Storie dal Mondo Nuovo è la raccolta dei migliori articoli a firma Daniele Rielli

Storie dal Mondo Nuovo è la raccolta dei migliori articoli a firma Daniele Rielli, al tempo Quit The Doner, gonzogiornalista per “Vice”, “Riders”, “Il Venerdì” di Repubblica e “Soccer Illustrated” tra gli altri.

“Serpico è il vecchio nonno che ti ripete che nella vita non bisogna fare debiti, altrimenti si diventa schiavi, che ha un parere su tutto e una teoria coerente per ristabilire il bene sulla terra, anche se poi una parte di te si chiede com’è che alla fine di tutta questa giustizia i piatti li lava sempre nonna”.

Nel mentre di un asserragliata descrizione e costruzione di un uomo che ha fatto la storia del noir americano, Frank Serpico, ecco che ti si sbatacchia una metafora calzante, sì, ma che ti stende. Cazzo, pensi, anche mio nonno paterno era così. Giustizialismo a uso e consumo delle polpette. Fascismo gerarchico e poi lavoro in nero. Ridi, di gusto. E allora pensi che Daniele Rielli fa parte di quegli scrittori che vorresti chiamare al telefono per chiacchierarci, come diceva Holden Caulfield.

Nello scorso numero di Urban abbiamo recensito un romanzo dove la devianza, la distopia e la paranoia la fanno da padroni: Le tre resurrezioni di Sisifo Re, di Cosimo Argentina. E allora? Allora, dopo una siringata di fantascienza letteraria, tocca ritornare a nocche dure sulla realtà dei fatti, sul mondo nostro. O mondo nuovo.

Storie dal Mondo Nuovo è la raccolta dei migliori articoli a firma Daniele Rielli, al tempo Quit The Doner, gonzogiornalista per “Vice”, “Riders”, “Il Venerdì” di Repubblica e “Soccer Illustrated” tra gli altri.

Ogni volta che leggo i suoi articoli mi piscio dalle risate. E penso che è proprio un coglione. Ma un coglione in senso buono, eh, perché ti tira fuori dal nulla delle frasi umoristiche che ti spiazzano e lasciano sul posto, come la veronica di Adriano l’Imperatore durante un Valencia-Inter di Champions League 2004/2005. Quando leggi le sue battute ridi a denti stretti e vorresti dargli una spinta di quelle da compari, bonaria, e sibilare ma vaffanculo va’, Daniè.

Lo stile di Daniele non ha metri di paragone. Che sia il ritratto di Serpico, il modo in cui un cameriere montenegrino intrattiene dei clienti baresi al ristorante, o la conversazione patologica con il direttore de “Il Venerdì” di Repubblica, lo riconosci. Belle riflessioni affiancate a momenti di follia proto-nonsense come “Camicia! Azzurrina!” che fanno assomigliare i suoi pezzi a sketch dei Griffin. In più ha quel non so che di elegante, la sua scrittura. Un’eleganza non artefatta, ma innata. Ci sono tanti bifolchi arricchiti che pur comprando tonnellate di haute couture continuano a sembrare dei bovari del cazzo, e ci sono invece persone che hanno stile senza impegnarsi granché. Questo meccanismo si applica anche alla scrittura. E Daniele Rielli cade nella seconda dicotomia.

Per carità di dio, se siete nella fase di coscienza civile militante e cercate un marcobignami che possa sgorgare la vostra ignoranza e predicare soluzioni analitiche circa la guerra siriana, le tensioni TexMex e altre dotte porcate da sociologo tivvutato, allora non è il libro per voi.

Perché sono storie apparentemente slegate, quelle che racconta Rielli-Quit-Daniè. Le start-up del cazzo, la nevrastenia di Serpico, la dopamina di dipingere con gli spray sopra un treno intercity, la nomina del presidente Mattarella al Transatlantico, un racconto esaustivo del Trentino-Alto-Adige, il rave che precede la gara al Mugello, in onore di VR46 santo nazionale… cioè non apparentemente, diciamo che non accocchiano granché se le colleghi una all’altra, ‘ste storie.

Però abbiamo bisogno di leggerle. Perché quando chiudi il libro, l’immagine che ti appare nel cranio a velocità da colibrì è proprio quella di un mondo. Hai appena letto storie disossate tra loro, eppure ti hanno restituito un senso di come va la vita oggi. Contraddittorio, eh?

E poi oh, c’è poco da fare: il fascino di avere in casa un volume della Adelphi, la casa editrice di Rielli, è innegabile. Se hai un Adelphi sul tavolino da caffè e la tipa te lo sgama, puoi anche evitare i preliminari. Inzuppi a colpo sicuro.

Storie dal Mondo Nuovo è la raccolta dei migliori articoli a firma Daniele Rielli, al tempo Quit The Doner, gonzogiornalista per “Vice”, “Riders”, “Il Venerdì” di Repubblica e “Soccer Illustrated” tra gli altri.

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