Romantici a Milano. Siamo stati a vedere i Baustelle e…

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I Baustelle sul palco dell'Alcatraz.

Baustelle live @ Alcatraz, Milano 21/09/2017 : Verso la fine del concerto, Francesco Bianconi dedica un pensiero a chi legge qualche loro intervista, e poi cataloga i Baustelle con tre aggettivi ricorrenti: stronzi, snob, tristi.

«Volevo dire che sì, è vero, mentre suoniamo una parte piccolissima del nostro cuore è gonfia di tristezza. I Baustelle sono tristi. Quindi vai a fare in culo tu e la tua allegria di merda».

Puntuale arriva l’ennesima standing ovation da parte del pubblico, sorridente e divertito.
In quell’affermazione c’è tutto, proprio come in questa penultima tappa de “L’Amore E La Violenza Tour”.

Lo spettacolo si apre con un pezzo strumentale che mostra subito i muscoli: sul palco, oltre al trio originale ci sono altri cinque elementi, che si alternano tra percussioni, sintetizzatori vintage, tastiere, chitarre e bassi (spesso ce ne sono due a suonare contemporaneamente). Una macchina da guerra che riempie lo spazio con un suono compatto, pastoso e decisamente godereccio, e che poi esegue quasi senza sosta gran parte dell’ultimo, bellissimo album.

Charlie Fa Surf, introdotta da una marcia trionfale di piatti e synth, è il segnale che si comincia a tornare indietro nel tempo, e che Un Romantico a Milano è dietro l’angolo proprio come Piangi Roma e Gomma. Quello che non ci si aspetta è la versione intima interpretata da Bianconi di Bruci la Città, brano in origine scritto proprio da Bianconi e portato poi al successo da Irene Grandi.

La voce di Bianconi come quella della Bastreghi sono in gran spolvero, sempre in primo piano su tutto il resto, garantendo così -e non è banale- la stessa dignità ai testi e alla musica.

Sul finale c’è spazio per gli ultimi, acclamatissimi cavalli di battaglia, La Moda Del Lento e La Guerra è Finita in testa, e per una rivisitazione di Henry Lee di Nick Cave, grazie a un basso martellante ancora più lisergica lisergica dell’originale.

Il concerto dei Baustelle è una sintesi di intensità ed eleganza, che si riscontrano in tutto: nell’allestimento retrò e nei costumi, (firmati Gucci e disegnati dal loro grande fan Alessandro Michele), nell’esecuzione e nelle movenze.

Per chi vi ha partecipato, sopra e sotto al palco, un gran gusto.

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