETE, COME VIENE COMPOSTO UNA VOSTRO BRANO?

Sicuramente alla base di tutti pezzi c’è sempre molta l’improvvisazione.
Quasi sempre da una ritmica, che può svilupparsi mentre siamo insieme o anche scambiandoci file a distanza. Diciamo che non abbiamo uno standard di composizione, abbiamo sperimentato varie strade tutte molto interessanti e di volta in volta lasciamo che ogni traccia si sviluppi spontaneamente a seconda di dove ci troviamo e degli strumenti che abbiamo.

PERCHÉ SECONDO VOI QUESTO PROGETTO È DIVERSO DA TUTTI QUELLI CHE CI SONO IN CIRCOLAZIONE?

Per i cambi metrici, le poliritmie, se sovrapposizioni di tempi diversi e la continua evoluzione del tempo dominante.
Non abbiamo mai seguito una moda o un filone musicale, perché entrambi siamo stati abbastanza outsider da poter esser liberi di attingere da quello che ci piace, senza dover rispettare regole di un qualche gruppo o corrente.

COS’È LA MUSICA PER VOI?

Arte, e quindi un modo per comunicare un qualcosa che non è tangibile.
Con i nostri strumenti non possiamo esprimerti un concetto preciso come si fa con le parole, però non abbiamo il limite del linguaggio e quindi chiunque ascolti la nostra musica può capire cosa stiamo comunicando anche se parla lingue diverse e si trova dall’altra parte del mondo.

COSA DOBBIAMO ASPETTARCI DALLA VOSTRA PERFORMANCE ALLO SPRING ATTITUDE FESTIVAL DI QUEST’ANNO?

Presenteremo in anteprima il disco. Per noi quel palco è uno dei più importanti in Italia, per la programmazione, per l’intesa del gruppo che ci lavora, per l’attitude e per il carattere di sperimentazione.
3 anni fa abbiamo presentato lì il progetto e siamo scesi dal palco gasatissimi, con una grandissima risposta da parte del pubblico, speriamo di replicare.




 

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