L’attesa può avere mille sfaccettature, ce lo insegna Lucia Manca.

Lucia Manca
Lucia Manca porta avanti con una delicata riflessione la sua ipnotica e ammaliante poetica in Attese Vol.1 il nuovo EP, il primo di due.

L’attesa può avere mille volti. È lo sguardo fisso a una sigaretta che lentamente si consuma. È il sedersi al porto in attesa che sole si tuffi nel mare e lasci il posto alla sera. È lo scorrere del tempo che, come un’onda, corre avanti mentre la memoria lo tira indietro. O forse è solo vivere e sentire il proprio respiro in attesa di quello successivo sopratutto in questi giorni in cui dalle nostre case, attendiamo con brama il ritorno alla realtà.

Lucia Manca porta avanti con una delicata riflessione la sua ipnotica e ammaliante poetica in Attese Vol.1 il nuovo EP, primo di due volumi, uscito il 12 marzo per Factory Flaws/peermusic ITALY.

Lucia Manca
Il nuovo ep di Lucia Manca “Attese vol.1”

Attese Vol.1 porta con sé una maggiore consapevolezza. Cos’è cambiato rispetto a “Maledetto e Benedetto” il tuo precedente lavoro? 

Volevo ampliare le scelte in termini di suono, uscire un po’ dall’impostazione synth anni 80 e variare. Mentre per la scrittura di solito non faccio scelte prestabilite preferisco farmi guidare dall’istinto.

Matilde Davoli, un nome che torna spesso a farsi sentire in produzioni di livello. Quanto ha contribuito alla creazione delle atmosfere, quanto si sposa con la tua poetica? 

Ha contribuito molto nel dare la giusta direzione ai brani, di solito con lei è sempre “buona la prima”, nel senso che le bozze di produzione che mi manda per me sono già buone da subito. Mi ritengo molto fortunata a lavorare con lei e con Gigi Chord che è il mio tastierista il quale ha prodotto due brani.

 Un tour che in periodo di quarantena non arriva, per te come per molti altri. Eppure la musica non può smettere di essere, di farsi sentire. Com’è la situazione al Sud? 

Siamo tutti uniti (o almeno spero) in questa lotta, e la musica anche in queste circostanze si rivela terapeutica, noi non possiamo fare altro che diffonderla con i mezzi che abbiamo.

Il Sud vede la sua massima espressione dal punto di vista turistico e culturale soprattutto in primavera/estate, quando si riempie di festival ed eventi. Speriamo di riuscire a salvare qualcosa…

Il musicista vive in una grande attesa, quella di portare dal vivo il proprio live. Pensi che, in questi giorni, la cosa possa essere sostituita da un’attesa altrettanto ricca di aspettative?

Si, credo che comunque i dischi continueranno ad uscire e la gente accumulerà tanta voglia e tanta curiosità che poi sfogherà il prima possibile. Noi musicisti possiamo approfittare per scrivere, e per condividere la musica in altri modi.

Come pensi che raggiungerai il tuo pubblico, in questo momentaneo stop al live? 

Il mio disco esce proprio in questo periodo, quindi ci saranno dei contenuti che spero arriveranno a quanta più gente possibile. Per il live con la band, viste le circostanze, non possiamo vederci per organizzare qualcosa in streaming, pertanto credo che farò qualcosa di molto minimale in casa.

Attese Vol.1 sembra nascondere la promessa di un Vol.2. Cosa succederà nei prossimi mesi? 

La priorità è quella di portare in giro i brani nuovi dal vivo appena sarà possibile. Per il Vol.2 l’idea sarebbe di unirlo a questo ep e far uscire una sorta di A e B, ma è ancora solo un idea, di solito mi approccio alla scrittura in modo naturale, senza impormi dei vincoli; spero di avere presto altri brani che mi convincono pienamente.

Sei supportata da due realtà interessanti, Factory Flaws e peermusic. Oggi sembra essere di nuovo importante avere un “garante” di qualità alle spalle, in questo mare magnum di uscite discografiche. 

Si, loro sono di grande aiuto per me, è importante avere degli stimoli e qualcuno con cui confrontarti e confortarti, sopratutto per chi come me vive al sud, dove è tutto più difficile.

Finiamo con Populous e gli altri ragazzi che hanno collaborato all’EP e all’artwork. Come è andata? 

Con Populous (che ha suonato dei synth in L’ultima sigaretta) siamo molto amici e condividiamo molto spesso ascolti, consigli ecc.. Idem per Matilde Davoli e Gigi Chord che hanno prodotto l’EP. Poi dentro c’è anche il mio amico Ivan Luprano che ha scritto “Respirare” , Andrea Rizzo che ha suonato le batterie ed Emanuele Coluccia il sax. Abbiamo tutti un ottimo rapporto e quindi le collaborazioni avvengono in modo del tutto spontaneo. L’artwork è stato curato da Martina Bliss con la quale avevo lavorato anche per il disco precedente, ed anche stavolta sono stata pienamente soddisfatta.

Grazie, Lucia, in bocca al lupo

Crepi il lupo e grazie mille a voi.

 

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