Giulia Bersani, giovane fotografa, pubblica il suo nuovo libro 23

Foto di Giulia Bersani estrapolate dal suo primo libro 23

Giulia Bersani riesce a ritrarre i giovani in un modo delicato e spontaneo, cattura quel momento speciale, sfuggente e quasi impercettibile del quotidiano e lo immortala.

Sfogliando il nuovo libro di Giulia Bersani dal titolo  “23”,  chiudo gli occhi davanti ad ogni scatto. Mi tornano alla mente le parole di Francesca Woodman che rimarranno in eterno nella storia dell’arte fotografica: “…vorrei piuttosto morire giovane, preservando  ciò che è stato fatto, anziché cancellare confusamente tutte queste cose delicate”. Riapro gli occhi e lentamente ripasso in rassegna un’altra volta gli scatti delicati di Giulia.

Frasi di Giulia Bersani guardando il suo libro fotografico 23 (raccolte da Davide Gori)

Foto di Giulia Bersani estrapolate dal suo primo libro 23

«… Vorrei piuttosto morire giovane, preservando ciò che è stato fatto, anziché cancellare confusamente tutte queste cose delicate. Lo ha detto Francesca Woodman, una fotografa, una delle mie prime ispirazioni. C’era una sua mostra a Milano nel periodo in cui ho scoperto la fotogra a e all’epoca era diventata un po’ il mio punto di riferimento. Adesso i miei punti di riferimento sono diventati altri. È un bel po’ che non mi fermo sulle sue foto».

«Io scatto per necessità. Vivo momenti e conosco persone che mi affascinano, voglio fermarli per paura di perderli e allora scatto qualche foto, tutto qui. Cerco di catturare quello che ho davanti dal mio punto di vista in modo da poter ricordare anche come mi sentivo soggettivamente in quel momento».

Scatti emozionanti fatti senza sovrastrutture, le basta una macchina fotografica analogica

Foto di Giulia Bersani estrapolate dal suo primo libro 23

«Perché intitolare il mio libro 23? È più semplice di quanto immaginiate: sulle videocassette con i lmini di quando ero piccola c’è scritto, ad esempio, Giulia 6-12 mesi, Giulia 5 anni, Giulia scuola… I titoli hanno solo la funzione pratica di catalogare, mentre la magia sta nel contenuto. Non mi piace l’idea di descrivere a parole le mie fotogra e. Dove possibile evito qualsiasi didascalia perché mi sembra che le immagini abbiano un potenziale comunicativo illimitato, con un titolo troppo soggettivo uno le mutilerebbe. Mi piace lasciare libertà d’interpretazione e con un titolo come 23 non faccio altro che dichiarare quello che è oggettivo, ma come li racconto rimane all’osservatore immaginarlo e ognuno lo immaginerà a modo suo».

Foto di Giulia Bersani estrapolate dal suo primo libro 23

«Per me si tratta semplicemente di mostrare la mia libertà. Mi piace vedere il nudo come simbolo di libertà e naturalezza. Mi piace vedere gli esseri umani come semplici animali. Non mi piace la parola sensualità. Poi, come dicevo prima, ognuno vede qualcosa di diverso nelle mie foto, quindi sono cosciente che mostrando corpi nudi, alcune persone ci vedranno feticismi e provocazioni».

 

Foto di Giulia Bersani estrapolate dal suo primo libro 23

«Fotografare l’amore altrui mi riempie tutte le volte di gioia e di calore umano. Questo sempre per il fatto che mi ritrovo nei soggetti fotografati , conosco bene quelle sensazioni».

«La mia macchina mi aiuta ad esprimermi per ciò che sono. Non dico di essere una ragazza sempre spensierata e felice, ma anche le emozioni negative, se buttate fuori attraverso un mezzo espressivo come la fotogra a, diventano meno nocive. Quindi la mia macchina non può che essere un’amica».

Foto di Giulia Bersani estrapolate dal suo primo libro 23

 

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