I migliori film del 2017, una ragionata classifica

Fare una classifica dei migliori film è sempre un’impresa non facile. Il panorama italiano e internazionale, di film belli da vedere ne è pieno. Considerando l’anno in corso, se potessimo tirare le somme dei film del 2017, di certo, non ci potremmo annoiare per l’appiattimento dei generi. Parola di Taxidrivers

Dal cinema d’autore al blockbuster, il grande schermo, in questi cinque mesi di programmazione ha offerto senz’altro un ricco campionario. In una classifica dei film usciti in Italia, utilizzando un miscuglio di parametri quali: successo al botteghino, favori della critica, rapporto qualità/budget, sceneggiatura e morale sottesa, il numero di pellicole da includere è ricco e variegato.

Per tale motivo, ci limiteremo a stilare un elenco che comprende i dieci migliori film del 2017, che per motivi differenti hanno centrato l’obiettivo.

In ordine d’uscita, Allied – Un’ombra nascosta merita di far parte della decina.
Guidati alla regia da Robert Zemeckis –il papà della saga cult anni ’80 Ritorno al Futuro– il duo Brad Pitt e Marion Cotillard proietta lo spettatore in un thriller ambientato durante la seconda guerra mondiale, in cui il romanticismo è dosato con il contagocce per confezionare un prodotto che strizza l’occhio allo spionaggio d’annata.

Altra pellicola è senza dubbio Silence, che segna il ritorno di Martin Scorsese alla regia. La storia, tratta dall’omonimo romanzo di Shuzaku Endo, narra delle persecuzioni contro i cristiani in Giappone, nella prima metà del XVII secolo. Nel cast, Andrew Garfield, Adam Driver e Liam Neeson, i quali interpretano tre baluardi gesuiti vessati dall’odio religioso.

Scritto e diretto da Damien Chazelle, si include nella personale classifica dei migliori film del 2017, il mattatore degli Oscar hollywoodiani, La La Land.
Con 14 nomination –6 statuette aggiudicate– il film ripercorre le vicende amorose di un musicista jazz e un’aspirante attrice, interpretati da Ryan Gosling e Emma Stone.
Un vero e proprio omaggio ai musical targati anni ’50 e ’60, senza tralasciate i vantaggi della contemporaneità. Tra gli altri riconoscimenti, alla 73ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, la Stone – che ritroveremo in seguito – si è aggiudicata la Coppa Volpi per la miglior interpretazione femminile.

Altra opera meritevole è Barriere, con un Denzel Washington nella duplice veste di regista e protagonista. Tratto dall’opera teatrale Fences, vincitrice del Pulitzer per la drammaturgia, l’adattamento cinematografico illustra la parabola di una vecchia promessa del baseball che adesso lavora a Pittsburgh come netturbino, con il seguito di fardelli da portare sulle spalle in termini di rapporti interpersonali. Anche il Belpaese ha fornito il suo contributo.

Tra le pellicole italiane, come non annoverare Smetto quando voglio – Masterclass, sequel del fortunato Smetto quando voglio del 2014. Diretto da Sydney Sibilia, la banda capitanata dall’ormai certezza Edoardo Leo, torna a vestire i panni degli Accademici smaliziati, che rinnegano il proprio passato per guadagnarne in termini di denaro e riscatto sociale.

Uno tra i migliori film divertenti, che aiutano a riflettere con allegria e un pizzico di amarezza.

Degna prestazione alla notte degli Oscar anche per Manchester by the sea, in cui malinconia e senso di rivalsa, camminano insieme per mettere in scena il dramma della vita. Candidato a 6 premi Oscar –tanti quanti i Golden Globes–, è riuscito a portarne a casa 2. Casey Affleck dimostra maturità artistica che –visto il cognome– è una prerogativa di famiglia.

Nel cast anche Michelle Williams, per un film che emoziona e mostra il suo lato tenero.

Con I am not your negro, in questa personale classifica si include il documentario di Raoul Peck che accende l’obiettivo sulle vicende etniche degli Stati Uniti e gli scheletri nell’armadio che la “patria della democrazia”, conserva gelosamente in naftalina. Con la voce narrante di un ispirato Samuel L. Jackson, che legge il manoscritto incompiuto di James Baldwin, la lotta tra il potere dell’uomo bianco e i diritti dei “neri americani”, ripercorre le sue fasi più cruente, grazie al contributo di immagini di repertorio, testimonianze inedite e storie di uomini straordinari quali Malcom X, Martin Luther King e Medgar Evers.

Grande successo di pubblico è stato il remake Disney, La Bella e la Bestia, un classico intergenerazionale che attira un pubblico trasversale. Aldilà del cast – Emma Watson su tutti – la pellicola segna lo sdoganamento di un personaggio gay. È un dato di fatto che per la prima volta, la Disney affronta il tema dell’omosessualità, con disinvoltura e spensieratezza.

Torniamo in Italia con La Tenerezza di Gianni Amelio, ovvero quando c’è da riconoscere i giusti meriti per un film ben sceneggiato e meglio ancora interpretato. Nel cast un cavallo di razza come Elio Germano e due tra le migliori attrici della loro generazione: l’intensa Giovanna Mezzogiorno e Micaela Ramazzotti, per narrare una storia della Napoli borghese, in cui gli agi e il benessere non sempre sono sinonimo di felicità. Un caleidoscopio di sentimenti e di emozioni tipiche dell’essere umano, presentate al pubblico con garbo e sincerità.

L’arbitraria classifica dei migliori film del 2017, fino ad ora usciti, potrebbe anche concludersi con I guardiani della galassia Vol. 2, altro grande e annunciato successo al box office, ma si vuole dar fiducia all’ultimo lavoro in ordine di tempo, King Arthur – il potere della spada, per il ritorno in grande stile di Guy Ritchie alla regia.
Una “fantastica rivisitazione” di una celebre leggenda nordica, con una morale sempre attuale: nella vita, tutti possono ambire al proprio momento di gloria. In una brigata di attori capeggiati dal Charlie Hunnam nei panni di Arthur, come non menzionare il dittatoriale Vortigern, interpretato da un Jude Law che, come il vino, più passa il tempo e più migliora.

Purtroppo, al botteghino il remake non sembra essere all’altezza dei suoi predecessori ma il film di Ritchie, nonostante strizzi l’occhio al genere dei “supereroi”, rappresenta un coraggioso tentativo autoreferenziale.

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