Persona è il nuovo disco di Marracash che devi assolutamente ascoltare

Siamo stati invitati alla conferenza stampa con l’ascolto in anteprima del nuovo disco di Marracash, s’intitola Persona ed è il disco che oggi serviva alla musica italiana.

Dopo tre anni dalla sua ultima uscita solista, Marracash pubblica un album dove racconta le sensazioni di un artista maturo, meno per strada facendo il “personaggio” ma descrivendo le sensazioni tra situazioni di forza e di debolezze.

Durante la conferenza stampa lui stesso ha ammesso che Fabio in questo album ha ucciso Marracash segnando un nuovo inizio, una nuova libertà conquistata traccia dopo traccia.

Il disco ha un concept e finalmente in questo genere ne è arrivato un altro costruito con un senso.
Oggi è uno dei pochi italiani a crearlo dietro un album, in un genere dove le parole sono molto importanti e dirette, Marracash ha inventato un filo conduttore tra parole, parti del corpo umano ed il suo significato.

“Ho scritto tutto in tre mesi, dopo tre anni di pausa, e quando ho ripreso a pensare alle canzoni le parole sono sgorgate con la potenza del sangue che esce da un corpo. Per me questo lavoro segna anche un nuovo inizio e una nuova libertà conquistata”

Introspettivo come non lo è mai stato, in questo periodo di assenza si capisce ciò che ha passato da periodi di depressione a problemi d’amore con tutte le sue sfumature annesse.

Marracash con questo disco mi ha ricordato personalmente quanto la vita incida su ogni parte del corpo e le emozioni tengono vivi i propri organi nel bene e nel male.

Dai denti di “Body Partss” allo stomaco di “Greta Thunberg” , dentro c’è anche l’anima con “Madame”.

Personale come non lo è mai stato prima e personale è anche la scelta dei featuring come Madame, Coez, Cosmo, Guè Pequeno, Luchè, Mahmood, Massimo Pericolo, Sfera Ebbasta e tha Supreme.

Però i brani più “creativi” o meglio innovativi dal punto di vista di vestiario del suono sono quelli da solista.

Per esempio “Poco Di Buono” è un brano che fin dall’inizio ti porta in un mondo sonoro “nuovo”, partendo dal sample rallentato de I Corvi con “Ragazzo di Strada” per comporre all’andamento del brano, fino alle bellissime sfumature che vanno avanti con un andamento crescente.

Bellissimi i giochi di pronuncia sul tempo, le ripetizioni e sul finire del tempo, quando esprime la sua rabbia con un cambio di tono cantato, ricorda la voglia di Celentano nel fare la differenza tra mille artisti.

La ciliegina sul brano la mette il titolo e il paragone alla parte del corpo nel concept del disco: Il Fegato.

Chapeau… su questa traccia tocca inserire il repeat.

Credo fortemente che questa tipologia di composizione sia il cavallo di battaglia di Marracash, solo lui in Italia può fare un brano così.

Bellissimo anche il brano con Madame, in una veste romantica che balla un tango di rime con l’anima della propria musica.

Coez in Quelli Che Non Pensano, nel re-make del pezzo di Frankie HI-NRG MC  è stata una mossa perfetta per riportare i sentimenti odierni in paragone a quelli del 1997, quando il produttore Ice One insegno a mettere la testa a tempo sui 4/4 ad un intera nazione.

Il brano con Sfera Ebbasta e Tha Supreme è il classico che girerà nei vostri stereo e nelle radio.
In questo disco avremmo visto anche un bel featuring con Venerus, ma chissà se non avverrà in un altro progetto. Marracash ci ha anche confessato che l’idea del nome dell’album gli è venuta proprio parlando con quest’ultimo, grazie al dualismo della parola nella sua forma inglese.


PS: La frase da tatuarsi addosso è:

Sono starano ma col cazzo che mi sparo, Cobain,
Tu hai tuoi metodi e le tue ragioni, io ho i miei.


Ora tocca a voi, qual’è la vostra traccia preferita?

Cosa ne pensate di questo nuovo Marracash?


 

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