WHAT THE SMELL! Giorgio Armani Sì

Giorgio Armani Sì
Giorgio Armani Sì

Sì is more than sì”, così dice la pubblicità… Anni prima, recitava un altro claim: “Ho detto Sì”; ma, di questi tempi, nessuna attrice che sia passata (anche solo come turista) per Hollywood può pronunciare questa frase, per giunta con il passato prossimo! Meglio un passato remoto, remoto di vent’anni almeno: “Dissi sì!

Comunque sia, una vera fan del profumo, non potrà fare altro che autodeterminarsi per tutta la giornata, in un susseguirsi di scelte e di vanti, andando finalmente orgogliosa di ogni eccezionale virtù e di ogni mostruoso difetto: una virilità squisitamente femminile, da collant longue e peli sulle gambe.

Ma il profumo così virile in fondo non è! Direi che tutto orbiti attorno a molecole floreali e a muschi chetoni. Il bello di Armani (o se volete della L’Oréal) è che fa le cose semplici: prendi una donna, coprila di accordi di cassis con venature di rosa e gelsomino, sdrammatizza la sua rigida eleganza con una gomma da masticare un po’ agrumata e dosa qualche spruzzo di sentori corporei maschili come muschio (appunto!), patchouli e ambroxan (che non è un samurai, ma un derivato della salvia sclarea). E sino a qui, complimenti! La fragranza lascia intravvedere un serio progetto di profumeria. Se non fosse per quella vanillina che a un certo punto compare invasiva rovinando un po’ le tonalità ruvide ma cipriate del profumo e creando un effetto “Bauli” che perdura sino al drydown. Prima era, “uomini che odiano le donne che odiano le donne che odiano essere odiate dagli uomini”, ora è semplicemente Armani, ed è Natale tutto l’anno. Non è un caso che per questa fragranza sia stata scelta una testimonial che potesse fornire una testimonianza coerente negli anni, infatti Sì di Giorgio Armani pretende di essere un profumo fidelizzante e duraturo sul mercato, con un sillage riconoscibile, ma senza troppo carattere.

La bottiglia in molti la definiscono classica, ma in realtà è solo banale: una via di mezzo tra concetti zen e bauhaus. non potrebbe essere diversamente perché qui non c’è nessuna volontà di superare la folla, ma solo di seguirla.

Può essere questo profumo anche maschile? Ovviamente sì, forse uno che fumasse il sigaro toscano conferirebbe alla fragranza tutti quegli odori che gli mancano, ossia un pizzico di vissuto… Il consiglio vale anche per le donne, ma in alternativa, se si volesse rendere più unico e particolare il profumo e non si fumasse, si potrebbe dire sì a un pranzo in un ristorante cinese, dire sì ai capelli lavati una volta al mese, dire sì all’ “intimo” in lana cotta.

Meglio di no!

YOUR AMAZING GHOST IN THE SMELL, ANGELO ORAZIO PREGONI

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