Il duo che sta stravolgendo il volto del pop: Nicolò Cerioni e Leandro Manuel Emede

Justin Timberlake ha il tocco magico: cantante, ballerino, produttore, attore, marito e padre ideale, ogni cosa che fa è al top.

Levi’s x Justin Timberlake Fresh Leaves Collection è il nome di una capsule nata in collaborazione con Levi’s in cui reinterpreta i capi iconici del brand, qui indossati da Nicolò Cerioni e Leandro Manuel Emede coppia sia nella vita che sul lavoro.

Insieme stanno stravolgendo il volto del pop.

Casual ma dinamico, comodo ma cool, Justin Timberlake ha sempre imposto il suo stile oltre alla sua musica, ecco perché oggi lo troviamo protagonista di una capsule collection realizzata per Levi’s, brand che da sempre esprime la way of life sopra citata.

Levi’s x Justin Timberlake Fresh Leaves Collection è una collezione di 20 pezzi a cui viene affidato lo scopo di rendere più contemporanei i pezzi Levi’s iconici quali l’intramontabile Trucker Jacket e i due pezzi classici per eccellenza ovvero jeans e t-shirt, a favore di un’anima cittadina che necessita un congiungimento con la natura, come lo spirito che abita il suo ultimo album Man of the Woods.

Un uomo deciso e avventuriero, abituato a viaggiare il mondo per far conoscere la sua arte, uno stile di vita che lo accomuna a Nicolò Cerioni e suo marito Leandro Manuel Emede, fondatori dello studio di produzione SugarKane che si occupa di seguire look e immagine di artisti importanti, Jovanotti e Laura Pausini in primis.

Abbiamo incontrato Nicolò e Leandro, per parlare di quest’avventura che li sta portando sempre più spesso in giro per il mondo, ovviamente nei loro capi Levi’s Fresh Leaves by Justin Timberlake.

 

Cosa vi accomuna a Levi’s?

Leandro: Qui mi tocca essere nostalgico: io sono argentino, e se penso a Levi’s mi viene subito in mente una foto con mio padre in cui lui è in total look Levi’s. Dunque Levi’s ha sempre fatto parte di me.
Nicolò: Per me Levi’s è sinonimo di America, se penso alle serie tv, alla musica e a tutto quello con cui sono cresciuto, Levi’s è parte fondamentale di tutto quello che ci appartiene emozionalmente. Se pensi ad un Jeans pensi in automatico a Levi’s.

SugarKane, la vostra casa di produzione, ha a che fare con la moda e con la musica, come la collezione di Justin Timberlake per Levi’s: quando avete indossato i capi per gli scatti (che vedete qui accanto) cosa avete pensato a riguardo?

Nicolò: Più o meno quello di cui parlavamo prima, se penso a Timberlake, nella stessa maniera in cui penso a Levi’s, mi viene subito in mente il teen idol e poi il performer che è diventato e quindi il sogno americano.
Leandro: Io adoro questa connessione: il check è fantastico, l’idea del boscaiolo è tipicamente americana e questo mi piace non poco.

Avete un capo Levi’s che più vi sta a cuore?

Leandro: Io amo il total look in denim, un pò come la foto di mio padre di cui ti parlavo. Jeans e camicia in denim Levi’s, sono sempre con me. Nicolò: Io non potrei vivere senza la Trucker Jacket.

Parlando avete citato spesso l’America, che sia per Levi’s o Justin Timberlake: so che SugarKane è da poco approdata proprio negli U.S.A. volete raccontarmi qualcosa?

Nicolò: Oh si, a me non piace molto parlar di fortuna, ma posso dirti di aver avuto il privilegio di poter essere rappresentato da MR. Bruno Del Granado, che è una tra le persone che hanno scritto la storia dello showbiz musicale negli Stati Uniti prima, passando per MTV, poi al fanco di Madonna.

Oggi ci siamo anche noi, un puntino minuscolo nel mezzo di questo grandissimo ingranaggio, che però ci sta dando la possibilità di lavorare con artisti che parlano ad un ambiente diverso dal nostro e con un linguaggio di cui conosciamo poco.

Abbiamo avuto il piacere di lavorare con Laura Pausini che ci è servita molto perché Laura è una macchina da guerra, non si ferma mai e ci ha insegnato davvero tante cose, come ad esempio l’esserci affacciati alla musica latino americana, perché in questo momento ha un valore più alto da quello percepito: se penso ad artisti come J Balvin penso che oggi si debba a lui lo switch che la musica latina ha avuto: lui è cresciuto in Colombia, in un posto non facile, ma che con il suo immaginario unito alla sua estetica ha saputo spaziare dalla musica, con un sound traditional ma giusto, alla moda fino ad arrivare ad essere l’artista più ascoltato su Spotify superando Drake.

Trovo che la cultura latina oggi stia vivendo un momento bellissimo, fatta eccezione per la questione politica.

Leandro: Si, quello che ha detto Niccolò è vero: la musica latina in America va tantissimo, perché lo spagnolo è la lingua più parlata e perché la maggior parte della popolazione che vive in America è di provenienza Latina.

Lavorare con questi artisti ti permette di andare oltre perché si pensa che la loro estetica sia quella a cui tutti siamo abituati, invece non è esattamente cosi. Il nostro studio si trova a Miami, e quello oggi penso sia il posto dove bisogna andare per sentire la novità e quello che sta cambiando nel mondo e in America, un po’ come negli anni ’70 è accaduto a New York.

Avete un sogno nel cassetto: Voglio lavorare con…

Nicolò: Questo non saprei dirtelo, forse per paura di rovinarmi i miei miti. Ti direi Madonna, che ha contribuito all’80% del mio immaginario. Mi piacerebbe comunque far dei progetti a tutto tondo.

A me lo styling piace ma oggi mi piace di più creare con Leandro dei mondi, e pen- so che io e lui abbiamo funzionato quando siamo andati oltre il confine e siamo praticamente stati criticatissimi dal web, tipo all’Eurovision con Emma o quando abbiamo sperimentato con Lorenzo o quando abbiamo fatto delle cose bizzarrissime su Laura e siamo stati accusati di portare gli artisti e soprattutto chi li guarda fuori dalla loro zona di confort, e oggi chi va fuori da questa zona subito si allarma. Eppure io penso che sia un dovere dell’arte quello di rendere scomodo chi sta comodo e far sentir comodo chi invece non lo è. Trovo sia fondamentale oggi. Io non credo nel buon gusto.

Mi ricordo un’intervista a Diana Vreeland, nella quale raccontava di essere spaventata piuttosto dall’assenza di gusto. Lo stesso vale per me. Tornando alla tua domanda, parlo per entrambi, ci piacerebbe creare qualcosa di unico con degli artisti che per noi lo siano.

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