Damir Doma, il designer del silenzio.

Damir Doma, stilista, crede nella purezza e nel nulla-di-troppo. Nato in Croazia nel 1981, è cresciuto nell’atelier di sua mamma nella Germania del sud, ha studiato moda a Monaco e Berlino e si è formato ad Anversa da Raf Simons e Dirk Schönberger. Nel 2007 ha lanciato la sua prima collezione a Parigi e nel 2015 ha spostato il quartier generale a Milano, dove sfila tutt’ora. 

photo by Simon

Perché una maison d’avanguardia come la vostra si è spostata da Parigi a Milano?

Venivo in aereo a Milano più o meno ogni settimana. Fare il pendolare volante non è un granché. Produzione e atelier, il cuore di ogni marchio di moda, erano qui. È parte della mia vita muovermi sempre, traslocare per me non è un problema.

E dove ti senti a casa?

Ovunque. Che è come dire da nessuna parte. Sì, non mi sono mai sentito a casa da nessuna parte. Eppure, per la prima volta in vita mia, sto cercando casa, qui a Milano. A Parigi non me lo sarei mai sognato. Forse per napoletani e romani i milanesi sono freddi, ma dovrebbero provare con i parigini.

Perché la tua seconda linea si chiama Silent?

Oggi il silenzio è uno stato in via d’estinzione. Credo che per le cose fatte bene ci sia bisogno di silenzio, di spazio, di dilatazione. Le mie collezioni non urlano, sono per gente che sa quello che è e non sente la necessità di gridarlo.

Il vestito come espressione di se stessi?

Esattamente, non uno scudo dietro cui nascondersi. L’abito per me è una seconda pelle, non una decorazione.

Sei al di là del colore?

Sono un minimalista, questo è chiaro. Per me minimalismo vuol dire purezza e pragmatismo. Tutto ciò che non è funzionale…via! Non dico di non amare i colori, ma li centellino.

Sei al di là del genere sessuale?

Da un punto di vista pratico. A giugno ho fatto sfilare insieme uomo e donna, con lo stesso numero di look. Sempre nell’ottica del riduzionismo di cui parlavamo. Un tempo avevo dieci collezioni, oggi quattro, e credo di avere trovato l’equilibrio.

È vero che non sei un amante dei social network?

I social come Instagram mettono i tuoi capi davanti a milioni di persone sparse per il mondo in tempo reale, sarebbe stupido ignorarli e io non sono stupido. Penso anche che distraggano dall’obiettivo, che disperdano energie creative, mentre io voglio rimanere centrato.

damir doma ph. by simon

 

 

 

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