Justice: intervista fatta a bordo di un taxi…

il duo francese ha pubblicato il suo terzo album Woman

Garpard Augè è estremamente rilassato, anche se siamo al telefono e lui si trova negli States insieme al suo socio Xavier (De Rosnay), a bordo di un taxi: è iniziata la promozione di Woman, il nuovo disco dei Justice, e il duo parigino ha un’agenda di impegni totalmente priva di caselle in bianco.

il duo francese ha pubblicato il suo terzo album Woman

Arrivate in studio con i pezzi pronti o iniziate sempre con delle improvvisazioni?
La maggior parte delle volte improvvisiamo, ci sediamo nello studio e facciamo jam, finché non ne esce qualcosa che ci piace davvero. Utilizziamo pochi strumenti, il basso, la tastiera… e li supportiamo con i suoni che creiamo, con un mix di attrezzature analogiche e digitali.

Chi fa cosa nei Justice in questo disco?
Dipende, davvero. A seconda della canzone sulla quale stiamo lavorando, ci alterniamo agli strumenti e diventiamo l’uno il produttore dell’altro.

Quando avete iniziato a parlare dell’album?
Nel 2012 finito il tour di Audio, Video, Disco ci siamo messi d’impegno per costruire lo studio nuovo, una volta finito l’abbiamo riempito di nuovi strumenti e attrezzature. Da quel momento ci siamo messi a comporre e a gennaio 2015 sono iniziate le registrazioni.

Tra un vostro disco e il successivo passa ogni volta un sacco di tempo, il che vi lascia completamente fuori dalle dinamiche standard dell’industria discografica.
Hai ragione, in questo momento è tutto maledettamente veloce nella musica e se non esci spesso con del nuovo materiale corri il rischio di essere dimenticato o messo da parte. Noi però siamo molto contenti così, abbiamo la massima libertà sia a livello stilistico sia nei tempi, per cui corriamo volentieri tutti i rischi del caso.

Anche quello di non essere sui social.
Esatto, non pensiamo siano rilevanti per quello che vogliamo comunicare come Justice. Non fraintendermi, socializzare piace sia a me che a Xavier, semplicemente lo facciamo quando usciamo, tra noi o con altri amici.

Social? No grazie, i Justice preferiscono rimanere puri e socializzare solo dal vivo e non tramite un iPhone

Tu e Xavier vi siete conosciuti a una festa e dopo qualche drink avete fondato i Justice, quasi prima di diventare amici, me lo racconti?
Beh sì, e credimi, è un vero piacere essere in una band con il tuo migliore amico.
In generale, siamo fatti entrambi più per un ambiente “domestico”, ed ecco perché avendo la necessità di provare cose nuove, invece di andare a registrare altrove, è venuta fuori l’idea di costruirci un nuovo studio vicino a casa, a Parigi. E ci troviamo a meraviglia, ci andiamo a tutte le ore del giorno, e ci passiamo tutto il tempo che vogliamo senza dover guardare l’orologio, è fantastico per il processo creativo, non sapremmo come fare diversamente.

Forse anche per questo all’interno di Woman non si trova nessuna collaborazione illustre, eppure pare che le proposte non vi siano mancate.
Abbiamo provato in passato, ci siamo divertiti, ma il risultato non ci ha mai soddisfatto completamente: benché effettivamente spesso ci contattino per dei featuring e la tentazione di accettare a volte è forte, ci siamo convinti che per noi sia meglio lasciarli perdere.

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