Intervista a Gaia Rancati, la coordinatrice di Omnichannel Fashion Buyer in IED Milano

Project by Priscilla Arresti

Oggi la figura del Fashion Buyer è cambiata, dopo la disruption che ha profondamente modificato il mondo del Retail, il suo ruolo si è aperto ad una prospettiva più ampia nella ricerca del prodotto, nella negoziazione con nuovi e maggiori fornitori, nella scelta di diversi canali online e offline, nel confrontarsi con un cliente sempre più smart e alla ricerca di personalizzazione.

Proprio nell’ottica di aggiornare con costanza i professionisti del buying e di permettere loro di restare al passo con le continue, veloci evoluzioni del mercato, nascono percorsi formativi come il Corso di Specializzazione di IED Milano in Omnichannel Fashion Buyer , giunto alla sua 9° Edizione.

Strutturato in moduli complementari, il corso offre la possibilità di approfondire diversi scenari d’azione del Fahion Buyer: lo studio dei fenomeni e dei processi sociali, la lettura delle tendenze del settore, lo sviluppo delle competenze connesse all’attività di marketing, la conoscenza del sistema distributivo del settore moda e della gestione del punto vendita.

Gaia Rancati

Durante il percorso si approfondiranno, inoltre, le tecniche necessarie allo sviluppo e progettazione dell’offerta merceologica, alla creazione e gestione degli assortimenti, la tecnologia del tessile, la tecnica e la teoria del colore, oltre alla pianificazione di collezioni.

Lasciamo la parola a un’esperta di fashion marketing e vendite, retail manager, formatrice, docente universitaria e premiata come Woman of Excellence 2019 for Luxury Experiences in Retail at the World Economic Forum, Gaia Rancati, Coordinatrice uscente del corso di Specializzazione di IED Milano OMNICHANNEL FASHION BUYER 

Project by S.Pscarmona, M.Zunino, E.Guastella

Oggi sei una delle professioniste del Retail più riconosciute e premiate a livello internazionale. Qual è stato il percorso che ti ha condotto sino a qui? Di cosa ti occupi oggi e quali obiettivi di realizzazione personale ti sei posta?

Sono entrata nel Retail per caso con l’apertura di un Blockbuster e sono arrivata nel fashion qualche anno dopo perché cercavo un lavoro nel weekend che mi permettesse di studiare e laurearmi: mi hanno assunto a La Rinascente, dove ho trovato una manager che ha visto in me del potenziale e ha iniziato a formarmi.

Dopo la laurea sono entrata a far parte del Gruppo MaxMara e ho avuto la fortuna di lavorare con Giorgio Zanni, allora CEO, e di formarmi nella Retail Academy.

Ho imparato tantissimo, dal prodotto alla gestione del negozio, dal servizio client alla leadership. Infine sono passata a Louis Vuitton e alle analisi del servizio clienti.

In quel periodo ho avuto un incidente stradale e mentre ero in riabilitazione mi sono candidata a un dottorato di ricerca, l’ho vinto e sono stata chiamata in California a portare avanti un progetto in cui Retail e neuroscienza si sposano con l’obiettivo di migliorare la customer experience.

Dopo 3 anni di lavoro siamo riusciti a ottenere un grande risultato e a vincere molti premi.

Apparentemente è stato un percorso in crescita, ma in realtà ci sono stati molti alti e molti bassi come in ogni lavoro. Perciò ritengo che quello che mi ha mandato avanti sia stata la grinta nell’accezione più ampia di tenacia, perseveranza e determinazione.

Infatti, credo (ci sono studi su questo) che il talento da solo non basti a raggiungere risultati durevoli, è necessaria una miscela di passione e costanza. Penso infine di non essere arrivata, ma di avere ancora molta strada davanti.

Puoi spiegarci come le nuove tecnologie applicate al settore del buying hanno cambiato/ migliorato il lavoro del Fashion Buyer?

Il mondo del Fashion e del Retail negli ultimi anni ha vissuto una disruption che ha portato le Aziende a ripensarsi in un’ottica di omnicanalità e di verticalizzazione dei processi distributivi, unita all’impatto sempre più forte dei social media e degli influencer.

Di conseguenza il ruolo del buyer si è aperto ad una prospettiva più ampia nella ricerca del prodotto, nella negoziazione con nuovi e maggiori fornitori, nella scelta di diversi canali online e offline nel confrontarsi con un cliente sempre più smart e alla ricerca di personalizzazione.

Questi cambiamenti continueranno e vedranno un’accelerazione. Per questo motivo in IED aggiorniamo i contenuti ogni anno accademico e se necessario ne creiamo di nuovi.

Project by V.Valvo

Cosa ritieni debba fare oggi un professionista per rimanere sempre aggiornato e al passo con la creatività, con l’innovazione e con i nuovi trend del settore in cui opera?

Oggi i professionisti devono aggiornarsi costantemente e con maggiore frequenza se vogliono essere competitivi nel mondo del lavoro. Inoltre devono essere aperti a lavorare in team e a rompere gli schemi di business che sono obsoleti per generarne di nuovi.

In qualità di coordinatrice e docente del corso di Specializzazione IED in Omnichannel Fashion Buyer, pensi che il percorso formativo ricevuto negli ultimi anni abbia influenzato positivamente le carriere professionali dei partecipanti che hai seguito?

Che ruolo ritieni che abbia giocato IED in questa “crescita”? (metodo, network, docenti professionisti, contenuti, aziende etc.)
Sicuramente gli studenti hanno potuto ottenere una crescita professionale attraverso il corso e IED ha fornito loro una struttura formativa con docenti coordinati e pronti ad offrire contenuti attuali con un coordinamento con le Aziende.

Che ricordo porti con te e che “augurio” ti senti di fare a chi invece sta per iniziare un nuovo percorso il prossimo anno accademico?

Auguro al nuovo coordinatore di saper trasmettere passione, entusiasmo ed energia ai ragazzi e a tutto il corpo docente. Inoltre, gli auguro di sentire sempre il desidero di cambiare, di innovare, di essere al passo con i tempi. IED è una scuola che abbraccia chi ha voglia di fare, quindi sono sicura che si troverà benissimo.

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