The Strumbellas: quando la musica infonde speranza.

Con il terzo album Hope, fresco di release, la band canadese sconfina il territorio conquistando l’Europa a suon di folk-pop, trainato dal tormentone Spirits.

di Marco Cresci

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Tre Strumbellas, ovvero Simon Ward, leader, David Ritter, tastierista e Isabel Ritchie, violinista, negli uffici Warner Music a Milano.

Prendete un coretto con un inciso tipo OH! o HEY!, aggiungete un ritmo da tarantella incalzante che ci traghetta in territorio estivo e chiudete con una melodia pop che starebbe in testa anche ad un bambino; è questa la formula vincente che ha reso celebri gruppi quali Mumford & Sons, Of Monsters and Men e oggi The Strumbellas, ai vertici delle classifiche con il brano Spirits, pezzo trainante del nuovo album Hope. La band di Ontario non è novizia, vanta tre album all’attivo, ma il nuovo si distacca dai precedenti di natura più country/folk per abbracciare il pop senza paura, come ci hanno raccontato Simon Ward, autore, chitarrista e cantante della band, David Ritter, tastierista e Isabel Ritchie, violinista, di passaggio a Milano.

Ciao ragazzi, come state?

Simon: Bene, siamo in Italia, le gente è cordiale, il cibo è buono e poi credo che ogni band dovrebbe visitare un paese con un singolo al N1 della classifica, rende tutto più bello! Ahahah!

Seppure Hope sia il vostro terzo album è il primo che viene distribuito ufficialmente in Italia, raccontami com’è cambiata la vostra musica negli anni, aiutaci a capire meglio chi sono The Strumbellas…

S: Non è cambiata poi tanto, le canzoni sono simili, ciò che abbiamo cercato di modificare è l’approccio alla composizione, ci siamo orientati verso il pop, non ti nascondo che con questo album abbiamo intrapreso una strada parallela a quelle di Taylor Swift o Katy Perry. I dischi precedenti erano più vicini al country, ma il pop è stato la chiave di questo.

David: Si, abbiamo ascoltato moltissimo pop prima di iniziare a lavorare a questo album, abbiamo utilizzato la batteria in modo molto più ampio per ottenere un suono più grande, abbiamo introdotto dei sample e utilizzato sintetizzatori cercando di semplificare la nostra musica rendendola più catchy e il più facile possibile, quasi come fosse musica per bambini.

 

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Quali sono stati gli artisti pop che avete ascoltato maggiormente oltre Taylor Swift e Katy Perry?

S: Miley Cyrus, Florida e Sinaed O’ Connor.

Siete forse la prima band indie folk che non ha paura di ammettere di amare il pop mainstream, di solito tutti ne prendono le distanze come se fosse qualcosa di negativo…

Isabel: E’ assolutamente vero, ma noi amiamo le belle canzoni non c’interessa la loro natura e anche se abbiamo una forte matrice folk, non vuol dire che ci rinchiudiamo in questo genere, sarebbe stupido.

Possiamo considerare Hope un concept album?

S: Non nel periodo di scrittura; ho seguito la regola di Kurt Cobain per fare questo disco: prima la musica poi i testi. Abbiamo preso le melodie migliori che avevamo e le abbiamo tenute per il disco, come puoi sentire ci sono episodi felici e sintetici e altri tristi e acustici, questo proprio perché non avevamo un obiettivo se non quello di scrivere le migliori canzoni della nostra vita. Ma una volta che il disco ha preso forma ci siamo resi conto che c’erano tempi ricorrenti, che riflettono i tempi duri che il mondo stesso sta attraversando, quindi Hope ci è sembrato il titolo migliore.

 

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Spirits, il vostro singolo n1, ha un testo forte che si scontra con una melodia gioiosa di festa, volevate in qualche modo sdrammatizzarlo?

Isabel: Credo che la formula testo malinconico e musica up beat sia l’unico elemento rimasto immutato nelle nostre canzoni, il legante di ogni nostro lavoro.

S: Ti racconto un aneddoto, abbiamo scritto il bridge di Spirits dopo aver rivisto Indiana Jones e l’Ultima Crociata, volevamo ricreare il feeling dell’ultima scena in cui Indiana prende la giusta coppa della vita e la riversa su suo padre. Volevamo qualcosa di cinematografico e di epico e Spielberg ci ha dato una mano.

Come sarà la vostra estate?

D: Speriamo di suonare a tanti festival, li amiamo perché il pubblico ha una maggiore attenzione ed una mentalità più aperta verso le nuove band.

S: I festival sono una figata, puoi passare tre giorni insieme ai tuoi amici o alla tua famiglia, ascoltare buona musica, mangiare bene, stare all’aria aperta, fare nuove amicizie, per me è il modo più puro e onesto per ascoltare la musica che ti piace e scoprirne nuova.

The Strumbellas dal vivo in Italia:

Mercoledì 31 agosto

Mojotic Festival, Sestri Levante (GE).

www.mojotic.it

Giovedì 1 Settembre

UNALTROFESTIVAL, Circolo Magnolia, Segrate (MI)

www.unaltrofestival.it

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