Gabriele Troisi, il suo nuovo singolo e gli scontrini del Morelli’s

Gabriele Troisi ha da poco pubblicato il suo primo singolo solista dopo l’avventura di X Factor 2019. Il brano si chiama “Monelli’s” ed ha esordito subito nelle migliori playlist di #spotify.

Lui è un pianista che scrive canzoni ma con il suo gruppo EX, con i quali ha pubblicato nel 2018 Bumaye, suona anche la chitarra con la sua mano mancina.

Le sue canzoni hanno una matrice blues dalle venature pop che con la sua band confluiva in un sound più rock, ma questo esordio lo rende molto più libero e trasparente sui testi.

Gabriele Troisi ha creato un singolo notturno e perfetto da ascoltare non appena sia tramontato il sole.
Durante il lancio del suo singolo siamo stati ospiti del BLA BLA GAB… che cos’è?
Be’ scopritelo in questa intervista.


Come si fa?
A buttare via tutti gli scontrini, e i biglietti, che ti ricordano dove sei stato, cosa hai fatto.
Ti ricordano i posti in cui sei stato e io voglio ricordarli bene.
Ogni volta che butto via uno di quei pezzi di carta mi sembra di star lasciando, davvero, quei posti. Lo odio.
Io me li voglio ricordare bene i posti dove sono stato bene, o male.
Se li ricordo bene, mi sembra di essere ancora lì.
Non è lo stesso con le persone?


Dopo un po’ di progetti e una bellissima esperienza con gli EX, più X Factor… finalmente un brano solista che rispecchia pianamente te stesso. Com’è nato?

Siccome gli episodi prima del live sono registrati, io ovviamente sapevo già di essere stato escluso e quindi avevo chiara in mente l’idea di voler far uscire un mio brano entro un certo periodo di tempo.
Scrivere con una deadline era una cosa che non avevo mai fatto e l’idea non mi faceva impazzire.
Ho però fatto in modo di circondarmi degli stimoli giusti e riattivare le emozioni necessarie per scrivere un brano sincero.

Il pezzo è nato su un giro di chitarra che avevo registrato sul cellulare un paio di mesi prima.

L’ho fatto ascoltare ai due miei amici, Giacomo e Christian, suonandolo su un vecchio piano elettrico Crumar che avevano in saletta e da lì abbiamo iniziato a creare il riff e poi registrato insieme un provino.
Questo è stato molto importante perché è da qui che è nato un po’ il mood di tutto il brano ed è su questo provino che ho scritto testo e melodia.
Poi la produzione di Salvatore Gaudino (che io chiamo Sasà) ha messo tutto più a fuoco.

La tua comunicazione sui social è molto genuina, faccio fatica a vederti diverso da quello che pubblichi nella vita reale. Com’è nata la copertina del brano?

La sera della puntata dell’audition in cui sarei apparso in tv ho dato una piccola festa a casa sia perché mi faceva piacere guardarla insieme alle persone a cui voglio bene sia perché a mezzanotte sarebbe stato il  mio compleanno. Sabrina, la mia ragazza, aveva preso alcune Kodak usa e getta per scattare foto durante la festa e una di queste è proprio quella della copertina del brano.

Invece L’idea del Bla Bla Gab?

Ah, quella è semplicemente stata una mia idea perché mi sembrava stupido fare un pre-save sulle piattaforme digitali visto che quella è una cosa da cantanti famosi.
Ho solo pensato che di solito quando hai un provino o un mix di un brano in uscita e vuoi farlo ascoltare a un tuo amico, glielo fai sentire in macchina. Poi mi piace molto guidare in giro.

C’è un aneddoto divertente o strano che ti è successo mentre portavi in giro i fan per far ascoltare un’ anteprima sul tuo brano?

Magari nulla di strano o divertente ma un paio di volte mi sono emozionato molto ad ascoltare una mia canzone insieme ad una persona che non conoscevo.
Ah, ho fatto un BlaBlaGab con un mio ex alunno e quello più che divertente è stato molto, molto bello.

Cosa provi quando sei al pianoforte?

Sto molto comodo.

Com’è passare da X Factor a professore? Cioè gli alunni che ti hanno detto quando ha o capito che eri tu in televisione?

Direi normale, il mio compito principale è far capire ai miei alunni che è molto più preziosa la vita reale che quella che si vive apparendo su uno schermo televisivo.
Devo dire che non mi riesce molto difficile farglielo percepire perché loro mi conoscono e hanno capito.
Ovviamente loro erano divertiti dalla cosa ed erano molto contenti per me.

Quando ti sei innamorato per la prima volta della musica?

Non riesco a ricordare un momento preciso perché è stato tutto costituito di piccoli, singoli pezzetti messi insieme che alla fine mi hanno fatto capire che questa cosa è in un modo o nell’altro la mia vita.
Quello che posso dirti è che ogni volta che sento di esserne innamorato è quando la ascolto, più che quando la faccio.

Cosa dovrebbe fare una ragazza sotto al palco per attirare la tua attenzione?

Onestamente credo che chiunque stia sotto al palco ad ascoltarmi meriti la mia attenzione.

L’episodio della tua carriera fin ora che conserverai per sempre dentro di te? Bello o brutto che sia…

Volendo intendere come carriera quella musicale, mi viene da dirti di quando il maestro Elisso Virsaladze mi ammise nella sua classe al suo corso di perfezionamento alla Scuola di musica di Fiesole. Boh, mi misi a piangere ma è una cosa un po’ stupida. Però è la prima che mi è venuta in mente.

Ci sono altri progetti in cantiere?

Altri progetti musicali no, per ora sono concentrato sullo scrivere e registrare nuove canzoni.

Vorresti comporre la colonna sonora di quale film o serie tv?

Dico Mad Men solo perché è la mia serie preferita per motivi importanti.
E la sigla d’apertura è spietata cioè molto bella.

La tua paura più profonda?

Non essere capito.

Gli zombie hanno attaccato la terra solo tu puoi sconfiggerli colpendoli con dei dischi in vinile, chi useresti come arma letale?

Renzo Arbore.

Le ultime due domande alla Giggi Marzullo…
Come ti vedi tra 10 anni e se ti dicessi più oppure: la vita è un sogno o i sogni aiutano a vivere?

Un bravo papà.

La vita è un sogno.

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