L’universo dei Cara Calma in una intervista da Souvenir

I Cara Calma sono è la storia di quattro ragazzi fatti per sudare, spaccarsi i timpani in sala prove e macinare chilometri, senza abbassare mai la voce.

Il loro disco d’esordio è stato prodotto da Karim Qqru (The Zen Circus),  il loro ultimo “Souvenir” è qualcosa di vero, ha quel qualcosa che oggi giorno non si trova facilmente in un disco. Noi li abbiamo intervistati un giorno prima dell’uscita del loro ultimo disco tra un birra e giro whisky sui Navigli qui a Milano.

.Un disco che è un Souvenir. Com’è nata l’idea del titolo?

Fabiano: “Souvenir” è l’anagramma di “Universo”, uno dei brani più rappresentativi del disco, ed un tema a cui personalmente sono molto legato. Oltre a tutto questo è anche una parola francese il cui significato letterale è “ricordo”. Abbiamo voluto imprimere fisicamente questo momento felice delle nostre vite nei dieci brani dell’album, che contiene tutte le esperienze, tutti gli incontri e tutte le sensazioni provate in quest’ultimo anno.

Vediamo questo disco come una sorta di lettera inviata a noi stessi che tra 5, 10, 20 anni rappresenterà per noi un souvenir a tutti gli effetti, ed un ricordo felice a cui potersi aggrappare.

.Nel disco sono presenti le collaborazioni con Management e Voina. Come sono nati questi featuring e cosa hanno portato ai due brani?

Fabiano: Si tratta di due collaborazioni di cui andiamo molto fieri, in primis perché stimiamo molto entrambe le band e poi perché il tutto si è svolto con estrema naturalezza. Conoscevamo già Ivo dei Voina, ma la scorsa estate ci siamo incrociati ad un nostro concerto a Viterbo e dopo aver trascorso il post serata insieme gli abbiamo proposto di cantare un brano del nostro nuovo disco; di tutta risposta lui ci ha fatto promettere di non rimangiarci quelle parole, e così è stato. “Otto ore” è tra i brani più aggressivi dell’album anche grazie alla voce graffiante di Ivo.

Per quanto riguarda Luca Romagnoli del Management siamo entrati in contatto con lui grazie ad un amico in comune, ovvero Karim Qqru dei The Zen Circus (a cui abbiamo affidato la produzione artistica di “Souvenir”).

Inizialmente sapevamo di voler inserire un featuring che desse un tocco uggioso al brano “Universo”  ma non avevamo ben chiaro il tipo di voce che sarebbe stato più adatto per il brano. Luca è stato la risposta perfetta.

.C’è un filo conduttore con il vostro debutto discografico, Sulle Punte Per Sembrare Grandi? Cosa invece è cambiato completamente nella vostra scrittura e nelle fasi di lavorazione del disco?

Riccardo: Senza dubbio esiste un filo conduttore con “Sulle punte per sembrare grandi”: la voglia di urlare tutte le nostre insicurezze, come se parlare a voce alta di ciò che ci preoccupa servisse quasi ad esorcizzarle.

L’approccio alla scrittura è rimasto bene o male lo stesso, ciò che è cambiato in quest’ultimo anno siamo noi.

Abbiamo raccolto tutto ciò che potevamo nelle esperienze vissute grazie al tour promozionale del primo disco, da tutte le persone incontrate sotto il palco e nei vari backstage, alle cose più banali come la disperata ricerca di una bar aperto alle 5 di mattina in centro a Perugia o una gomma forata a Bologna consci di non potersi fermare a cambiarla perché la gomma di scorta non c’era.

Abbiamo immagazzinato tutto ciò che abbiamo provato in questi mesi e abbiamo cercato di tradurlo in brani, quindi stesso approccio, ma un punto di vista più maturo, sia testuale che compositivo, abbiamo cercato di dare una veste più dinamica ad un lavoro nel quale comunque le distorsioni svolgono un ruolo fondamentale.

.C’è una canzone particolare all’interno dell’album a cui siete legati?

Riccardo: In realtà siamo molto legati all’album nella sua interezza, perché è come se avessimo raccontato in dieci tracce ciò che siamo, ciò che eravamo e ciò che con tutte le nostre forze vorremo essere. Dovendo scegliere una traccia direi la seconda del disco: “Sono io o sei tu?”, un dialogo interiore nel quale sfoghiamo tutte le nostre insicurezze e perplessità sul futuro, consapevoli del percorso che abbiamo intrapreso nel bene o nel male, e certi che potendo tornare indietro rifaremmo tutto nello stesso identico modo.

.Ora il tour. Il disco a tratti sembra già pensato per la dimensione live: cosa c’è da aspettarsi dalle date?

Cesare: Nell’ultimo periodo abbiamo effettuato uno studio dei suoni molto accurato in modo tale da riprodurli al meglio sul palco. I brani di questo disco hanno un andamento più dinamico rispetto al precedente e il nostro compito sarà quello di rispettarlo al meglio per poterlo trasmettere nei pezzi con la solita vena rock, ma in una confezione più raffinata.

Il tour sta per iniziare, ci terrà impegnati da marzo a settembre, con qualche piccola pausa qua e là. L’otto marzo esce il nostro nuovo lavoro: “Souvenir” e noi non vediamo l’ora di portarlo sui palchi.

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