Beyond, le sneaker che rompono gli schemi INTERVISTA

Le collezioni uomo/donna PE 2017 di Beyond si prefiggono un obiettivo ambizioso: andare oltre la solita sneaker e spingersi un po’ più in là.

Le eccentricità sono nella testa, nelle idee, nei pensieri. Sono dentro. Fuori no, fuori Roberto Vallasciani è un ragazzo educato, con uno stile classico. È il designer di Beyond, nuovo brand di sneaker made in Marche.

Roberto Vallasciani scherza, nella Chiesa Consacrata dell’educatorio di Fuligno di Firenze, dove Beyond è stato lo special guest della prima edizione di UFF!, la Urban Florence Fair, durante i giorni di Pitti Uomo : “Io non faccio parte dell’ufficio stile, ma dell’ufficio o-stile…”. Non è vero. Roberto non è per niente ostile. Anche se se la ride: “Il mio lavoro è di gruppo, ma fino a un certo punto. Siamo tutti designer fino a quando non arriva il momento di scrivere la scheda prodotto. Lì le opinioni lasciano il posto al silenzio, e io mi devo prendere le mie responsabilità”. Facciamo una passeggiata guardando le sue creazioni. Primo step: sneaker con elastici.

Il concetto dell’elastico quest’anno è il tema predominate delle collezioni casual-sport di tendenza, rivisitate a modo nostro.

Abbiamo voluto sviluppare questi concetti partendo dai nostri ricordi della montagna e del trekking, mischiandoli con il ginnico, per questo abbiamo scelto di inserire il colore ambra. Stile ginnico, colore montanaro. Ma con i colori e gli abbinamenti abbiamo giocato, ci sono anche il rosso e il nero, o il blu e l’arancio”. Poi guardiamo un altro modello. “Per disegnarle mi sono ispirato al profilo del leone, e l’ho applicato a una tomaia con un concetto sportivo che potesse dare al consumatore finale l’idea del casual, da poter abbinare e mettere in qualsiasi tipologia di occasione”.

Quanti anni hai, Roberto?

Quaranta.

Che formazione hai? Da quando disegni scarpe?

Ho iniziato nel 1999. Sono entrato nell’azienda di famiglia, Elizabet, diciassette anni fa, quando prendemmo la prima licenza approcciandoci al mondo delle griffe come Dolce&Gabbana. Ho iniziato questo training proprio con loro. La mia formazione professionale è iniziata esattamente da questa esperienza.

L’idea di Beyond però è recentissima… 

Esatto. Praticamente l’azienda ha fatto un discorso strategico. Si è approcciata al mondo adulto lanciando un marchio di conformazione ginnica, ma che avesse l’obiettivo di vestire un consumatore più attento e ricercato rispetto a quello che calza il ginnico tradizionale delle famose multinazionali. Abbiamo deciso di percorrere questa strategia perché vediamo che, all’interno del mercato e della società, c’è lo spazio giusto per questo prodotto, nonostante oggi tutti sappiamo che non è un momento tra i migliori.

Invece l’idea della cavigliera com’è nata? Ha un po’ un’ispirazione calcistica?

Esatto. Abbiamo deciso di fare una scarpa mono-materiale cioè di feltro con un’applicazione tecnicamente definita come franisa, che è una pellicola che viene saldata in maniera termo adesiva che dà un effetto laminato al feltro, che poi viene spezzato da una riga in tono di lycra. Infatti in questo concetto la lycra è nera e le righe sono nere, ma i colori sono sempre il blu, il grigio e il nero. La scelta è stata quella di bilanciare il discorso estetico con quello di comfort e gradevolezza. Partendo dal fatto che di per sé il materiale è molto particolare e la sua lavorazione lo stesso, quindi non c’era necessità di rischiare troppo e abbiamo deciso di utilizzare questi colori, che per l’uomo sono sempre un po’ più predominanti.

Produzione solo marchigiana?

Solo Made In Italy. Made In Marche e Made In Monte Urano, nel nostro stabilimento, in cui abbiamo la capacità e volontà di creare un controllo “qualità” fatto ad hoc. Alla base di tutto, oltre allo stile e alla ricercatezza, c’è il rispetto per il prezzo, che deve seguire la qualità. Noi siamo l’azienda produttrice , quindi in questo caso dev’essere la nostra prerogativa.

Passiamo alla collezione donna, qui esposta solo in parte. L’attenzione non può che cadere su un prodotto pazzo, innovativo: base sneaker, cavigliera altissima, stile stivale.

Questa follia?

Questa è una follia che ci sta dando grosse soddisfazioni. Abbiamo voluto associare il gusto texano al genere ginnico, concetto fondamentale, quindi anche il texano è stato creato e rivisitato secondo questi canoni. Per l’invernale abbiamo osato con degli stivali a coscia, fatti con righe stampate.

Cosa è la ricerca per te? 

Un lavoro costante.

Dove la fai?

Viene impostata sulle più grosse capitali europee. In questo caso sono tutte città che noi andiamo a visitare.

In base a cosa? All’istinto o per fiere?

In base a quello che è il nostro istinto. Partiamo tre giorni, camminiamo e vediamo un po’ le tendenze. Città storiche come Milano, sono ormai datate, mentre in altre città riescono a dare ancora piccole soddisfazioni per quanto riguarda gli spunti agli stilisti.

Tipo?

Londra. Il quartiere di Liverpool o quelli di Carnaby Street, con tutte quelle zone in cui è percepito il mondo dello streetwear e si riesce ad avere il sapore di quello che un certo tipo di consumatore vuole avere. Noi siamo molto street ma con un’ evoluzione diversa quindi dobbiamo essere capaci di prendere un determinato sapore e fargli fare uno step. Il nostro consumatore va dai 30 ai 50 anni, è molto più attento alla propria identità e segue meno il mass-market.

Dove sta andando forte Beyond?

Emirati Arabi e in Russia, Mosca.

Futuro. Cosa succederà?

Nel futuro, sono convinto che il mondo del ginnico continuerà ad avere un valore, ma che a causa dell’innovazione che c’è stata negli ultimi cinque anni, ci sarà bisogno di un ginnico sempre più stilizzato a arricchito, che non guardi più ai fenomeni di massa legati alle multinazionali ma che possa avere un propria identità, ispirata al concetto di prodotto. Quello che vogliamo costruire è un identità d’immagine e di prodotto che possa legarsi al concetto di uomo e donna.

Quale sarà la prossima città che andrai a visitare per trarre ispirazione?

A febbraio abbiamo pianificato diversi viaggi, dal 4 al 5 andrò a Londra poi ad Anversa. Da lì a Parigi e infine tornerò a Copenaghen: questa è una città che, rispetto alle altre capitali europee si sta muovendo in un certo tipo di direzione, sempre più ricercata. Prima l’ispirazione la si cercava a Berlino, oggi si può trovare a Copenaghen, che si sta diversificando.

Perché Anversa invece?

Perché ha sviluppato delle sfaccettature multirazziali e offre importanti spunti sotto qualsiasi punto di vista. Ad esempio si parte dalla zona della stazione, dove ci sono i viali con i negozi ultra moderni per poi addentrarsi nelle vie interne in cui si possono trovare i negozi vintage che prima si conoscevano solo a Londra.

 

info: ww.beyondshoes.it

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