DISCO ROOTZ, ballare senza pensieri

Quando è nata la disco? Tutti concordano che sia nata nei primi anni ’70, incubata e partorita nel club gay di New York, sound di chi voleva solo ballare, ballare e ballare, dimenticando tutto quello che c’era intorno, uscendo dal proprio corpo, diventando un tutt’uno col beat. 

Nessuno di quelli che c’era se la ricorda allo stesso modo: l’esperienza del club, della musica, richiamata in un viaggio quasi psichedelico fatto di luci stroboscopiche, cassa in quattro quarti, ritmo e una incredibile energia, così è nato un mito che dura fino ai giorni nostri, evolvendosi in decine di generi diversi e diventando un vero e proprio stile di vita. 

Disco Rootz vuole ripercorrere la storia del clubbing dalle sue origini ai giorni nostri attraverso una serie di serate mensili free entry a partire da venerdì 4 novembre al Wall club, riportando sul dancefloor la voglia di ballare e fare party che ha contraddistinto gli albori del genere, dove la musica è protagonista e tutto quello che veramente conta. 

La prima serata, venerdì 4 novembre, è affidato a nomi del calibro di Ryan Elliott, americano di Detroit trasferito a Berlino, delle quali dice che potranno anche non assomigliarsi nella forma, ma sicuramente si assomigliano nello spirito. Lo contraddistinguono una techno guidata da linee di basso e una house ridotta all’essenziale attentamente calibrate per accompagnare in un viaggio al di là dello spazio e del tempo. Ad accompagnarlo Massimiliano Pagliara, uno degli italiani più rispettati nel panorama internazionale della musica elettronica, tedesco anche lui di adozione, che con il suo mix “classico-ma-contemporaneo” di electro, house, disco e techno ha conquistato club come il Panorama Bar a Berlino e il Robert Johnsons a Francoforte. Ad affiancare Elliott e Pagliara nell’opening act dalla live band di Dan Cavalca e dal resident Sebastian.

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